L’ometto di George Street

 

«Il suo padrone gli disse: Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore» (Matteo 25:21).

 

Esiste una lunga serie di missioni di letteratura cristiana in ambito germanofono. Molti amici in fede utilizzano quanto produciamo e distribuiscono trattati, libri gratuiti, cassette e riviste. Spesso non vedono alcun successo nella loro attività missionaria. Questo può aver scoraggiato qualcuno, che avrà forse pensato: “vale la pena? Non dovrei forse smettere?”.

Continuiamo a ricevere notizie in cui le persone testimoniano di essere giunte alla fede in Gesù con un trattato, un libretto o una cassetta. Al di là, un lavoratore nella “vigna di Dio” non si giudica dalle persone che si sono convertite ma dalla fedeltà mostrata nel lavoro e nell’adempimento del suo compito. Dobbiamo continuamente avere davanti agli occhi il fatto che non siamo noi a fare convertire qualcuno. E’ solo Dio che risveglia il cuore e porta alla fede nel Suo Figlio Gesù Cristo. Il fatto che egli lo faccia continuamente e che può operare con molto o con poco, lo mostra l’esempio seguente, che deve servire da incoraggiamento per tutti coloro che hanno a cuore la distribuzione dei trattati.

 

L’ometto di George Street

 

Ti sei mai chiesto ciò che può fare una semplice distribuzione di trattati? Il seguente articolo del pastore Dave Smethurst (Londra) ci dà una risposta che vale come testimonianza.

 

Vi voglio raccontare una storia davvero straordinaria. Tutto è cominciato qualche anno fa in una chiesa battista nel palazzo di cristallo a sud di Londra. Eravamo già arrivati alla fine del culto domenicale, quando un uomo nelle file di dietro alza la mano e chiede: “Mi scusi, pastore, posso dare la mia breve testimonianza?”. Ho guardato l’orologio e gli ho dato tre minuti di tempo.

L’uomo ha cominciato subito a raccontare:

“Sono qui da poco. Prima vivevo a Sydney, in Australia. Qualche mese fa avevo visitato lì alcuni parenti e passeggiavo per George Street, una strada che parte dal quartiere commerciale di Sydney e si estende fino al quartiere residenziale denominato Rock. Un uomo dall’apparenza strana, piccolo di statura e coi capelli bianchi era uscito da un negozio. Mi mise un trattato in mano e mi chiese: “Mi scusi, Signore, Lei è salvato? Andrà in cielo, se muore stanotte?”. Ero stupito di ascoltare queste parole, nessuno mi aveva mai fatto una domanda simile. Lo ringraziai cordialmente, ma durante il lungo viaggio di ritorno a Londra ero molto confuso. Ho contattato un amico, che grazie a Dio è Cristiano, ed egli ma ha condotto a Cristo”.

Tutti hanno applaudito e salutato cordialmente l’uomo nella comunità, perché i battisti amano testimonianze di questo tipo.

Una settimana più tardi sono andato a Adelaide, nel sud dell’Australia. Dieci giorni dopo, proprio durante una serie di conferenze di tre giorni in una delle chiese battiste del luogo, una donna è venuta da me per chiedermi dei consigli. Le ho chiesto della sua posizione rispetto a Cristo. Mi ha risposto come segue:

“Una volta ho abitato a Sydney e un paio di mesi prima avevo visitato degli amici. Stavo facendo compere a George Street quando un singolare uomo di bassa statura e coi capelli bianchi, mi venne incontro all’ingresso di un negozio e mi offrì un trattato, dicendomi: “Mi scusi, signora, Lei è salvata? Andrà in cielo se muore stanotte?”. Queste parole mi inquietavano. Tornata nella mia città, Adelaide, ho cercato il pastore di una chiesa battista nelle vicinanze. Dopo il colloquio, mi sono convertita. Ora posso dire di essere Cristiana”.

Ero molto meravigliato. Due volte in due settimane, e in luoghi così lontani tra loro, avevo ascoltato la stessa testimonianza. Poi andai in un altro culto a Mount Pleasant Church, a Perth, Australia occidentale. Finite le mie conferenze, l’anziano della chiesa mi invitò a pranzo. Gli chiesi come fosse diventato cristiano. Mi spiegò:

“A 15 anni sono venuto in questa chiesa senza avere un vero rapporto con Gesù. Ho fatto come facevano tanti altri. A motivo delle mie capacità imprenditoriali e del mio successo anche la mia influenza in chiesa aumentava. Tre anni fa mi trovavo in un viaggio d’affari a Sydney. Un uomo dall’aspetto poco rassicurante uscì da un negozio e mi offrì un opuscolo religioso, sembrava merce di scarto, chiedendomi: “Mi scusi, signore, Lei è salvato? Andrà in cielo se muore stanotte?”. Cercai di spiegargli che ero una anziano della chiesa battista, ma non volle ascoltarmi. Per tutto il tragitto verso casa, da Sydney a Perth, cuocevo dalla rabbia. Sperando nella compassione del pastore, gli raccontai di questo strano incontro. Ma lui non era d’accordo con me. Già molti anni prima mi aveva detto che non gli sembrava avessi un vero rapporto con Gesù, e aveva ragione. Così, tre anni fa mi sono convertito”.

Tornai a Londra e parlai alla comunità di Keswick a Lake-District. Lì raccontai di queste tre straordinarie testimonianze. Alla fine delle testimonianze, quattro anziani pastori vennero avanti e raccontarono che anche loro, circa trent’anni prima, erano stati salvati dopo aver ricevuto un opuscolo e ascoltato la stessa domanda a George Street.

Nelle settimane successive, mi recai a un’altra riunione simile a quella di Keswick e parlai ai missionari nei Caraibi. Anche lì raccontai la stessa testimonianza. Alla fine della conferenza, vennero avanti tre missionari e raccontarono che anche loro, circa quindici-venticinque anni prima, erano stati salvati grazie alla stessa domanda di quell’ometto su gorge Street a Sydney.

Il viaggio successivo mi portò ad Atlanta, Georgia (USA). Lì dovevo parlare a una riunione di cappellani di marina. Parlai per tre giorni a oltre mille cappellani. Poi il loro direttore mi invitò a pranzo. In quell’occasione gli chiesi come fosse diventato cristiano.

“E’ stato una specie di miracolo. Ero marinaio su una nave da guerra e conducevo una vita riprovevole. Facevamo delle esercitazioni nel Pacifico del sud e dovevamo rinnovare le scorte nel porto di Sydney. Ci lasciammo andare completamente. Ero del tutto ubriaco, salii sull’autobus sbagliato e scesi a George Street. Scendendo, mi parve di vedere un fantasma in un uomo che, avvicinandosi, mi mise in mano un trattato e mi disse: “Marinaio, sei salvato? Andrai in cielo se muori stanotte?”. La paura di Dio mi prese immediatamente. Mi sentii subito sobrio, corsi alla nave e chiesi del cappellano, il quale mi aiutò ad andare a Cristo. Presto cominciai, con la sua guida, a prepararmi per il servizio. Ora ho la responsabilità di mille cappellani di marina che cercano di evangelizzare i marinai”.

Sei mesi dopo andai a una conferenza che riuniva cinquemila missionari indiani in una zona sperduta nell’India nordorientale. Alla fine, il direttore di missione mi invitò a una semplice desinare nella sua piccola e modesta casa. Chiesi anche a lui come fosse passato dalla religione indù alla fede in Cristo.

“Sono cresciuto in una posizione molto privilegiata. Viaggiavo in tutto il mondo per conto della rappresentanza diplomatica indiana. Sono molto contento del perdono ricevuto e dei peccati cancellati tramite il sangue di Cristo. Mi vergognerei molto se si sapesse tutto ciò che ho commesso. Per un certo periodo, il servizio diplomatico mi ha portato a Sydney. Mentre facevo delle compere ed ero carico di giocattoli e vestiti per i miei bambini, camminando per George Street, fui fermato da un gentile ometto dai capelli bianchi, che mi diede un trattato e mi fece una domanda personale. “Mi scusi, signore, Lei è salvato? Andrà in cielo se muore stanotte?”. Lo ringraziai molto, ma la cosa mi lasciò inquieto. Tornato nella mia città natale, cercai il sacerdote indù, che non potè aiutarmi, ma mi diede il consiglio di rivolgermi a un missionario della missione alla fine della strada, perché soddisfacesse la mia curiosità. Fu un buon consiglio perché quel giorno stesso mi convertii a Cristo. Lasciai subito l’induismo e cominciai a prepararmi per l’opera missionaria. Lasciai il servizio diplomatico e oggi, per la grazia di Dio sono responsabile di tutti questi missionari che insieme hanno condotto a Cristo già 100 000 persone”.

Otto mesi dopo predicai a Sydney. Chiesi al pastore battista del luogo se conoscesse un vecchio ometto che distribuiva trattati sulla George Street. Mi confermò: “Si, lo conosco, il suo nome è Mr. Genor, ma non credo che faccia ancora questo servizio, è diventato vecchio e fragile”. Due giorni dopo ci recammo alla sua piccola casa. Bussammo alla porta e ci aprì un minuscolo e fragile uomo che ci pregò di accomodarci e ci preparò un tè. Era così fragile e le mani gli tremavano tanto che il tè si versava nel piattino. Gli raccontai di tutte le testimonianze dei tre anni passati. All’omino vennero le lacrime agli occhi e cominciò a raccontare la sua storia:

“Ero marinaio su una nave da guerra australiana. Vivevo una vita riprovevole. Ebbi un crollo fisico, e un collega che avevo maltrattato non mi lasciò solo e mi aiutò a riprendermi. Mi condusse a Gesù e la mia vita cambiò completamente da un giorno all’altro. Ero così grato a Dio che promisi di dare una semplice testimonianza ogni giorno ad almeno dieci persone. Quando Dio mi ridiede le forze, cominciai. A volte ero malato e non potevo, ma quando stavo bene cercavo di recuperare il ritardo. Dopo la pensione, il mio posto fisso era alla st. George Street, dove incontravo ogni giorno centinaia di persone. Molti rifiutavano ma alcuni prendevano i miei trattati. Sono quarant’anni che faccio questo servizio e fino a oggi non avevo mai avuto notizie di qualcuno che fosse arrivato a convertirsi in tal modo”.

Comprendiamo con questa storia che significa la vera dedizione: mostrare quarant’anni di gratitudine e amore per Gesù, senza sapere di eventuali successi. Questo semplice ometto, senza talenti particolari, ha dato la sua testimonianza a circa 150 000 persone. Penso che ciò che Dio ha mostrato al pastore di Londra sia solo la punta della punta dell’iceberg.

Solo Dio sa quante persone sono state guadagnate ancora a Cristo. Mr. Genor, che ha svolto un’opera enorme in campo missionario, è morto due settimane dopo quella visita. Puoi immaginare quale ricompensa ha ottenuto in cielo? Dubito che il suo volto sia mai comparso in una rivista cristiana. Dubito anche che la sua foto sia mai comparsa nella rivista di Billy Graham. Nessuno, se non un piccolo gruppo di battisti di Sydney, conosceva Mr. Genor, ma ti dico che in cielo il suo nome è famoso. Il cielo conosce Mr. Genor e puoi immaginare il benvenuto, l’accoglienza e la gioia per il suo arrivo nella gloria.

 

Testimonianza tratta da «CHIAMATA DI MEZZANOTTE» numero 11-2004