Solo lei era ancora viva!

(La storia di due missionari in Cina)

 

 

Nel 1934 la Cina attraversava un inquieto periodo di transizione.

Nell’intento di unificare il paese contro i Giapponesi, Chiang Kai-shek aveva promosso delle campagne propagandistiche contro i comunisti cinesi e contro l’esercito.

John e Betty Stam, due americani che avevano studiato all’istituto Biblico Moody di Chicago, si erano sposati un anno prima e si erano stabiliti nella stazione missionaria di Tsingteh. Intanto era nata la piccola Helen Priscilla.

 

Sebbene conoscessero l’instabilità politica che la Cina stava attraversando, gli Stam pensavano che Tsingteh fosse una città relativamente tranquilla e che non ci fosse pericolo immediato, ma il 6 dicembre i comunisti, con un attacco a sorpresa, entrarono nella città e la conquistarono.

 

Quella mattina Betty stava facendo il bagno alla piccola Helen, quando arrivò un messaggero con la notizia dell’assedio.

Poi le notizie si susseguirono, finché non fu più possibile uscire dalla città.

John e Betty s’inginocchiarono per pregare insieme agli altri abitanti della casa.

Quando i comunisti bussarono alla porta, John andò ad aprire e con grande cortesia cercò di accontentare le loro richieste di denaro e di altri beni, mentre Betty servì loro del tè e dei dolci.

Ma i Ribelli furono spietati; dapprima trascinarono John nel loro quartier generale, poi tornarono per prendere Betty e la bambina.

Poche ore dopo, tra la carneficina che già era in atto e il conseguente orrore, John riuscì a scrivere una lettera alla sua missione:

Cari fratelli,mia moglie, la piccola Helen e io siamo nelle mani dei ribelli che chiedono 20 mila dollari per il nostro rilascio. Hanno preso tutti i nostri beni materiali. Ringraziamo il Signore perché stasera abbiamo mangiato qualcosa e soprattutto perché la Sua pace regna nei nostri cuori. Che Dio possa guidarvi con la saggezza necessaria per sapere cosa dovrete fare per la nostra liberazione. Che Egli possa darci forza, coraggio e pace nel cuore. Egli può tutto ed è un Amico meraviglioso in questo momento difficile. Che Dio vi benedica e vi guidi. In quanto a noi, che Egli possa essere glorificato sia con la vita che con la morte”.

 

Il gruppo di ribelli contava inizialmente 2000 soldati, che ben presto diventarono 6000.

Facevano razzia di viveri nelle case, tanto che i poveri cinesi restarono senza niente.

Ma la fame non era nulla, rispetto alle esecuzioni capitali di tante persone.

Molti altri furono presi in ostaggio.

Per aumentare il dolore di John e Betty, i ribelli discutevano apertamente se uccidere la loro piccola o lasciarla in vita.

La discussione durò per un po’, finché un contadino che era uscito di prigione quando i ribelli avevano preso la città, si offrì di morire al posto della bambina: “Sono pronto a morire invece di lei”, disse.

Fu fatto a pezzi.

I ribelli decisero di marciare verso un’altra città, dall’altra pane delle montagne.

John camminava con la bambina in braccio e a Betty fu permesso di cavalcare, almeno per una parte del tragitto. Quando arrivarono, gli Stam furono consegnati al capo dell’ufficio postale, che aveva l’incarico di sorvegliarli.

L’uomo, che li conosceva, chiese a John se sapesse dove stavano andando.

“No, rispose l’uomo, ma so con certezza che andiamo in cielo”.

Poi scrisse un’altra lettera alla Missione e la consegnò al direttore della Posta.

 

I ribelli tenevano gli Stam sotto stretta sorveglianza, in attesa del riscatto dalla loro Missione in America, ma improvvisamente decisero di ucciderli.

Quella mattina li costrinsero a lasciare la bambina sola in casa, li fecero uscire incatenati, quasi nudi e li obbligarono ad attraversare il villaggio.

Passando per le strade, videro delle persone alle quali avevano parlato del Signore.

I ribelli incitavano quella gente a oltraggiare i due americani e ad accorrere per assistere alla loro esecuzione.

Furono portati su una collina e legati a degli alberi di pino.

Un medico cinese credente, si gettò in ginocchio e supplicò i soldati di salvare la vita ai suoi amici.

Insistette così tanto che i ribelli lo trascinarono via e lo uccisero.

John cominciò a parlare alla folla, ma immediatamente i soldati gli tagliarono la gola sotto gli occhi della moglie che, ancora incatenata, si gettò in ginocchio accanto a lui.

Fu immediatamente uccisa.

La gente guardava impaurita.

Sapevano che la piccola Helen era sola in casa, ma nessuno osava andare da lei mentre i soldati erano ancora nei paraggi.


Tra i fuggitivi nelle montagne c’era un evangelista di nome Lo, amico degli Stam.

Lo e la moglie rimasero nascosti finché i ribelli non se ne andarono e poi, con molta cautela, si avvicinarono al paese.

Una donna chiamò di nascosto Lo e gli mostrò la casa nella quale la piccola Helen era rimasta da sola per ben 30 ore.

La trovarono sul letto, dentro il sacco a pelo.

Sana e salva.

Il compito più triste per Lo, fu di prendere i corpi dei suoi amici e fratelli in Cristo americani per seppellirli prima del ritorno dei ribelli.

Quando tutto fu pronto per la sepoltura, Lo si indirizzò alla folla che si era riunita sulla collina con queste parole: “Potete tutti vedere questi corpi martoriati e sicuramente vi dispiace per queste terribili esecuzioni. Ma voglio dirvi che John e Betty erano figli di Dio. Sebbene i loro corpi siano così martoriati, il loro spirito è rimasto intatto e in questo momento è alla presenza del Signore. Sono venuti in Cina non per loro stessi, ma per voi, per parlarvi del grande amore di Dio affinché possiate credere nel Signore Gesù Cristo ed essere salvati“.

Molti piangevano.

Lo e la moglie fuggirono a piedi attraverso le montagne. Avevano due grande cestini per il riso, nei quali avevano nascosto Helen e il loro figlioletto di 4 anni, gravemente malato.

Prima di morire Betty aveva messo nel sacco a pelo della sua piccola alcuni indumenti puliti, dei pannolini e una banconota di 5 dollari che furono usati per comprare del cibo e pagare gli uomini che trasportavano i cestini nel lungo e pericoloso viaggio verso zone più sicure.

Il 4 dicembre giunsero a Suancheng dove vivevano i genitori di Betty, anche loro missionari in Cina.

L’arrivo della nipotina fu motivo di gioia in mezzo a tanto dolore.

Qualcuno scrisse a quei nonni: “Il fatto che la piccola Helen si sia salvata in modo così miracoloso, dimostra l’amore e la potenza di Dio. Egli avrebbe nello stesso modo potuto salvare i genitori, ma nella Sua saggezza questo non era nei Suoi piani”.

Infatti, dopo questi eventi, molti giovani si consacrarono al Signore e partirono per il campo missionario in diverse parti del mondo.

La morte di John e Betty non fu invano.

 

Tratto da «TRAGUARDO» novembre2003