MIME-Version: 1.0 Content-Type: multipart/related; boundary="----=_NextPart_01CAAA81.4A8CE050" Questo documento una pagina Web in file unico, nota anche come archivio Web. La visualizzazione di questo messaggio indica che il browser o l'editor in uso non supporta gli archivi Web. Scaricare un browser che supporti gli archivi Web, come Microsoft Internet Explorer. ------=_NextPart_01CAAA81.4A8CE050 Content-Location: file:///C:/E4F92981/BibbiaEAntropologia.htm Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Content-Type: text/html; charset="us-ascii" BIBBIA E ANTROPOLOGIA

BIBBIA E ANTROPOLOGIA<= /b>

 

I più recenti studi in questo settore hanno confermato pienamente il racconto biblico relativo alle origini della storia dell'umanità, e vanno in controtendenza rispetto a quello che si era creduto fino ad ora. Q= ui di seguito alcune argomentazioni:

 

L'origine comune delle civiltà=          = Una religione comune          <= span style=3D'color:black'>Una lingua comune <= /span>

"L'archeologia e l'etnografia degli ultimi cinquant'anni hanno messo in evidenza che le civiltà del Mondo Antico... si sono sviluppate da un'unica base..."

 

L'origine comune del= le civiltà

La Bibbia afferma inequivocabilmente che la civiltà post-diluviana ha a= vuto un'origine comune: "Con No&egr= ave; uscirono dall'arca i suoi figli: Sem, Cam, Jafet. Da quei tre figli di Noè ha avuto origine tutta la popolazione della terra... Le famiglie= qui elencate hanno avuto origine dai figli di Noè e sono ordinate second= o la loro discendenza e le loro nazioni. Da esse, dopo il diluvio, sono sorte le nazioni sparse nel mondo." (Genesi 9:18/10:32 - TILC)

Chi crede nell'ispirazione biblica pensa dunque che Noè avesse dato ai s= uoi posteri sufficienti notizie ed insegnamenti per iniziare una civiltà= con basi solide e già acquisite e che avesse inoltre insegnato la fede n= el solo ed unico Dio, che egli conosceva così bene. Ora, gli studiosi s= ono concordi nell'affermare che nel 3500 a.C. e forse anche prima, d'improvviso appare in Mesopotamia una civiltà con tutte le caratteristiche di un evo in cui sono già fiorite scienze, arti e tecnologie, come se non avessero per nulla subìto un'evoluzione.<= /o:p>

Scrive Joseph Campbell nel suo libro "Mitologia Primitiva": "L'archeologia e l'etnografia degli ultimi cinquant'anni hanno messo in evidenza che le civiltà del Mondo Antico - quelle dell'Egitto, della Mesopotamia, di Creta, della Grecia, dell'India e della Cina - si sono sviluppate da un'unica base, e che questa origine comune basta a spiegare l'omologia delle loro strutture mitologiche e rituali... gli inizi di questo processo vanno rintracciati nel periodo neolitico del Vicino Oriente."=

 

Il racconto del diluvio si trova in più di 500 miti, nelle diverse civiltà, popoli lontani geograficamente e culturalmente. Come si spiega questo se non ammettendo una tradizione orale autentica che tramandò il resoconto del diluvio, che ritroviamo precisissimo nella Bibbia, e che poi s'imbastardì, diluendosi nel te= mpo e nelle varie civiltà?

 

Una religione comune=

Un tempo gli studiosi pensavano che l'uomo, frutto dell'evoluzione, fosse part= ito da una concezione animista della religiosità, per passare poi al politeismo ed approdare infine al monoteismo.<= /i> Le ricerche ultime indicano un proces= so esattamente contrario. Questo depone a favore della storicità del racconto biblico: la conoscenza di un unico vero Dio era stata traman= data dagli uomini prediluviani a Lui fedeli (come Abele, Seth, Enok...) e da Noè, dopo il diluvio; conoscenza che fu in seguito soppiantata da concezioni pagane, politeiste.

 

Edwin Oliver Jones, archeologo, scrive nel suo libro "Gli eroi del mito" (pag. 13): "L'abbondanza di un nuovo materiale riportato alla luce attraverso gli scavi e le ricerche archeologiche effettuate nel Vicino Orie= nte e la scoperta, la decifrazione e la traduzione di numerosi testi finora sconosciuti hanno reso possibile una più chiara conoscenza e comprensione della religione di questa regione cruciale dai tempi della preistoria (appunto la civiltà mesopotamica di cui si parla al punto precedente) fino alla fine dell'età del bronzo, nonché di tut= te le influenze che da essa derivarono sui maggiori credi dell'umanità.= Si può infatti affermare con sicurezza che proprio questa regione vide = la nascita della civiltà con gli effetti rivoluzionari che essa ebbe su= llo sviluppo della religione."

 

Scrive Joseph Campbell ("Mitologia Primitiva" - pag. 13): "Lo studio comparato delle mitologie del mondo ci porta a considerare la storia cultur= ale del genere umano come un fatto unitario, poiché scopriamo che alcuni temi... hanno una diffusione mondiale, apparendo ovunque in nuove combinazi= oni, ma rimanendo - come gli elementi di un caleidoscopio - sempre gli stessi.&q= uot;

 

Uno di questi temi è il racconto d= el diluvio che si trova in pi&ugr= ave; di 500 miti, nelle diverse civiltà, popoli lontani geograficamen= te e culturalmente. Come si spiega questo se non ammettendo una tradizione orale autentica che tramandò il resoconto del diluvio (Bibbia e Scienza), = che ritroviamo precisissimo nella Bibbia, e che poi s'imbastardì, diluen= dosi nel tempo e nelle varie civiltà?<= o:p>

         =

·      =   = La torre di Babele

·      =   = Il diluvio universale

·      =   = Noè

·      =   = Mesopotamia

 

Verso la metà del secolo, fu perf= ettamente chiaro che esisteva una prodigiosa distribuzione di lingue strettamente imparentate nella maggior parte del mondo civilizzato: una famiglia di lingue... che dev'essere derivata da una stessa fonte.

 

Una lingua comune

Scrive Joseph Campbell ("Mitologia Primitiva"): "Già nel 176= 7 un gesuita francese in India, padre Coeurdoux, aveva osservato che il sanscrit= o ed il latino avevano notevoli somiglianze... successivamente fu sir William Jones... ad osservare (che) le strutture grammaticali di latino, greco e sanscrito... erano derivate da qualche fonte comune, che forse non esiste più. Franz Bopp pubblicò nel 1816 uno studio comparato dei sistemi di coniugazione di sanscrito, greco, latino, persiano, tedesco. E infine, verso la metà del secolo, fu perfettamente chiaro che esiste= va una prodigiosa distribuzione di lingue strettamente imparentate nella maggi= or parte del mondo civilizzato: una famiglia di lingue, unica ed ampiamente variegata, che dev'essere derivata da una stessa fonte, e che include, oltre al sanscrito e al pali (le lingue delle scritture buddiste), la maggior parte delle lingue dell'India settentrionale, il singalese, il persiano, l'armeno, l'albanese, il bulgaro; il polacco, il russo e le altre lingue slave; il gr= eco, il latino e tutte le lingue europee, eccetto l'estone, il finnico, il lappo= ne, il magiaro e il basco..."

 

Ora vediamo ciò che è scritto nella Bibbia: "Un tempo tutta l'umanità parlava la stessa lingua e usava le stesse parole. Emigrati dall'oriente gli uomini trovarono una pianura nella pianura di Sennaar = (o Scinear) e vi si stabilirono." (Genesi 11:1-2 - TILC). Segue il racconto della costruzione della torre= di Babele che si conclude così: "La città fu chiamata Babele (Confusione), perché fu lì ch= e il Signore confuse la lingua degli uomini e li disperse in tutto il mondo.&quo= t; (Genesi 11:9 - TILC)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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