Da che cosa viene il nome “VARECHINA”?

 

Varechina, varechina o varechina: sono i varianti di varècchi (ceneri di alghe marine) che proviene, attraverso il francese varech (relitto, avanzo di naufragio), dall’inglese antico di origine scandinava wraec.

Si tratta delle ceneri ottenute bruciando le alghe marine raccolte sulla battigia. In quelle ceneri, mescolate all’acqua, un tempo veniva bollito il bucato.

Non se ne conosceva il motivo, ma con questo procedimento i tessuti si pulivano.

 

Sbiancante

Oggi si sa che le ceneri dei vegetali sono ricche di ossidi di metalli alcalini: di sodio se si tratta di alghe marine, di potassio se le piante sono terrestri. Derivano dalla distruzione termica di Sali organici; a contatto con l’anidride carbonica presente nell’aria si trasformano in carbonati, composti basici che in soluzione calda “saponificano” i grassi, cioè li staccano dai tessuti, e rendono l’acqua più capace di bagnare le superfici e quindi di lavare bene.

Alla fine del700 ci si accorse che, se le ceneri venivano fatte reagire con cloro gassoso, si ottenevano soluzioni sbiancanti. Le ceneri sciolte in acqua calda danno infatti soda caustica, una delle materie prime per la produzione di ipoclorito di sodio, sostanza alla base, appunto, della varechina.

 

Tratto da FOCUS D&R 9 gennaio 2007