PERCHÉ SI DICE…

…MENARE IL CAN PER L’AIA?

 

Perder tempo in cose inutili, girare intorno a una questione, tirare per le lunghe senza concludere nulla.

L’espressione è già tipica del ‘500. Due le spiegazioni, complementari. Da un lato, nella cultura popolare, il cane è anche un animale pigro, specie in estete o sotto il sole, che s’addormenta facilmente. Menare il cane voleva “essere fiacco, indolente, sonnolento e perfino malato”. L’altra spiegazione: menare il bue per l’aia significa trebbiare, cioè svolgere un lavoro utile e proficuo; lo stesso esercizio con il cane non dà alcun risultato. E inoltre, il cane nell’aia non può essere sguinzagliato per la caccia, quindi di nuovo un’operazione inutile.

 

TRATTO DA “FOCUS DOMANDE E RISPOSTE” 8/2006