A TRE METRI DALLA MORTE

L’esperienze fatta da Ben Forde, detective presso una speciale unità della polizia di Belfast.

 

Belfast, la città esplosiva, godeva finalmente un poco di tranquillità. Da qualche giorno non c'erano più state esplosioni e quasi nessun allarme. Le strade presentavano un viavai di persone che si recavano al lavoro oppure andavano a fare le loro commissioni.

Era un pomeriggio molto tranquillo, un pomeriggio per sognare e godere le bellezze della primavera.  Ma questo sogno era destinato a tramutarsi in un orribile incubo.

Non mi sentivo tranquillo e scrutavo i dintorni con una strana sensazione nel cuore. Di colpo ebbi un sussulto; un uomo correva giù per la strada urlando ed agitando le braccia. Lo riconobbi subito, si trattava di Lloyd Allen, un collega in divisa reclutato recentemente.

Le sue parole erano quelle macabre espressioni che conoscevamo bene e che fanno venire i brividi alla schiena: "Una bomba!" gridava.  "C'è una bomba nella Botanic Avenue!"

L'avvertimento era giunto per telefono e mentre altri colleghi furono dislocati, Lloyd ed io cominciammo ad avvertire i passanti e le persone nei negozi dell'imminente pericolo.

Cominciammo a correre per la Botanic Avenue allarmando tutti e cercando assolutamente di evitare il panico tra i passanti, soprattutto nei negozi. Eravamo consapevoli della bomba, ma non sapevamo dove fosse stata nascosta. Così fu in primo luogo compito dei negozianti e dei loro commessi ispezionare i vani interni. In breve tempo la situazione fu chiarita, la bomba, se veramente c'era, non si trovava negl'immobili.

Insieme a Lloyd ci mettemmo subito ad ispezionare i veicoli parcheggiati sulla strada, ma non trovammo nulla di sospetto. Eravamo già alla Posnett Street e ci stavamo chiedendo dove la bomba fosse stata nascosta, quando la nostra attenzione fu attirata da un furgoncino. Il finestrino era aperto.

Con molta cautela aprii la porta posteriore. Nell'aria c'era un odore acro-dolce, come quello del marzapane, odore famigliare che mi fece rabbrividire, era il tipico odore della gelatina esplosiva. Sentivo la presenza della bomba, ma non potevo allarmare gli artificieri senza averne le prove.

Entrai con cautela nel vano del furgone e mi misi a cercare le prove di una bomba che purtroppo sarebbe potuta esplodere da un momento all'atro. In quei momenti di tensione realizzai quanto amo la mia famiglia, il valore della vita e dei miei amici. Ma c'era un lavoro da fare, quindi scacciata la paura, pregai Dio che mi stesse accanto e se mi fosse capitato qualcosa, che Egli avrebbe preso cura della mia famiglia.

Il mio sguardo fu attirato da un telone giallo. Lo alzai con molta attenzione e ed il fiato mi si fermò in gola. Vidi due pacchetti-bomba che sarebbero potuti esplodere da un istante all'altro.  Con passo vellutato uscii dal furgone e diedi l'allarme agli specialisti.

Fummo però confrontati con un altro problema. Pensando che la bomba fosse stata deposta nella Botanic Avenue, il traffico era stato in parte deviato nella Posnett Street.

Subito bloccammo ogni accesso alla Posnett Street, ora mi trovavo a circa tre metri dal furgoncino, quando non so da dove, un camion apparve sulla strada. Cercai di fermarlo, ma non feci in tempo, e proprio quando mi passò davanti, l'aria fu scossa da un tremendo boato. 

La bomba era esplosa proprio nel momento che il camion mi fece da protezione.  Migliaia di parti metalliche, cocci di vetro e frantumi di pneumatici furono catapultati nell’aria, devastando tutto.

Non ricordo molto di ciò che avvenne. Sentii l'esplosione e subito dopo un tremendo peso m’indebolì le gambe e svenni.

Quando mi risvegliai, vidi una giovane infermiera che mi controllava le gambe. Grazie a Dio stavo bene, a parte un tremendo mal di testa ed un forte dolore alla schiena. Ma non si poté dire lo stesso dell'autista che purtroppo nell'esplosione perse un braccio, cosa questa che mi rese molto triste.

Ringrazio Dio con tutto il cuore, poiché in quella, come in altre situazioni, mi è sempre stato vicino salvandomi dalla morte sicura.

 

"Per me non esistono né cattolici e neppure protestanti, bensì persone che Dio ama ecerca.” 

Ben Forde