Così Annibale mise in fuga i Romani con un esercito di… buoi


217 a. C., Lazio

La sorpresa e l’arte di creare scompiglio nelle file nemiche giocarono un ruolo decisivo anche nella Seconda guerra punica. Lo racconta Polibio nelle sue Historiae.

Dopo una serie di sanguinose sconfitte, tra cui quella subita nei pressi del lago Trasimeno, nel 217 a.C., i Romani si trovavano in condizione di tenere in scacco l’armata di Annibale, bloccata tra Fondi e Terracina: l’esercito di Quinto Fabio Massimo controllava il passo e per i Cartaginesi non c’era verso di passare. Annibale, allora, durante la notte ordinò di raccogliere una grande quantità di rami e sterpi. Poi fece radunare davanti all’accampamento circa 2.000 buoi: fece legare i rami secchi alle corna degli animali e, dopo aver dato fuoco alle fascine, li spinse nella gola.

Sorpresi e spaventati da quei bagliori, i Romani credettero di essere sotto attacco e fuggirono, lasciando via libera ai Cartaginesi.

 

Tratto da «FOCUS» 9/2006