Da chi e perchè è stato inventato il purgatorio

 

 

Il concetto di purgatorio nasce durante il Medioevo.

Nelle Sacre Scritture, infatti, non si parla di un luogo in cui le anime dei morti resterebbero in attesa di espiare completamente i propri peccati.

Uno dei primi a utilizzare il termine purgatorio fu, nel XII secolo, Pietro Comestore, cancelliere della chiesa di Parigi.

L’idea di purgatorio nasce dalla convinzione che i peccatori non sono tutti uguali: alcuni in vita hanno commesso soltanto peccati minori, e come tali degni di perdono o venia ( cioè peccati veniali ).

Nel XIII secolo san Tommaso D’Aquino ne descrisse i dettagli precisando che chi moriva senza aver riparato ai propri peccati andava incontro al rinvio della visione di Dio ( pena del danno ), condonabile in proporzione alle preghiere offerte dai vivi.

Nei casi più gravi il peccatore subiva la pena dei sensi inflitta col fuoco.

I protestanti, che credono alla predestinazione ( ? n.d.r.), rifiutarono l’idea di purgatorio ( l’uomo non può modificare il proprio destino, nemmeno espiando) che fu invece confermata ufficialmente dalla chiesa cattolica durante il concilio di Trento.

 

 

 

n.b.: il grassetto non è parte dell’articolo originale, ma solo un’enfasi voluta dal trascrivente.

Articolo tratto da «FOCUS» n. 139  pagina 143;  maggio 2004