IL VERO DIO

(Atti 17:23).

 

Gli ateniesi, al tempo dell’apostolo Paolo, possedevano già della vedute moderne. Adoravano parecchi dei e si chiedevano: perché si deve considerare la religione in modo così limitato e concentrarsi solamente verso una direzione? Pensavano che l’individuo stesso dovesse decidere la fede da seguire in accordo con le sue convinzioni personali. Ciò che era importante era l’integrità della persona e la sincerità del suo culto. Così non era sorprendente che avessero edificato un altare con la scritta: «AL DIO SCONOSCIUTO». Dopo tutto, non si può mai sapere! Al giorno d’oggi, l’atteggiamento della gente in fatto di fede, è forse diverso? Si chiede grande tolleranza perché ciascuno possa decidere per se stesso. Il concetto essenziale è che si sia convinti che la propria fede è giusta. Questo argomento può sembrare ragionevole, ma è pericoloso. Nessuna misura di sincerità nella mia fede renderà mai vera una menzogna. Prendendo una medicina sbagliata posso avvelenarmi, anche se sono convinto d’aver scelto quella giusta. Gli Ateniesi erano molto convinti della loro sincerità, tuttavia erano idolatri. La loro sottomissione agli dei greci contristò molto lo spirito di Paolo. Così egli predicò loro il Vero Dio, sapendo molto bene che, se non accettavano la vera fede apportatrice di salvezza sarebbero stati perduti. Da allora la situazione non è cambiata. Per quello che concerne la fede, non bisogna essere incerti. In questo campo, non è l’uomo che ha l’ultima parola, ma Dio.