LA CREMAZIONE

   

Nelle grandi metropoli, a causa di un'urbanizzazione sempre maggiore, le autorità competenti stanno incoraggiando la cremazione dei deceduti, piuttosto che la loro inumazione.

Ciò è giustificato dal fatto che anche i cimiteri sono sull'orlo del collasso e non c'è posto per tutti.

 

Attraverso il presente articolo desideriamo presentarvi la nostra posizione di cristiani evangelici di fede Pentecostale.

Innanzitutto è necessario precisare che la Chiesa primitiva a cui noi ci rifacciamo come modello, non procedette mai alla cremazione dei cadaveri, che pure era in uso già a quel tempo. Anzi, a onor del vero, la cremazione dei cadaveri, era già attuata secoli prima dell'era cristiana, da popoli pagani e mai il popolo d'Israele aveva seguito il loro esempio.

Nelle varie civiltà del mondo sono stati usati svariati riti per i morti.

Il modo di trattare i corpi parla di quello che si crede della vita dopo la morte.

Possiamo pensare alle tecniche degli antichi Egizi per preservare i corpi attraverso l'imbalsamazione e gli oggetti sepolti con i faraoni che dovevano servire nella vita a venire. L'usanza indiana di spargere le ceneri sul Gange è legata ad una visione della vita in cui ci si unirebbe con il tutto, perché tutto è Dio. 

Il cristianesimo non accettò mai la cremazione per diverse ragioni. 

Nell'Antico Testamento si nota l'assenza totale del rito funebre della cremazione. Non godere di una degna sepoltura era considerato tra gli Ebrei segno di disapprovazione divina. 

 

Vediamo alcuni esempi:

·     IL SEPPELLIMENTO DI SARA: "Subito dopo, Abraamo seppellì sua moglie Sara nella grotta del campo di Macpela di fronte a Mamre, cioè Ebron, nel paese di Canaan" (Genesi 23:19);

·     IL SEPPELLIMENTO DI ABRAAMO: "Poi Abraamo spirò in prospera vecchiaia, attempato e sazio di giorni, e fu riunito al suo popolo. Isacco e Ismaele, suoi figli, lo seppellirono nella grotta di Macpela nel campo di Efron, figlio di Soar, l'Ittita, di fronte a Mamre: campo che Abraamo aveva comprato dai figli di Chet. Lì furono sepolti Abraamo e sua moglie Sara" (Genesi 28:8-10);

·     IL SEPPELLIMENTO DI ISACCO: "Poi Isacco spirò, morì e fu riunito al suo popolo, vecchio e sazio di giorni; Esaù e Giacobbe, suoi figli, lo seppellirono" (Genesi 35:29).

·     IL SEPPELLIMENTO DI GIACOBBE: "I figli di Giacobbe fecero per lui quello che egli aveva ordinato loro: lo trasportarono nel paese di Canaan e lo seppellirono nella grotta del campo di Macpela, che Abraamo aveva comprato, con il campo, da Efron l'Ittita, come sepolcro di sua proprietà, di fronte a Mamre. Giuseppe, dopo aver sepolto suo padre, tornò in Egitto con i suoi fratelli e con tutti quelli che erano saliti con lui a seppellire suo padre" (Genesi 50:12-14).

·     IL SEPPELLIMENTO DI MOSÈ: “Mosè, servo del Signore, morì là nel paese di Moab, come il Signore aveva comandato. E il Signore lo seppellì nella valle, nel paese di Moab, di fronte a Bet-Peor; e nessuno fino a oggi ha mai saputo dove è la sua tomba” (Deuteronomio 34:6).

 

Le uniche persone di rilievo nell'Antico Testamento ad essere cremate furono il Re Saul e i suoi tre figli morti in battaglia: "Ma quando gli abitanti di Iabes di Galaad udirono quello che i Filistei avevano fatto a Saul, tutti gli uomini valorosi si alzarono, camminarono tutta la notte, tolsero dalle mura di Bet-San il cadavere di Saul e i cadaveri dei suoi figli, tornarono a Iabes e là li bruciarono. Poi presero le loro ossa, le seppellirono sotto la tamerice di Iabes, e digiunarono per sette giorni" (1 Samuele 31:11-13).
In questo caso, gli uomini di Jabes intendevano tutelare il corpo da ulteriori oltraggi (i Filistei avevano tagliato la testa ed esposto il cadavere sul muro). Seppellirono comunque le ossa e per questo ricevettero gli elogi di Davide: "Allora Davide inviò dei messaggeri a Iabes di Galaad e fece dire loro: "Siate benedetti dal Signore, voi che avete mostrato questo atto di lealtà verso Saul vostro signore, dandogli sepoltura" (2 Samuele 2:5).

Dopo che fu espiato un peccato di Saul contro i Gabaoniti con la morte di alcuni suoi parenti, le ossa furono sepolte nella tomba di famiglia di Saul: "Ma il re prese i due figli che Rispa, figlia di Aia, aveva partoriti a Saul, Armoni e Mefiboset, e i cinque figli che Merab, figlia di Saul, aveva partoriti ad Adriel di Meola, figlio di Barzillai e li consegnò ai Gabaoniti, che li impiccarono sul monte, davanti al Signore. Tutti e sette perirono assieme; furono messi a morte nei primi giorni della mietitura, quando si iniziava a mietere l'orzo. Rispa, figlia di Aia, prese un cilicio, lo stese sulla roccia e stette là dal principio della mietitura fino a che l'acqua non cadde dal cielo sui cadaveri; lei impedì agli uccelli del cielo di posarsi su di essi di giorno e alle bestie selvatiche di avvicinarsi di notte. Fu riferito a Davide quello che Rispa, figlia di Aia, concubina di Saul, aveva fatto. Davide andò a prendere le ossa di Saul e quelle di Gionatan suo figlio presso gli abitanti di Iabes di Galaad, i quali le avevano portate via dalla piazza di Bet-San, dove i Filistei avevano appeso i cadaveri quando avevano sconfitto Saul sul Ghilboa. Egli riportò di là le ossa di Saul e quelle di Gionatan suo figlio; e anche le ossa di quelli che erano stati impiccati furono raccolte. Le ossa di Saul e di Gionatan suo figlio furono sepolte nel paese di Beniamino, a Sela, nella tomba di Chis, padre di Saul; fu fatto tutto quello che il re aveva ordinato. Dopo questo, Dio fu placato verso il paese" (2 Samuele 21:8-14).

La Bibbia dice che: "Dopo questo, Dio fu placato verso il paese".

Dio invece giudicò negativamente il comportamento di Moab, quando le ossa del re di Edom furono calcinate:"Così parla il Signore: "Per tre misfatti di Moab, anzi per quattro, io non revocherò la mia sentenza, perché ha bruciato e calcinato le ossa del re di Edom. Io manderò in Moab un fuoco che divorerà i palazzi di Cheriot. Moab perirà in mezzo al tumulto, alle grida di guerra e al suono delle trombe" (Amos 2:1-3).

Possiamo trovare anche la presenza di un divieto concreto della cremazione, ritenuta un rito abominevole, che si riferisce al feroce culto pagano in onore del dio Moloc, che era una deità pagana degli Ammoniti al quale si sacrificavano dei bambini bruciandoli.

Tra i pagani, bruciare i figli (non è chiaro se vivi o già morti) era un modo per placare gli dei o per acquistare forza: "Il Signore disse ancora a Mosè: "Dirai ai figli d'Israele: "Chiunque dei figli d'Israele o degli stranieri che abitano in Israele sacrificherà uno dei suoi figli a Moloc dovrà essere messo a morte; il popolo del paese lo lapiderà. Anche io volgerò la mia faccia contro quell'uomo, e lo toglierò via dal mezzo del suo popolo, perché avrà sacrificato dei figli a Moloc per contaminare il mio santuario e profanare il mio santo nome. Se il popolo del paese chiude gli occhi quando quell'uomo sacrifica i suoi figli a Moloc, e non lo mette a morte, io volgerò la mia faccia contro quell'uomo e contro la sua famiglia e li eliminerò dal mezzo del loro popolo, lui con tutti quelli che come lui si prostituiscono a Moloc" (Levitico 20:1-5).

Per questa ragione è scritto: "Non darai i tuoi figli perché vengano offerti a Moloc; e non profanerai il nome del tuo Dio. Io sono il Signore" (Levitico 18:21); "Non imparerai ad imitare le pratiche abominevoli di quelle nazioni. Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco..." (Deuteronomio 18:9, 10); "Acaz... non fece ciò che è giusto agli occhi del Signore, suo Dio,...ma seguì l'esempio d'Israele, e fece passare per il fuoco perfino suo figlio, seguendo le pratiche abominevoli delle genti che il Signore aveva cacciate davanti ai figli d'Israele" (2Re 16:2, 3).

   

Nel Nuovo Testamento la sepoltura continua ad essere praticata fra gli Ebrei contrariamente a quanto avveniva in altre nazioni. 

Gesù stesso, nostro Salvatore, parlò più volte della Sua sepoltura: "Venne a lui una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d'olio profumato di gran valore e lo versò sul capo di lui che stava a tavola. Veduto ciò, i discepoli si indignarono e dissero: "Perché questo spreco? Quest'olio si sarebbe potuto vendere caro e dare il denaro ai poveri". Ma Gesù se ne accorse e disse loro: "Perché date noia a questa donna? Ha fatto una buona azione verso di me. Perché i poveri li avete sempre con voi, ma me non mi avete sempre. Versando quest'olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura" (Matteo 26:7-12).

Nei Vangeli si legge che Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo "presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in fasce con gli aromi, secondo il modo di seppellire in uso presso i Giudei" (Giovanni 19:40). 

Dopo la morte e la resurrezione di Gesù, i cristiani, seguendo l'esempio di Cristo e seguendo l'usanza ebraica, non approvarono mai la cremazione e dunque non si conformarono alle pratiche pagane.

A conferma di ciò, nel Nuovo Testamento, abbiamo alcuni riferimenti al seppellimento, ma mai alla cremazione.

Ecco due esempi:

·     ANANIA E SAFFIRA: "Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E un gran timore prese tutti quelli che udirono queste cose. I giovani, alzatisi, ne avvolsero il corpo e, portatolo fuori, lo seppellirono...Allora Pietro le disse: "Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno seppellito tuo marito sono alla porta e porteranno via anche te".Ed ella in quell'istante cadde ai suoi piedi e spirò. I giovani, entrati, la trovarono morta; e, portatala via, la seppellirono accanto a suo marito" (Atti 5:5,6,9,10).

·     STEFANO: "Uomini pii seppellirono Stefano e fecero gran cordoglio per lui" (Atti 8:2).

 

La storia cristiana del periodo post apostolico c'informa che i credenti, allo scopo di rendere pubblica la propria fede nella resurrezione dei morti, praticarono continuamente l'inumazione dei deceduti, condannando in diverse occasioni la cremazione, in polemica con autori pagani. Questa loro pratica permise la costituzione di quei grandi cimiteri cristiani che sono le catacombe, le quali soltanto nel sottosuolo di Roma, con i loro stretti corridoi sotterranei, si diramano per oltre quaranta chilometri e rappresentano una testimonianza sempre attuale della fede in Cristo che vince la morte.

È necessario evidenziare che i cristiani non accettano la cremazione non perché, come qualche insensato afferma, hanno timore che non possano poi risorgere dalle ceneri. Dio è il Creatore e può ogni cosa, basti leggere il libro dell'Apocalisse dov'è scritto che il mare restituì i suoi morti: "Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e il soggiorno dei morti restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere" (Apocalisse 20:13).

Una delle ragioni per le quali i credenti non cremano il loro corpo è per un atto di rispetto verso il Creatore e perché esso è il tempio dello Spirito Santo (1 Corinzi 6:19; 3:16, 17).

Un'altra ragione credibile contro la cremazione sta nel fatto che dopo il IV secolo questa scomparve quasi del tutto per l'influenza del cristianesimo, per riapparire poi alla fine del 1700, durante la rivoluzione francese, quando furono presentati motivi pratici ed igienici. Nel 1800 si diffuse per la propaganda di associazioni dichiaratamente atee, in polemica con la fede nell'immortalità e nella resurrezione. Infatti, la cremazione è stata da allora voluta da coloro che in questo modo desideravano affermare la propria negazione dell'eternità.

In ultima analisi, quindi, rifiutarsi di permettere che il proprio corpo sia cremato vuol dire identificarsi con coloro che testimoniano della loro fede nell'immortalità e nella resurrezione, così come è stata promessa dal Signore.

Noi miriamo ad un futuro in cui saremo per sempre con il Signore con un corpo glorificato e riconoscibile. La sepoltura testimonia di questa nostra speranza. 

 

CONCLUSIONE

La risurrezione del nostro corpo non può essere impedita dal modo in cui moriamo o da che cosa succeda al nostro corpo dopo la morte. In Atti 13:36 si legge che Davide "ha veduto la corruzione", ma questo non impedisce di credere che risusciterà anche lui all'ultimo giorno. Così i credenti morti in incendi non saranno esclusi dalla nuova creazione. 
Sappiamo, comunque, che un funerale cristiano può essere di grande testimonianza. In questo contesto, quando abbiamo la possibilità di scelta per noi stessi o per i nostri familiari morti nel Signore, è importante badare al messaggio che diamo attraverso le modalità del funerale.

La cremazione non è adatta per parlare della nostra speranza futura.

La sepoltura, meglio a mio avviso se in terra, parla più chiaramente della semina in vista della risurrezione di un corpo glorioso, immortale.

È inoltre opportuno evitare grandi spese.

Possiamo applicare ai funerali quanto detto da Paolo ai Corinzi sull'ordine nei culti: "Ogni cosa sia fatta con decoro e con ordine" (1 Corinzi 14:40).

Il nostro caro è già con il Signore in attesa della risurrezione (Luca 23:43; Filippesi 1:23; 2 Corinzi 5:6-8; Apocalisse 6:9-11).

Il funerale deve essere un ricordo del tempo che il Signore ci ha concesso di passare con questa persona ed un annuncio della nostra speranza.

Non ci disperdiamo nel nulla, ma vivremo per sempre con il Signore (Giovanni 14:2-4; 1 Tessalonicesi 4:13-18).

Coloro che hanno sperimentato Cristo Gesù nella loro vita come personale Salvatore, continueranno a praticare il non oltre ciò che è scritto, prendendo, come il popolo d'Israele, come la Chiesa primitiva e come i padri della Chiesa, le distanze da tutte quelle pratiche che sono attuate con un solo scopo: negare l'esistenza di Dio e la vita eterna.

In quanto a noi, fedeli a tutto l'insegnamento della Parola di Dio, attendiamo che "il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo, e con la tromba di Dio scenderà dal cielo, e prima resusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore" (1 Tessalonicesi 4:16,17).