Il segreto di Rambauh:

 

Una perla che non aveva prezzo

 

Rambauh viveva in India e per tutta la sua vita avevo fatto il pescatore di perle.

Il suo era un mestiere molto pericoloso: i pescatori immettevano più aria possibile nei polmoni e poi si immergevano nell’oceano per cercare delle ostriche nei fondali. Se la trovavano, si mettevano l’ostrica tra i denti e tornavano a galla.

Se erano stati fortunati a volte trovavano una perla nell’ostrica.

Non di rado succedevano dei gravi incidenti e allora i pescatori perdevano la vita.

Un giorno Rambauh, ormai vecchio, andò a trovare un suo amico credente che tante volte gli aveva parlato del Signore e della salvezza dell’anima, ma l’indiano non aveva mai voluto credere. Gli aveva sempre risposto così: “Non posso accettare la salvezza solo per fede. Sono sicuro che devo fare qualcosa per guadagnarmi il paradiso”.

Quel giorno Rambauh comunicò al suo amico di aver preso un’importante decisione: “Ormai sono vecchio, gli disse, e potrei morire presto. Prima che ciò avvenga ho deciso di fare un lungo pellegrinaggio al santuario oltre la montagna. Spero così di riuscire a guadagnarmi il paradiso. Cercherò di raggiungere quel famoso santuario camminando scalzo per i sentieri impervi, pieni di sassi taglienti e di sterpi.

Credo che le ferite ai piedi mi procureranno delle infezioni e forse, data la mia età, mi verrà una febbre molto alta e morirò, ma almeno avrò fatto il possibile per ottenere la vita eterna. Prima di partire ho pensato di lasciare a te che sei stato il mio più caro amico, un ricordo della nostra amicizia. Voglio lasciarti la cosa più importante che ho”.

Detto questo Rambauh prese una scatolina e la diede all’amico che l’aperse con una certa curiosità e quale fu la sua meraviglia quando vide che c’era una perla, la perla più bella e perfetta che avesse mai visto.

L’amico guardò la perla e si rese conto di avere tra le mani qualcosa di grande valore. Poi guardò Rambauh e gli disse: “Certamente ti stai sbagliando; penso proprio che sia impossibile che tu voglia farmi un regalo di così grande valore. Ci deve essere un equivoco … in ogni caso questa perla è così bella che sono pronto a darti tutti i miei risparmi purché diventi mia”.

Rambauh si alzò in piedi e con gli occhi pieni di lacrime disse: “Nessuno può pagare il prezzo di questa perla. Vedi, ci conosciamo da tanti anni ma non ti ho mai raccontato il grande segreto della mia vita …”.

L’amico guardò meravigliato il vecchio Rambauh.

Quale poteva essere questo grande segreto?

Perché non gliene aveva parlato prima?

E che c’entrava quella perla?

Rambauh si mise la testa tra le mani:

“Diversi anni fa avevo un figlio …”

“Ma non me ne hai mai parlato”

“No, spesso avrei voluto, ma non riuscivo!”

“Non capisco …”

“Mio figlio era anche lui pescatore di perle. Era molto bravo e sapeva tuffarsi come pochi in questa zona. A volte andavamo al lavoro insieme e non era raro che fosse lui trovare delle perle, piuttosto che tutti gli altri. Ero molto orgoglioso …”.

A questo punto la voce del vecchio indiano s’incrinò; l’amico gli andò vicino con un gesto affettuoso e lo incoraggiò a continuare il suo racconto: “Un giorno …”

“Un giorno che sembrava come tutti gli altri, mio figlio si tuffò per la solita immersione e quando riemerse, stringeva tra i denti un’ostrica; la più grande che avessi mai visto. Ma era stato sott’acqua per molto tempo; ci rendemmo subito conto delle sue condizioni molto gravi. Lo portammo a riva e subito in ospedale, dove dopo qualche ora morì”.

Rambauh singhiozzava senza ritegno.

Rimase in silenzio per un po’, poi riprese il racconto: “Quando dopo qualche giorno aprii quell’ultima ostrica che mio figlio aveva pescato prima di morire, dentro vi trovai questa perla”.

L’amico lo guardava, incapace di parlare.

Rambauh si asciugò gli occhi poi continuò: “Ora capisci perché questa perla è senza prezzo. Mai e poi mai potrai pagarla il suo giusto prezzo, perché è costata la vita di mio figlio! Ti prego, accettala prima che partirò per quello che forse sarà il mio ultimo viaggio!”.

A questo punto l’amico prese la mano di Rambauh tra le sue: “Non capisci? Non capisci che il fatto che per te questa perla non ha prezzo, illustra molto bene quello che ti ho sempre detto? Che anche la salvezza è senza prezzo. Non puoi guadagnarla andando a fare quel pellegrinaggio, né in alcun altro modo. Nello stesso modo in cui questa perla è costata la vita di tuo figlio e quindi ha un valore inestimabile, così la salvezza è costata la vita del Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo. Come potresti guadagnarla?”.

L’amico prese la Bibbia e lesse: «Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi, è il dono di Dio»  (Efesini 2:8).

Finalmente Rambauh capì.

Quel giorno si arrese al Signore e accettò la salvezza gratuita grazie all’opera di Gesù sulla croce.

Naturalmente non partì per quel pellegrinaggio.