IL CAVO INCASTRATO

(Efesini 2:8,9; Salmo 77:14)

 

In una chiara notte d’autunno, un battello scendeva lungo il Mississipi. Sul ponte, un marinaio era appoggiato al parapetto era il figlio di una donna, vera cristiana, che pregava molto per lui. Il giovane era immerso nei suoi pensieri. Mille progetti s’agitavano nella sua mente: sogni per il futuro, visioni dorate. All’improvviso, dopo una manovra falsa, un enorme cavo si attorcigliò ai suoi piedi, gli fece perdere l’equilibrio e lo proiettò fuori bordo. In preda alla disperazione, sprofondò nel fiume. Afferrò il cavo, il solo che potesse salvarlo…ma questo continuava a srotolarsi. Era perduto!

All’improvviso il cavo si tese. Malgrado la violenta scossa, l’uomo si tenne saldamente aggrappato. Arrampicandosi lungo il cavo, con sforzi enormi, risalì sul ponte, sano e salvo.

Che cosa impedì al cavo di srotolarsi completamente?

Una piccola fessura!

Il cavo si era incastrato così saldamente che occorsero sforzi enormi per farlo uscire. D’altronde, sarebbe stato impossibile far di nuovo passare il cavo per quella fessura. Allora il giovane, meravigliato, cadde in ginocchio e ringraziò il Dio che fa miracoli: «O Signore! Mi hai salvato la vita! Grazie, grazie! Fa di me ciò che Ti piacerà».

Quel marinaio si chiamava James Garfield (1831/1881). Diventò presidente degli Stati Uniti. Fu un abile legislatore ma, anzitutto un cristiano fedele e devoto al suo Signore fino alla fine della sua vita.

 

Tratto dal calendario “IL BUON SEME”

edizioni “il Messaggero Cristiano”

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