Gesù era un falegname?

 

 

«[…] sono uno studente di filosofia e mi sto interessando al testo biblico. Da quanto ho potuto intravedere il termine “falegname” o “carpentiere” attribuito a Gesù nel vangelo di Marco è molto significativo. Ho infatti letto che nel suo significato originario questo termine è ricco di accezioni e contenuti (maestro di arte ecc.). Non essendo un esperto linguista mi rivolgo a Voi per sapere se è possibile rintracciare il termine originale, credo sia in aramaico (?)».  

[…] N.

 

RISPOSTA:

Il termine tradotto con falegname si trova in Mt 13,55 e Mc 6,3. Poiché non vi è nessun manoscritto (o frammento) di un presunto originale in aramaico (come invece viene erroneamente ripetuto), ma solo manoscritti greci, bisogna partire da qui (in Palestina d'allora almeno il ceto medio era poliglotta). Gesù parlava con i Giudei ellenisti (o anche proseliti del giudaismo) come cosa scontata in greco (Gv 12,20ss). L'aramaico d'allora era un dialetto inter-giudaico, paragonabile al sardo d'oggi. La lingua ufficiale era il greco (anche per i Romani!), il dialetto era l'aramaico. Gesù non ebbe nessuna difficoltà di parlare con il romano Pilato e con altre persone di lingua greca (Mt 27,13ss). Mai negli Evangeli si parla di un interprete.

Così è ozioso voler risalire a una terminologia aramaica, visto che i testi del NT sono esclusivamente greci. Certo Papia parlò delle «logía [discorsi] di Gesù», che Matteo avrebbe scritto in aramaico, essi però non sono l'Evangelo omonimo, ma appunto solo i «discorsi» di Gesù. Si fa quindi bene a partire dal termine greco anche nel caso del vocabolo tradotto in italiano con «falegname» o «carpentiere». Nel libro Matteo, l’evangelista dei giudei (Punto°A°Croce, Roma 1999), p. 33, accenno alla questione: «Secondo alcuni studiosi la parola greca téktōn, che qui ricorre, significava “costruttore” o “architetto”». Certo esso può anche significare in genere «autore, creatore, artista, artefice, fabbro» e, nel caso singolo, può riguardare queste categorie: «legnaiolo, falegname, costruttore, architetto, ingegnere».

Penso che non bisogna riporre nel termine téktōn più di quanto esso potesse esprimere. In ogni modo, la conoscenza biblica di Gesù, la sua cultura e le sue capacità retoriche — di là dalla presenza dello Spirito Santo nella sua vita (Mt 3,16; 4,1; 12,28; Lc 4,1) — parlano a favore del fatto che egli appartenesse a uno strato sociale medio (quindi «costruttore, architetto o ingegnere») e non fosse un semplice «legnaiolo, falegname o carpentiere». A favore di ciò parla anche il fatto di saper organizzare, ammaestrare e dirigere un gruppo relativamente grande (dodici discepoli, settanta discepoli e le donne aggregate). Egli aveva la capacità di parlare in modo semplice con i semplici (p.es. parabole e similitudini) e di affrontare con competenza questioni molto complesse e difficili della Legge e delle tradizioni giudaiche, discutendole con studiosi e rabbini. Col suo acume riusciva a portare le questioni al punto centrale e saliente. Solo chi appartiene a uno strato culturale medio-alto sa parlare come il contadino Amos (linguaggio illustrativo) o come il dotto Qohèlet (Ecclesiaste), come il legislatore Mosè o come lo scriba Esdra.

In ogni modo, nel testo biblico italiano compare la parola «falegname» in Isaia 44,13, dove in ebraico c’è āraš `eîm «artefice / artigiano dei legnami»; così anche in 2 Sm 5,11; 2 Re 12,12; 1 Cr 14,1; 2 Cr 22,15, ma qui — sebbene sia la stessa terminologia — a secondo delle traduzioni compare in italiano «legnaiolo / -i», «carpentiere /-i». Nell’aramaico biblico il termine ’ā` «legno» compare in Dn 5,4.23 (dèi di legno); Esd 5,8 (per pareti); 6,4 (materiale di costruzione); 6,11 (trave). Tale termine non è mai connesso nella Bibbia a un termine tecnico per descrivere (come nell’ebraico biblico) un artefice, un falegname, un legnaiolo o carpentiere. Al riguardo bisognerà riferirsi eventualmente alla letteratura giudaica fuori della Bibbia (deuterocanonici, pseudoepigrafi, Talmud eccetera). Ma questo è un altro campo.

 

N. Martella

 

 

Tratto dal sito:   www.puntoacroce.altervista.org