UNA PRIGIONE TRASFORMATA

(Isaia 61: 1-3)

 

Giacobbe, un evangelista africano, era preoccupato al pensiero che i suoi fratelli in fede fossero perseguitati i Mozambico, stato confinante: pastori arrestati, cristiani imprigionati, Bibbie bruciate. Partito a visitarli per recare loro incoraggiamento, Giacobbe è arrestato a un posto di blocco e i soldati gli confiscano ogni cosa: auto, effetti personali, denaro e tutte le sue Bibbia. Lo fanno salire nel loro furgone e lo portano in un centro di detenzione. Lì subisce un lungo interrogatorio che si conclude in una sudicia cella dove si trovano già altri prigionieri affamati.

L’evangelista si rende subito conto che quei detenuti non hanno nessuna speranza. Non soffrono solo per la fame fisica, ma anche spirituale. Egli non può soddisfare la prima, ma tenta di rispondere alla seconda.

Parla loro dell’amore di Gesù e del perdono di Dio. Parecchi sono sensibilizzati, riconoscono le proprie colpe e accettano Gesù come loro Salvatore. Dopo alcune settimane, quella cella scura, sporca, maleodorante, è trasformata in un cammino luminoso. Non si odono più bestemmie, ma canti di lodi al Signore. Questo cambiamento spinge due guardie ad abbracciare anch’esse la fede cristiana.

 

Tratto dal calendario “IL BUON SEME”

edizioni “il Messaggero Cristiano”

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