Dio ci lascia liberi di scegliere anche per essere salvati.

Perché allora nel passo di Atti 16:31 l'apostolo Paolo promette la salvezza dei famigliari del carceriere di Filippi?

(leggi l'intero episodio)

 

Questa è una delle tante domande che rientrano nel delicato conflitto tra l'autorità suprema della volontà di Dio e la libertà individuale che Dio ha dato all'uomo.

Non volendo addentrarci, in questa occasione, nel merito di tale questione , veniamo al passo della domanda.

 

Paolo ha salvato il carceriere della prigione della città macedone di Filippi dal suicidio. Infatti, per paura delle conseguenze della fuga dei carcerati in seguito al terremoto e alla miracolosa apertura delle porte della prigione e delle catene, il carceriere aveva deciso di togliersi la vita.

Paolo, anticipando il gesto di disperazione del carceriere, gli fece notare che i prigionieri, al contrario della sua valutazione, non erano fuggiti, ma erano rimasti con loro (essi avevano riconosciuto nell'avvenuto fenomeno la mano del Dio che Paolo e Sila avevano loro annunciato poche ore prima).

Il carceriere vedendo la realtà e riconoscendo anche lui l'intervento di Dio in quello che è avvenuto, oltre la sottomissione dei carcerati agli apostoli, decise di dare la sua vita a Cristo, rendendosi disponibile ad accettare qualsiasi cosa l'apostolo avrebbe da lui preteso in cambio della salvezza.

Alla domanda del carceriere, Paolo, invece di presentargli delle pretese (e qui si rispecchia l'amore di Dio), risponde facendogli quella bella promessa che potrebbe essere valida anche per noi oggi e che è motivo di questa nostra riflessione: Credi nel Signore Gesù Cristo e sarai salvato tu e la casa (famiglia) tua!

 

Facciamo delle premesse:

·         Anche se queste parole sono indirizzate ad una determinata persona ed in un preciso contesto, sono lo stesso riconosciute come Parola di Dio, e come tale deve essere considerata valevole nel tempo e per tutti;

·         Dio non forza la volontà delle persone;

·         Dio opera anche in risposta alle preghiere dei suoi figli, fatta con fede;

·         Dio desidera che tutti gli uomini siano salvati.

Il messaggio dell'episodio di questo passo non raggira l'unico requisito che Dio richiede da coloro che vogliono essere salvati, che é quello di porre personalmente la propria fiducia nella persona e nell'opera di Cristo; non esiste una salvezza automatica dei famigliari. Infatti, come vediamo alla fine del passo, anche i famigliari del carceriere hanno accettato la Parola di Dio e si sono fatti battezzare. Quindi, constatiamo che, Paolo ha ricevuto una parola di conoscenza ed ha fatto una profezia, cioè ha rivelato la volontà di Dio, ed alla fine è risultato quello che lui ha detto.

 

Ora, come possiamo appropriarci di questa promessa?

Quando un componente di una famiglia incontra Gesù, la prima cosa che desidera è che anche i suoi cari possono essere salvati, e per questo si impegna in preghiera.

In base alle diverse situazioni famigliari e diversità di tipi di persone, la realizzazione di questa promessa può richiedere del tempo, molte preghiere e molta pazienza.

Dio non risponde automaticamente alle preghiere e non toglie la libertà di scelta, cosa che Lui stesso ha dato alle persone, ma siccome vuole che il peccatore si ravveda e si converta, farà tutto il possibile e l'impossibile in modo che questi possono accettare personalmente la salvezza in Cristo. Il come e il quando rientra nella Sua infinita sapienza.

Dio risponde alle nostre preghiere fatte con fede, cioè che dimostrano la nostra piena fiducia in Lui che ama anche i nostri famigliari.