Abbiamo prove

dell’esistenza di Gesù?

 

Lo studio incrociato dei Vangeli ha permesso di individuare alcuni nuclei di verità storica sotto la prosa degli autori. È probabilmente vero, per esempio, che Gesù (Jehoshù’a in ebraico) nacque a Betlemme tra il 7 e il 4 a.C. a questo periodo risale infatti la morte del re di Galilea Erode il Grande, ricordata dagli evangelisti Luca e Matteo. Anche Giovanni Battista è una figura reale, la cui esistenza è confermata dallo storico ebreo Giuseppe Flavio, che nelle sue Antichità giudaiche (scritte verso il 75 d.C.) parla anche del giudizio di Gesù sotto Ponzio Pilato e della Sua morte in croce, pena riservata dai Romani a ribelli e banditi. Pilato, del resto, fu veramente procuratore romano della Giudea tra il 26 e il 36 d.C., sotto il regno di Tiberio.

Un nome noto.

Il nome di Cristo è registrato anche dalle fonti latine, benché più di ottant’anni dopo la Sua morte. Per esempio da Tacito, che nel libro 15 dei suoi Annales parla dei «CRESTIANI», cosiddetti perché prendevano nome da Cristo, giustiziato sotto Tiberio. Accenni al Cristo e ai disordini ai quali fu legata la Sua morte si trovano anche in Svetonio (Vite dei Cesari).

 

Tratto da FOCUS EXTRA numero 14 (estate 2003)