I moscerini e un piccolo verme canadese ce l’hanno fatta in laboratorio

 

VIVREMO PIÙ DI 100 ANNI?

 

Gli esperimenti degli scienziati specializzati, i prodotti farmaceutici costosi contro i radicali liberi, le diete complesse e studiate a tavolino non bastano

I bambini che nascono nel 2004 vivranno fino a cento anni e anche oltre? Perché no?

 

E tu, che sei già grande, che possibilità hai che la medicina e le nuove scoperte, possano aggiungere almeno 20 anni in più alla tua vita?

L’uomo non sta cercando più la fonte della gioventù nella giungla di qualche paese sconosciuto, ma nei laboratori di mezzo mondo.

Se le scoperte di un professore di Montreal (Canada), nell’allungare la vita di un piccolissimo verme, il nomatode, si potessero trasferire direttamente all’uomo, questi potrebbe vivere fino a 420 anni.

E se i risultati degli studi di un certo professore in California, negli Stati Uniti, nell’allungare la vita di un moscerino da frutta, si potessero trasferire direttamente all’uomo, la vita media di questo arriverebbe per lo meno a 150 anni.

Ovviamente, non sono riusciti ancora a fare questo passaggio, dalle esperienze di laboratorio alla vita comune. E, poi, nella corsa a nuove scoperte sulla lunghezza della vita, non basta dare all’uomo più anni di vita, ma si deve cercare come dargli più anni di vita in buona salute, in grado di lavorare, giocare e godere la vita.

Per raggiungere questi scopi, si sta lavorando in più direzioni, ma tutte con le stesse finalità.

Da una parte, si cerca di scoprire i segreti del processo dell’invecchiamento, ovviamente con il desiderio di fermarlo o, almeno, di ritardarlo nel tempo.

Oggi esistono tanti prodotti farmaceutici antiossidanti, e anche diete con lo stesso scopo, che dovrebbero bloccare lo sviluppo o i danni dei cosiddetti “radicali liberi”, una specie di scorie della vita delle cellule, che sembrano contribuire al processo di invecchiamento.

Altre ricerche riguardano il tentativo di scoprire dei geni nel DNA che hanno l’effetto di produrre o di accelerare l’invecchiamento.

Se si potesse capire meglio il meccanismo, forse lo si potrebbe ritardare.

Ma gli scienziati hanno scoperto che la funzione dei geni, e l’interazione fra loro, nel processo dell’invecchiamento è molto complicato. Inoltre, non possiedono ancora le conoscenze, e i metodi, necessarie per intervenire in modo positivo.

Perciò, per il momento, i consigli più utili per prolungare la vita e la salute si limitano all’abbandono di pratiche o di attività dannose (come il fumo), al movimento e all’esercizio fisico, a una dieta corretta, al giusto riposo e, possibilmente, lo sviluppo di un atteggiamento positivo.

Il direttore dell’Istituto Max Planck per la ricerca demografica, James Vaupel, ha affermato: “Noi non possediamo nessuna indicazione che la durata della vita umana sia arrivata al suo limite naturale, e neanche che vi sia un limite”.

La Bibbia offre degli spunti incoraggianti per indicare non soltanto che il corpo umano, le cui cellule si rinnovano continuamente, possa vivere più a lungo e che ciò sia nel piano di Dio.

In primo luogo, le date dei primi capitoli della Genesi rivelano che, nei primi secoli dopo la creazione, l’uomo viveva centinaia di anni. Alla luce delle teorie moderne sulla longevità, ciò non è impossibile. Come mai, se la vita normale dell’uomo era di alcuni secoli, perché è poi tanto diminuita? Gli scienziati non hanno una risposta, ma ,se si crede alla Bibbia, è possibile pensare che l’ingresso del peccato nella vita dell’uomo, con i suoi effetti disastrosi sulla natura (Genesi 3:17-19), possa spiegare tutto.

E la Bibbia parla anche di un periodo futuro, durante il regno di Cristo sulla terra, che chi morrà a cento anni sarà considerato un bambino.

Gli studi degli scienziati sulla longevità umana, perciò, sono interessanti e non fanno che prestare, in qualche senso, credibilità a ciò che la Bibbia afferma.

Ma, d’altra parte, per ora, bisognerà accettare che i benefici degli studi, le nuove medicine, la cura del corpo e della salute, potranno continuare a migliorare la qualità della vita delle persone anziane, e allungarla di qualche anno, ma senza aspettare grandi cambiamenti.

Quando Dio giudicherà il peccato e cambierà le condizioni di vita, permettendo ad alcuni di entrare direttamente nella vita eterna, senza affrontare più malattie e morte, e ad altri di vivere per lunghi periodi sulla terra, sotto la sua autorità, nel periodo del regno milleniale di Cristo, allora, sì, finalmente si godrà quello che gli scienziati per ora soltanto sperano e sognano.

Ma, bisogna essere pronti, spiritualmente, per ciò che Dio promette.

 

G.S.

 

Quest’articolo è tratto dal mensile evangelico LA VOCE DEL VANGELO del maggio 2004. Pubblicato con il permesso dell’editore.