La bistecca economica dell’emigrante

 

I macellai nostrani la chiamano “svizzera”, ma ormai prevale il vocabolo “hamburger”.

Insomma, da dove viene?

Tra il 1800e il 1900 molti poveri europei furono costretti a emigrare negli Stati Uniti” racconta Giovanni Ballerini, docente di antropologia alimentare all’Università di Parma.

La traversata più economica partiva da Amburgo, in Germania, ed era offerta dalla compagnia Hamburg-Amerika line, i cui cuochi dovevano inventare un pasto veloce e poco costoso”: la risposta ideale era un trito di carne bovina insaporito con aromi e cipolle, e cotto alla griglia.

Ebbe tanto successo, anche per il prezzo contenuto, che una volta sbarcati nel Nuovo Mondo, i passeggeri cominciarono a cucinarlo anche a casa dando al piatto il nome della compagnia di navigazione.

E così l’hamburger, l’unico tipo di carne che molti potevano permettersi, diventò un simbolo della cucina a stelle e strisce.

Solo successivamente, verso la fine dell’ottocento, la carne fu rinchiusa fra due fette di pane.

 

Imbottito

Di chi fu l’idea del pane?

Di tanti: sono almeno in 3 a contendersene la paternità.

Secondo alcuni fu di un ragazzino di 15 anni, Charlie Nagreen, che nel  1885, a una fiera iniziò a vendere polpette di carne rotonde. Che avevano un handicap: rotolavano fuori dal piatto.

Per rimediare Charlie le infilò tra due fette di pane.

Secondo altri invece l’invenzione si deve a Louis Lassen, venditore ambulante di hamburger di New Haven, nel Connecticut.

Parsimonioso e pratico, non voleva sprecare la carne avanzata durante il giorno e così mise nel pane. Questo panino farcito andò a ruba perché era adatto a essere consumato camminando.

Louis e il suo hamburger vengono ancora celebrati con una targa che segna il luogo di nascita del famoso panino, a New Haven.

Ma un’altra targa, messa addirittura dal governatore della Stato è a Tulsa, nell’Oklahoma.

 

Troppi amici.

Sostiene infatti che l’idea fu di Oscar Bilby, un concittadino che il  4 luglio 1891 organizzò una grigliata con amici e parenti.

Hamburger, bistecche e salsicce emanavano un gran profumo. Mentre lui rigirava la carne sulla graticola, Fanny sua moglie, provetta cuoca, preparava il pane.

Ma forse gli invitati erano troppi e i piatti non bastavano: il problema fu risolto unendo pane e companatico.

 

 

Tratto da «FOCUS»  APRILE 2006