Eric Liddle:

profeta di Dio.

 

(Si era rifiutato di correre alle Olimpiadi, perché era di DOMENICA).

 

L’11 luglio 1924, in un caldo pomeriggio d’estate, un giovane di 22 anni, studente all’università di Edinburgo, vinse la medaglia d’oro dei 400m, ai Giochi Olimpici di Parigi. Una gara emozionante e un nuovo record mondiale!

Ma perché questo studente chiamato Eric Liddle, venne festeggiato e onorato fino alla fine della sua vita? E come mai la sua vita, 40 anni dopo la sua morte, ha ispirato un famoso regista che ha girato il film; «MOMENTI DI GLORIA» (Chariots of Fire), dove viene raccontata la sua storia?

Il motivo è questo: Eric si era rifiutato di correre una gara olimpionica perché era di domenica. Si era qualificato nella corsa dei 100m, ed era il favorito, ma arrivato il giorno della gara, rinunciò a correre perché il comandamento: «OSSERVA IL GIORNO DEL RIPOSO PER SANTIFICARLO», aveva per lui importanza maggiore della gara!

 

Chi era Eric Liddle?

 

Eric nacque il 6 gennaio 1902 in Cina da una coppia di missionari provenienti dalla Scozia. Nel 1907 tornò in patria con il fratello e la sorella, per frequentare le scuole inglesi.

Fin da giovane dimostrò chiaramente la sua fede nel Signore. a Edinburgo frequentò gli studi universitari, presso la Facoltà di Scienze naturali. Grazie ai suoi successi nell’atletica leggera, nel 1924 divenne membro della squadra olimpica inglese. Dopo la sua vittoria alle Olimpiadi di Parigi, terminò la sua carriera sportiva e iniziò a studiare teologia. Poi partì come missionario in Cina e sposò un’infermiera canadese; dal loro matrimonio nacquero due figlie.

Quando scoppiò la seconda guerra mondiale e l’esercito giapponese attaccò la Cina, i Liddle e altri missionari furono internati nei lager e lì Eric morì per un tumore al cervello il 21 febbraio 1945: aveva solo 43 anni.

 

E noi?

 

Eric è vissuto sempre, anche nello sport, per la gloria di Dio. Per lui Dio veniva sempre al primo posto!

Un mio amico ha detto di lui: «Nessuno di noi dimenticherà mai quest’uomo totalmente consacrato che metteva sempre Dio al primo posto. La sua umile vita rappresentava un cristianesimo forte, una somiglianza raggiante di Cristo!».

 

 

Tratto e liberamente adattato da «TRAGUARDO» 2° bimestre 2001