Da dove deriva l’ordine alfabetico?

 

Dall’ordine dei segni nell’alfabeto fenicio (i cananei della Bibbia – ndr) . Questi derivavano da segni ideografici ai quali era attribuito il valore fonetico della loro consonante iniziale. Così, per la prima lettera si usò il segno indicante il bue (alef, che per i fenici era una consonante laringale); per la seconda il segno della casa (bet), per la terza quello del cammello (gimel) e così via. L’ordine fenicio, con l’integrazione delle vocali (che i fenici non scrivevano), passò ai greci, da questi agli etruschi e all’ordine alfabetico latino, che accolse nuove lettere. Nel I secolo a.C. alla fine della serie latina furono introdotte la “y” e la “z”, usate per le trascrizioni dal greco.

Un calendario? Per spiegare perché nell’alfabeto fenicio le lettere fossero proprio in quell’ordine, nel 1978 l’orientalista italiano Alessandro Bausani ha ipotizzato che esso riproducesse una specie di calendario, in cui i segni alef, tet, ayn e taw avrebbero per esempio rappresentato l’equinozio d’autunno, il solstizio d’inverno l’equinozio di primavera e il solstizio d’estate.

 

Tratto da FOCUS EXTRA numero 14 (estate 2003)