Commentare notizie come quella che segue è fin troppo semplice e allo stesso tempo disgustoso; disgustoso per due motivi:

  1. perchè dai nomi presumo che gli archeologi in questione siano ebrei e quindi dovrebbero conoscere non solo la loro storia ma anche come attingere a fonti alternative a titolo di conferma (lo sanno tutti che gli Hyksos erano gli Ebrei nel linguaggio degli egiziani);
  2. perchè è palese che quando si vuole screditare  qualcosa, si trova logico tutto (vedi la teoria del Big Bang o l’evoluzione).

 

Qualcuno si chiederà: allora perchè ti stupisce tutto ciò?

Perchè dal cosiddetto “POPOLO DI DIO” non mi aspettavo un colpo simile rivolto contro se stessi.

 

QUANDO A VIAGGIARE E’ UN INTERO POPOLO

 

I racconti di grandi viaggi mitici sono a volte legati alla fondazione di nazioni.

Il caso più famoso?

L’Esodo degli Ebrei dall’Egitto, narrato nella Bibbia.

Due autorevoli archeologi, Israel Finkelstein e Neil Silberman, nel libro Le tracce di Mosè (Carocci) spiegano come nomi di persone e luoghi dell’Esodo non esistessero all’epoca dei fatti descritti (1400 a.C.). si riferiscono invece al tempo in cui la Bibbia fu scritta (VI secolo a.C.).

Propaganda.

Il racconto sarebbe stato voluto da Giosia , re dello Stato d’Israele allora in formazione. Il suo scopo era impreziosire il passato del popolo che voleva unificare. Egli si sarebbe però ispirato a un esodo realmente avvenuto: quello degli Hyksos, il popolo semitico proveniente da Canaan (Palestina) che dopo aver preso potere in Egitto fu scacciato dai faraoni (v. Focus Extra n°15).

Sentinelle.

Nessun documento egizio accenna invece alla schiavitù degli Ebrei o al loro esodo.

«Eppure c’erano numerosi presidi militari lungo la via che porta alla terra di Canaan» sottolineano gli archeologi. «Seicentomila ebrei con carro e animali non sarebbero certo passati inosservati».                                                                               (f.c.)

 

 

Tratto da FOCUS STORIA numero 4 autunno 2005