Ho trovato Gesù

 

Tony si era dato alle sedute spiritiche pensando di poter parlare con sua madre che era morta, ma esse furono la sua rovina, ma nella distretta invocò il Signore che gli rispose salvandolo.

 

Vorrei farvi partecipi dell'opera meravigliosa che Dio può compiere nella vita dell'uomo e come può trasformare il buio che è dentro di noi in una meravigliosa luce.

Nell'età adolescenziale ho perso mia madre a causa di un male incurabile e quella che fino ad allora era stata la mia sicurezza, venne meno.

Avevo perso tutto quello che era più importante per la mia vita; l'affetto e la presenza di mia madre.

Caddi in uno stato di frustrazione profonda che mi portò alla depressione, rendendo instabile il mio equilibrio e il mio stato nervoso già compromesso dalla malattia di mia madre.
Per tutto ciò me la presi con Dio, considerandolo l'autore di tutto quello che era accaduto.

Trascorse qualche anno e il mio stato psichico continuava ad essere intollerabile. Il mio unico pensiero era mia madre e per questo, non so se per gioco o per l'inconscio pensiero di poter comunicare con lei, volli partecipare a delle sedute spiritiche, le quali mi davano l'illusione di poter parlare con i morti, ma che invece rovinavano ancora di più il mio equilibrio nervoso, dandomi paura e insicurezza, dovendo dipendere da loro per ogni scelta di vita.

Le arti magiche, lentamente, prendevano possesso nella mia vita.

Le sedute spiritiche diventavano sempre più “movimentate” perché gli oggetti si spostavano, gli spiriti parlavano, le croci s'incenerivano, ed io lentamente scivolavo nel mondo del preternaturale.

Non so se sono mai stato un vero medium, ma sicuramente gli spiriti simpatizzavano per me perché le esperienze che facevo erano reali.

Tutto questo però, non dava pace alla mia vita, anzi, lentamente mi stavano portando alla pazzia e all'autodistruzione.

In quel periodo nella città dove vivevo, fu installata una grande tenda missionaria dove ogni sera delle persone, in prevalenza giovani, si riunivano, cantavano e parlavano di Dio.

Fui attratto più dalla musica che dal messaggio che essi portavano.

Partecipai per molte sere a questi incontri sempre con distacco e solo per il piacere di ascoltare la musica ed una di quelle sere si avvicinarono a me dei giovani di questo gruppo dicendomi che Gesù mi amava. A quest'affermazione risi loro in faccia rispondendo che se tutto ciò era vero, Dio non avrebbe permesso la morte di mia madre. Poi aggiunsi che io ero già in contatto con Dio, tramite le sedute spiritiche che praticavo. La loro risposta fu di smettere di praticare quelle cose, perché erano vietate da Dio nella Bibbia.

Con molto distacco li lasciai alle loro convinzioni e mi congedai da loro in maniera molto brusca ma nella mia mente le parole di quei giovani riecheggiavano.

Lessi nella Bibbia il passo in Deuteronomio 18:11,12, del divieto che Dio dava al Suo popolo per quelle pratiche e decisi di smettere con l'occultismo, ma tutto ciò non bastò a ridare equilibrio alla mia vita, infatti, quelle esperienze avevano scosso di più il mio stato nervoso.

Continuai a vivere nella paura, nell'angoscia e nella superstizione in cui mi ero addentrato, tanto da non compiere nessuna mia azione senza aver prima consultato l'oroscopo o il mio spirito guida.

Gli anni passarono ed continuai a vivere la mia vita distaccandomi anche da ogni pratica religiosa, dibattendomi in condizioni di salute mentale molto precarie: avevo perso concentrazione, vivevo nell'ansia e nello sconforto ed ogni cosa che intraprendevo mi era difficile ed impraticabile. Per questo fui costretto a consultare dei medici specialisti in Psichiatria che mi diagnosticarono un forte esaurimento nervoso con turbe psichiche.
Cominciai ad assumere psicofarmaci ed ansiolitici per svolgere le mie attività quotidiane.

In quel periodo le cose sembravano andare meglio.

Conobbi un brava ragazza e mi convinsi che da allora in poi tutto sarebbe andato meglio, ma non fu così, infatti, il mio miglioramento psichico era dovuto esclusivamente ai farmaci che assumevo in maniera massiccia e ogni volta che sembrava che tutto dovesse tornare alla normalità sprofondavo in una crisi depressiva.

Cercai allora di ristabilire il mio equilibrio psichico con i divertimenti: ero certo che prendendo tutto ciò che la vita mi offriva, sarei stato felice.

Cominciai ad uscire con gli amici, passavo le serate nelle discoteche, fumando, bevendo e divertendomi. Ma l'allegria terminava la notte, quando rientravo a casa e mi trovavo solo in una condizione d'alienazione più totale, chiedendomi chi fossi, cosa vivevo a fare e perché provavo tanto dolore nel mio cuore.

Il giorno dopo tutto ricominciava e la mia vita continuava solo per inerzia.

Con il trascorrere del tempo le cose peggioravano sempre di più.

Rimasi senza lavoro, senza stimoli, poggiando la mia vita e sfogando le mie frustrazioni sulla mia fidanzata che amandomi, sopportava tutto con estrema pazienza.

Un giorno però anche lei stanca d'ogni sopruso e al massimo della sopportazione decise di lasciarmi e la mia condizione peggiorò perché la cosa più importante della mia vita era lei.

Per ben due volte decisi di farla finita, ma tutti i miei tentativi di suicidio svanivano, perché ero cosciente che non era la soluzione migliore.

La mia fidanzata comprese ancora una volta il mio tormento e tornammo insieme ad una condizione: che veramente tutto sarebbe cambiato.

Ormai stanchi di quella vita, decidemmo di lasciare gli amici, i divertimenti che davano solo una momentanea soluzione al nostro problema e cercammo di rimanere soli per salvare il nostro rapporto.

In quel periodo mi ricordai di quei giovani che anni prima mi avevano parlato di un Gesù che avrebbe potuto dare un significato alla mia vita e cominciai a leggere la Bibbia.

Una sera decisi con la mia fidanzata di entrare in una chiesa evangelica dove conoscevo alcune persone.

Alla fine del culto, fui avvicinato da alcuni di loro: nei loro occhi vidi una luce particolare e nei loro volti vi era una profonda gioia.

Esposi i miei problemi, parlai della mia condizione interiore, delle mie sofferenze, della mia fragile situazione neurologica.

La loro risposta mi sorprese: “Noi non possiamo risolvere i tuoi problemi e neanche la Chiesa Evangelica può farlo, ma il Signore è il Dio dei miracoli”.

Mi lessero un passo dal Vangelo di Matteo: “Cercate prima il Regno di Dio e la Sua giustizia e tutte le altre cose vi saranno sopraggiunte”.

La mia delusione fu totale: loro non potevano aiutarmi, come io speravo.

Anche quell'esperienza sembrava essere fallita, ma, prima che andassi via, chiesero se volevamo che pregassero per noi. Acconsentimmo e in quei momenti scoprivamo che le persone che pregavano per noi, lo stavano facendo con la convinzione che Qualcuno da lassù li stesse ascoltando.

Ci salutammo e io andai via convinto che anche quell'esperienza si era rivelata inutile ma qualcosa accadde nella mia vita.

Quando tornai a casa mi rivolsi a Dio con una preghiera spontanea, chiedendogli di ricevere anch'io la luce che avevano quelle persone nei loro occhi.

In un momento sentii una pace che invadeva la mia vita e mi sentii un peccatore davanti a Dio; chiesi a Lui perdono di tutti i miei peccati e andai a dormire senza assumere gli psicofarmaci che fino a quel momento ero costretto a prendere.

Dio mi aveva ascoltato.

Da quel momento in poi l'ansia, la paura, la superstizione andarono via dalla mia vita: ero guarito ma, cosa più importante, ero “nato di nuovo” in Cristo Gesù.

Il buio che era in me è divenuto luce per la grazia di Dio.

Anche la mia fidanzata fece la sua esperienza di nuova nascita e oggi a distanza di dodici anni, possiamo affermare che Dio è fedele. Lui ci porta avanti, inondandoci di luce e di speranza.

Il mio invito è quello che se tu ti trovi in una condizione di buio interiore come mi trovavo io e credi che non c'è nessuno che ti ascolti, voglio assicurarti che Dio è lontano da te solo lo spazio di una preghiera.


Tratto dal sito:  http://camcris.altervista.org/