QUALI SARANNO I PRIMI?

(Apocalisse 2:4; Luca 13:29,30)

 

Un missionario, rientrato dal Sudan, racconta quali incoraggiamenti ha ricevuto in quel paese. Ascoltiamolo:

«Mia moglie ed io avevamo sentito parlare di una tribù sudanese non ancora raggiunta dall’Evangelo, quella degli Anuaks, alla frontiera con l’Etiopia. Da dieci anni pregavamo per loro.

Nel 1997, minacciata dalla guerra civile, questa popolazione si rifugiò in Etiopia dove molti ebbero l’occasione di sentir parlare di Gesù e di convertirsi alla fede cristiana. Al loro ritorno in Sudan, questa fede si rinsaldò e uno di loro ebbe a cuore la costruzione di una chiesa per annunciarvi l’Evangelo.

Quando abbiamo potuto visitarli, nel gennaio del 1999, cinquecento Anuaks erano già stati battezzati nel torrente la settimana precedente, e mi hanno invitato a spiegare loro la Parola di Dio, cioè la Bibbia. Erano tutti la, pigiati su tronchi d’albero che fungevano da panche, attenti e ferventi, all’unico lume di una candela che rischiarava la Bibbia del predicatore.

Con mia moglie abbiamo loro insegnato in seguito un breve canto di cui hanno subito imparato il ritornello: “ IL SIGNORE MI AMA, EGLI E’ AMORE”.

Chiese dell’occidente che contano spesso tante sedie vuote, e forse dei membri dal cuore altrettanto vuoto, vorremmo invitarvi a fare un serio esame di coscienza mostrandovi quei tronchi d’albero dove si pigiano i nostri fratelli e sorelle Anuaks, nel fervore del loro primo amore».

 

Tratto dal calendario “IL BUON SEME”

edizioni “il Messaggero Cristiano”

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