Cacciatori di uragani

 

Se in aereo state male alla prima turbolenza, lo “squadrone meteorologico” non fa per voi. Le missioni de “53° Weather reconnaissance squadron” prevedono infatti di volare nell’occhio del ciclone… e nel resto. Si fanno chiamare “cacciatori di uragani” (www.hurricanehunters.com): gli equipaggi di 5 persone, tra piloti e addetti alla rilevazione, volano in mezzo a tempeste tropicali e uragani per raccogliere dati, dalla velocità del vento alla pressione.

Previsioni. Dalla base Kessler di Blloxi, Mississippi, sono pronti al decollo 24 ore su 24, per seguire anche 3 tempeste al giorno. Attraversano un uragano in più direzioni passando dal suo centro, volando da 300 a 3.000 m d’altezza e trasmettendo i dati via satellite al centro nazionale che segue gli uragani. Oltre ai dati dei sensori a bordo, ci sono quelli delle onde che vengono lanciate: misurano velocità e direzione del vento, pressione, temperatura, umidità. Ma perché?

I dati così raccolti permettono previsioni molto precise, dalle quali può dipendere per esempio l’evacuazione delle zone che saranno colpite. In fondo-minimizzano i cacciatori di uragani- quando si vola in un uragano ci sono solo alcuni momenti “eccitanti” quando si attraversa l’anello di venti fortissimi attorno all’occhio del ciclone e… un po’ di mal d’aria ogni tanto.

 

Tratto da «FOCUS» n. 119  maggio 2009  www.focus.it