Mary Jones

 

Mary Jones ara l'unica figlia di un onesto tessitore di tela che abitava in un'umile capanna dal villaggio Langfihangel nel paese del Galles.

Giacomo Jones e sua moglie erano dei cristiani semplici e fedeli, e Mary aveva imparato già dall'infanzia, in grembo a sua madre, i racconti biblici cha l'entusiasmavano.

Dà piccola, accompagnava volentieri i suoi genitori in chiesa a nelle adunanze, ove ascoltava la lettura e la spiegazione della Sacra Scrittura.

In quel tempo non c'era la Bibbia in ogni casa del Galles. La gente benestante aveva difficoltà a trovarne, poiché erano poche quella tradotte nella loro lingua.

Era perciò commovente vedere con quale zelo la piccola Mary approfittava di ogni occasione per imparare più che potava della Parola di Dio.

Mamma”, disse una sera che ritornavano da un'adunanza, “perché non abbiamo una Bibbia in casa nostra?”.

Le Bibbie costano molto e sono rare, e noi siamo troppo poveri per comprarne una. Il mestiere di tessitore è onesto ma non permette grandi lussi. Siamo già ben felici di poter guadagnare quel tanto dà vivere. Figlia mia, è una cosa preziosa possedere una Bibbia, ma lo è ancor più agire secondo i suoi insegnamenti. Se noi siamo fedeli il nostro Maestro celeste farà in modo cha conosceremo ancora meglio la Sua volontà; ma dobbiamo aspettare con pazienza”.

Tu hai tanto aspettato, mamma, che ora ti sei abituata; ma par ma è più difficile. Ogni volta cha odo leggere una porzione dalla Bibbia, bramo di saperne di più”.

Imparare a leggere e scrivere nonché possedere una Bibbia era la più alta aspirazione di quella bambina di otto anni. Ma sembrava impossibile cha questo desiderio si realizzasse. Non c'erano scuole in quella contrada abbandonata a i genitori di Mary erano troppo poveri par darle un'istruzione necessaria.

Padre e madre facevano il mestiere di tessitori a una gran parte dai lavori di casa doveva farli la bimba. Nell'età in cui le altre bimbe studiavano o si baloccavano, la nostra Mary puliva, spazzava, ed altre volte tesseva. Dava il becchime alle galline e si occupava della uova, si curava persino delle api.

Quando aveva finito tutte le faccende, sedeva presso il focolaio, d'inverno, e sulla porta, d'estate, occupata ad aggiustare qualche vestito, cantando una vecchia melodia dal Galles o ripetendo a memoria versetti biblici, cha amava a che aveva ritenuto nella sua fresca mente infantile.

Così passarono due anni, finché una sera Giacomo Jones ritornò da Abergynolwyn, un piccolo villaggio, distante circa un quarto d'ora da loro, ove si ara recato a vendere della tela. Aveva camminato quasi tutto il giorno ma non sembrava stanco, anzi la sua faccia era tutta allegra: come d'abitudine andò a sedersi vicino al camino.

Mary cha aveva subito notato quell'insolito cambiamento nella fisionomia dal padre, gli corse incontro e lo guardò con curiosità.

Che c'è babbo? Hai buone nuova da comunicarci?”

Guarda un là mia piccola indovina! disse il padre con dolcezza, facendola sedere sulla ginocchia.

E' una cosa che mi riguarda?” chiese Mary accarezzando dolcemente il viso del padre. “Si, riguarda te, figliola, ma anche tua madre e me”.

Che sarà mai?” insistette là bimba con debole voce.

Che cosa c'è?” domandò incuriosita la signora Jones.

Cha diresti, cara moglie, sa nostra figlia diventasse una persona istruita, che sapesse leggere e scrivere, far di conto ad altre cosa che i suoi genitori non hanno mai imparato?”

Oh, babbo!”

La piccola Mary tutta commossa era scesa dalle ginocchia dal padre e stava ora in piedi muta e tremante con le mani giunte.

Suo padre la contemplò un momento silenziosamente e poi ripresa: “Si, piccola mia, in Abergynolwyn viene aperta una scuola, il maestro è stato già eletto e, se la mia piccola Mary non teme di fare a piedi tre chilometri, potrà andare a scuola ed imparare tante cose”.

Oh babbo!”

Quante volte dobbiamo udire la tua esclamazione. «Oh babbo!»“ osservò ridendo il signor Jones. “Penso cha sarai contenta o mi sbaglio? Cha ne dici?

Se sono contenta, babbo? Si, contentissima, così potrò leggere la Bibbia. Mah...  continuò subito pensierosa la mamma potrà fare senza di me?”

Fare senza di te?” obbiettò là signora Jones. “Si bambina mia potrò. Avrò difficoltà nel fare tutto senza il mio braccio destro, ma per il tuo bene, figlia mia, farei anche di più”.

Cara e buona mamma!” esclamò Mary, abbracciandola a baciandola. “Non voglio che tu lavori troppo e ti stanchi. Mi alzerò un'ora o due prima del solito e potrò aiutarti, prima di andare a scuola”.

La bambina ritornò al suo lavoro come al solito col cuore traboccante di gioia.

Tre settimane dopo venne inaugurata la scuola e poiché Mary aveva una buona volontà d'apprendere, l'insegnamento le procurò grandi soddisfazioni. Quello che ad altri sembrava noioso, era un piacere per lei; era animata da un tale zelo che sedeva sempre in capo alla classe ed in brevissimo tempo seppe leggere e scrivere.

Mentre la sua cultura teorica si formava, il suo cuore e il senso pratico della vita non ne ebbero punto a soffrire. Infatti la signora Jones non aveva nulla da lamentarsi nei riguardi di sua figlia per quanto concernesse le faccende domestiche. La bambina si alzava di buon'ora, faceva i lavori casalinghi prima di colazione e al ritorno della scuola aiutava sua madre, riservando per la preparazione dei compiti scolastici il minimo tempo.

Tutti l'amavano a scuola per il suo carattere docile, il suo ardente zelo e per la sua prontezza ad ogni servizio. Nessuno era invidioso di lei.

Poco dopo si aprì anche una scuola domenicale e Mary vi partecipò fin dal primo giorno: il suo sguardo vivace e l'espressione attenta del suo viso dimostravano il forte interesse che aveva per l'insegnante e il suo desiderio di lasciarsi istruire.

Una sera dopo l'adunanza, nel momento che la signora Evans, la moglie di un fattore di Abergynolwyn, stava per andarsene, questa sentì una mano sulla sua spalla e una voce ben conosciuta l'interrogò: “Scusi, signora Evans, posso chiederle qualcosa?”

Certamente, figliola, di che si tratta?”

Si ricorda, signora Evans, che due anni fa ebbe la compiacenza di dirmi che mi permetterebbe di venire nella sua fattoria per leggere la Bibbia?”

Si, mi ricordo benissimo, ma figliola mia, tu sai leggere?”

Si, signora Evans e frequento anche la scuola domenicale: mi si danno compiti da fare e se lei vuole aver la bontà di permettermi di venire nella sua fattoria una volta alla settimana, forse al sabato che sono libera, le sarei molto riconoscente”.

Non devi ringraziarmi, cara bimba, vieni pure, sarai la benvenuta. Ti aspetto sabato prossimo”.

Mary andò alla fattoria come da accordo preso. V'era circa un'ora di strada, ma le sembrò molto corta.

Venne ricevuta con vera cordialità.

Anzitutto, riscaldati”, le disse la signora Evans, “poi va' pure nella sala a leggere la Bibbia! Hai carta e matita per prendere degli appunti?”

Si, signora Evans, grazie” rispose Mary.

Dopo essersi scaldata per alcuni minuti, fu condotta nella sala di ricevimento e vide su di un tavolo l'oggetto prezioso.

Era la prima volta nella sua vita che Mary si trovasse tutta sola dinanzi al Sacro Libro: immaginatevi l'agitazione e il tremore in tutto il suo corpicino.

Lo sfogliò lentamente cercando il quinto capitolo dell'Evangelo di S. Giovanni e i suoi occhi lessero il trentanovesimo versetto: “Investigate le Scritture, perciocché voi pensate per esse aver vita eterna, ed esse son quelle che testimoniano di Me”.

Si”, disse fra sé la piccola Mary, “voglio obbedire a quest'ordine. Leggerò e investigherò con tutto impegno le Sacre Scritture. Oh... avessi una Bibbia tutta per me”.

Dopo aver studiato la sua lezione per l'indomani, Mary prese congedo da quelle gentili persone e ritornò a casa col cuore ripieno di questo unico pensiero: “Debbo avare una Bibbia per me”, ripeté ad alta voce, “si, debbo averla anche se dovessi risparmiare un centesimo dopo l'altro per dieci anni consecutivi”.

Vennero la vacanze natalizie per la nostra Mary a la sue giovani compagne.

Questo periodo d'intervallo nella scuola avrebbe portato scoramento nella nostra piccola amica, se non avesse avuto l'intenzione di guadagnare qualche cosa durante le feste per acquistare una Bibbia.

Quindi senza trascurare le faccende domestiche, trovò il modo di occuparsi di tempo in tempo presso il vicinato per guadagnare solo qualche centesimo, perché i vicini erano povera gente che poteva offrire ben poco per i suoi servizi: ecco Mary occupata alle cura do un bambino, mentre la madre faceva il bucato; eccola correre a racimolare della legna minuta, ovvero aggiustare vecchi vestiti per una madre do famiglia sovraccarica di lavoro.

Tutti erano contenti di ricompensare questi umili servizi con qualche spicciolo.

Ogni centesimo guadagnato onorevolmente veniva messo in un gran salvadanaio che il padre di Mary aveva confezionato proprio per questo scopo.

Il salvadanaio era collocato su un cornicione ma non troppo alto, di modo che Mary poteva da sola introdurvi i pezzi di moneta di rame con profonda soddisfazione infantile; non trascurava mai di fare mentalmente i calcoli di quanti pezzi erano ancora necessari per raggiungere la somma desiderata per l'acquisto di una Bibbia.

Fu allora che la signora Evans che conosceva l'occulto desiderio della fanciulla volle aiutarla, le regalò un bel gallo con due galline. La piccola non trovava parole par esprimere la sua gioia e la sua riconoscenza.

Cara bimba”, le disse la signora Evans, “voglio aiutarti a comperarti una Bibbia, perché ti voglio bene a sono felice se posso vederti soddisfatta. Quando le tue galline deporranno le uova a primavera, venderai queste, che sono d'altronde tue, e il guadagno potrai utilizzarlo per a ... so bene in cha modo”, aggiunse la buona donna sorridendo.

Però la prima moneta d'argento che Mary introdusse tutta gioiosa nel salvadanaio, arrivò prima che le galline cominciassero a deporre le uova. Ed ecco come: una sera Mary rincasava da un villaggio vicino dove suo padre l'aveva mandata a fare una commissione, quando il suo piede urtò un oggetto che giaceva sulla strada. Chinandosi vide un grosso portamonete di cuoio. Mentre stava domandandosi a chi mai potesse appartenere quel'oggetto, vide venire alla sua volta un uomo che camminava lentamente come se cercasse qualche cosa: era il cognato dalla signora Evans, il fattore Gresoes.

Buon giorno, Mary!” le disse. “Ritornando dal mercato ho smarrito il mio portamonete... e...

Il suo portamonete!”, esclamò la fanciulla. “Io ne ho rinvenuto uno or ora. E' il suo?”

Certamente, cara bambina, e ti sono molto riconoscente. Ma aspetta”, soggiunse il signor Gresoes, quando vide la Mary voleva continuare la strada “vorrei darti una piccolezza per ricompensarti... che dica... per ringraziarti”.

E le serrò in mano una moneta da 50 centesimi.

Mary tutta felice rientrò in casa e buttò questa preziosa moneta d'argento bella e lampante nel suo salvadanaio, la quale presumibilmente doveva restare sola in mezzo alle altre monete di rame per molti altri anni.

 

Terminate le vacanze natalizie, Mary riprese l'insegnamento nella scuola e ricominciò le visite settimanali alla fattoria, per studiare la Bibbia e prepararsi alla scuola domenicale.

Passarono settimane, senza che fosse passibile arricchire la sua cassa, anche di un solo centesimo.

Le accadeva sovente di ritornare tardi la sera del sabato e sua madre s'inquietava, sapendo che Mary andava per viottoli che il giorno erano facili da percorrersi, ma di natte erano alquanto pericolosi, specialmente d'inverno, quando la notte scendeva presto.

Una sera, Jones e sua maglie sedevano al focolaio aspettando la loro figlia.

La vecchia pendola aveva battuto le otto e la bimba non era ancora di ritorna.

La nostra Mary sta probabilmente per rincasare», disse la madre, interrompendo il lunga silenzio, “ora fa buia presto. E' molto in ritardo, spero che non le sia successo nulla di male!”

Si alzò, aprì l'uscio e stette in ascolta.

Non inquietarti, cara moglie”, le disse il marito, “poiché nostra figlia fa qualche cosa di buono. Colui che gliela ha messa in cuore saprà proteggere la sua entrata e la sua uscita!”

In quel mentre si senti un passo leggero e Mary entrò, col volto acceso dall'affrettarsi, con gli occhi luminosi e risplendenti sul volto dei genitori.

E così, bambina mia, che hai imparato oggi?”, domandò il padre. “Sai la lezione per domenica?”

Si, padre mio, e che bella lezione! Essa e la signora Evans mi hanno ritenuta così a lungo”.

Che cosa vuoi dire?” chiese la madre. “Noi eravamo seriamente inquieti che non tornavi, figlia mia!”

Non devi stare soprappensiero, cara mamma. Iddio sa quel che fa ed Egli mi preserverà da ogni male! Babbo! Più leggo la Bibbia e più desidera di conoscere meglio il Signore. Non avrò riposo, finché non possederò quel Libro. Ma mentre devo ancora aspettare ho portato con me un bel... pezzo dell'esemplare della signora Evans”.

Mary che dici mai? Non l'hai mica fatto!» disse la signora Jones in tona di rimprovero.

Parla di ciò che ho portato nella mia testa e nel mia cuore, cara mamma”, corresse la ragazza can voce calma.

E che brano è?” chiese il padre.

Il settimo capitalo di S. Matteo. Il campito arrivava solo al versetto dodici ma era così

facile e bello che preferii imparare tutto il capitolo. Se volete posso recitarvelo”.

Suo padre lasciò il lavoro e si sedette in un angolo del focolare, la madre prese la sua calza e Mary, che sedeva su di una sedia, recitò il capitolo dal principio alla fine tutto d'un fiato e con accento che dimostrava come comprendesse e apprezzasse quel che aveva imparato.

Cara moglie”, disse Jones alla sua consorte, quando Mary si fu recata a letto. “Nostra figlia non morrà, finché non abbia fatto grandi cose per il Signore. Quando recitava il versetto, «Domandate e vi sarà dato» (Matteo 7:7) vidi che i suoi occhi luccicavano e le sue guance si colorivano e compresi benissimo che pensava alla Bibbia che desidera possedere. Essa prega per averne una e son certo che verrà esaudita. Sì, nostra figlia avrà la sua Bibbia”.

Erano trascorsi 6 anni dal giorno che Mary mise il suo primo centesimo nel salvadanaio; sei anni di lavoro, di attesa paziente e perseverante, quando un sabato sera, tornando dalla fattoria, la giovinetta irruppe in casa e dirigendosi verso i suoi genitori, esclamò con gioia che non poteva quasi più contenere: “Mamma, babbo! Guardate! La signora Evans mi ha pagato ciò che mi doveva ed è molto di più di quel ch'io pensavo ed ora ne ho abbastanza per comperarmi una Bibbia... sono così felice che non posso crederlo”.

Il padre lasciò il suo lavoro e tese le mani verso sua figlia.

Si”, disse, “sia lodato Iddio! E' Lui che ti ha messo nel cuore questo santo pensiero; è Lui che ti ha dato la pazienza e il coraggio di lavorare per veder realizzato il desiderio del tuo cuore. Egli ti benedica, figliuola mia!” Mise solennemente la mano sul capo della sua giovinetta e aggiunse con voce sommessa: “E tu sarai benedetta!”

Ma dimmi, diletto babbo”, rispose Mary dopo un momento di silenzio, “dove posso comperare una Bibbia? Non ce ne sono né qui, né a Abergynolwyn”.

Non lo so, Mary, ma il nostro pastore te lo dirà. Domani puoi fargli una visita e Chiederglielo”.

Difatti l'indomani Mary si recò dal pastore e gli pose la domanda così importante per lei.

Egli rispose che una Bibbia nel dialetto del Galles non si poteva avere che a Bala dal pastore Charles. Aggiunse che temeva che tutte le Bibbie che il signor Charles aveva ricevute da Londra, fossero già vendute ovvero prenotate per altri.

Questa risposta non era certo incoraggiante e Mary tornò a casa turbata, ma non senza speranza. Voleva andare a Bala per vedere se il signor Charles non aveva ancora una Bibbia per lei.

La lontananza era grande; doveva camminare 9 ore e non conosceva la strada. Non aveva mai visto il signor Charles e temeva un po', causa la sua celebrità.

Questi ostacoli non la fecero vacillare nel suo proposito.

I suoi Genitori non erano d'accordo di lasciarle fare da sola questo lungo viaggio a piedi, però alla fine cedettero alle sue supplicazioni.

Una vicina le diede un sacco da viaggio per riportare a casa il suo tesoro, se mai lo avesse potuto acquistare.

Era di primavera dell'anno 1800. Il mattino prometteva una splendida giornata.

Prima dell'alba, Mary si vestì con cura insolita. Non era forse il giorno aspettato da tanti anni?

Mise nel suo sacco da viaggio il suo umico paio di scarpe (troppo preziose per camminare con esse per nove ore di seguito) che avrebbe messe solo all'entrata della città.

I suoi genitori, sebbene fosse molto presto, si erano già alzati, volendo far colazione con la figliuola e raccomandarla alla protezione divina.

Così fortificata ed incoraggiata, Mary abbracciò i suoi genitori e partì al levar del sole.

I suoi piedi nudi toccavamo leggermente il terreno. Con la testa alta, con gli occhi risplendenti, con il colore fresco della salute sulle brune guance, camminava sorridente attraverso la campagna in quel bel mattino primaverile.

Mai era sembrato così bello ciò che l'attorniava.

La vecchia montagna sembrava mandarle uno sguardo benevolo, e uno scoiattolo che s'arrampicava in fretta su di un albero si fermò un momento, come se volesse dirle amichevolmente “Buon giorno, Mary, buon successo”.

Verso mezzodì la mostra piccola viandante si fermò, sedette per prendere un po’ di nutrimento che sua madre le aveva messo nel sacco e dopo mezz'ora di riposo, continuò il suo cammino.

La strada era polverosa e il sole cocente, ma la coraggiosa ragazza non faceva attenzione alle fitte dei suoi piedi, alla testa che le scottava e alla stanchezza che l'opprimeva. il viaggio si compì senza sosta, accetto quando un contadino benevolo le offrì un po’ di latte.

Arrivata a Bala, Mary si recò seguendo il consiglio del suo pastore, a casa di Davide Edward, un predicatore metodista, molto apprezzato. Questi la ricevette molto cordialmente, le chiese il motivo del suo lungo viaggio e le disse che l'ora era già troppo avanzata per visitare il signor Charles. Ora non si poteva più disturbarlo, avendo egli l'abitudine di alzarsi molto presto.

Ma”, aggiunse il buon uomo, vedendo la perplessità della giovinetta, “Tu resterai da noi questa notte e domattina andremo assieme dal signor Charles, appena vedrò tutto il tempo di comunicargli il tuo desiderio e prima di notte potrai esser di nuovo a casa tua”.

Mary accettò con gioia l'ospitalità cordiale che le veniva offerta.

Dopo aver consumato un pasto frugale, venne condotta nella cameretta ove poteva passare la notte. Dopo aver recitato un capitolo della Bibbia, pregò il suo Signore e Padre Celeste e quindi si coricò stanca morta, ma con la convinzione che Colui che l'aveva guidata fin lì là avrebbe esaudito l'occulto desiderio del suo cuoricino.

Il suo sonno profondo non fu interrotto.

Appena spuntò l'alba, il suo gentile ospite la svegliò e picchiando con le nocche alla porta disse: “Svegliati, figlia mia, il signor Charles è di già al suo lavoro. Alzati!”

Mary saltò subiti dal letto e si sfregò gli occhi, era venuto il gran momento aspettato con tanta ansia. Il cuore le batteva forte mentre si vestiva.

Seduta sul letto recitò il Salmo 23 ripetendo: “Il Signore è il mio Pastore, nulla mi mancherà” e sentì che era veramente protetta da un Pastore pieno d'amore per lei.

Quando fu pronta il signor David Edward andò con lei a casa del pastore.

Vi è la luce nella sua stanza”, osservò il vecchio predicatore, “il nostro pastore lavora già. Non ce n'è un altri come lui. Il mondo sarebbe migliore se vi fossero altri uomini della sua tempra”.

Mary non rispose verbo, il suo corpicino tremava d'agitazione quando il signor Edward bussò alla porta della stanza.

Non vi fu risposta, ma si udirono dei passi, la porta si aprì e il signor Charles era davanti a loro.

Buon giorno, amico Edward! Che buon vento la conduce da me sì di buon'ora? Entri, entri pure!” disse con la sua vice cordiale, simpatica e stimata da tutti.

Fra il vecchio predicatore e il signor Charles vennero scambiate alcune parole di spiegazione; quindi Mary venne invitata ad entrare.

Mary dapprima era un po' timida, poi si fece coraggio e rispose alle domande del pastore.

Raccontò dei suoi genitori, del suo villaggio e del desiderio che l'animava fin dall'infanzia di possedere una Bibbia; non mise di esporre da quanti anni aveva messi da parte i suoi piccoli risparmi per poterne comprare una e terminò dicendo che ora aveva la somma necessaria con sé.

Il signor Charles le pose alcune domande per vedere a che livelli fosse la sua conoscenza biblica e fu meravigliati delle sue savie risposte.

Comprese che la ragazza aveva studiato il Libro che amava tanto possedère.

Mary raccontò anche delle visite alla fattoria, dove, grazie alle gentilezze del fattore e di sua moglie, aveva potuto fare i suoi compiti per la scuola domenicale e imparare a memoria molte parti della Sacra Scrittura.

Mentre continuava il suo racconto, il signor Charles comprendeva sempre meglio quanta saggia pazienza, energia e fede erano stati necessari per aspettare tanti anni e venir da così lontano per cercare il tesoro tanto bramato. Però la sua faccia si compose a una commozione più profonda e rivolgendosi a Edwards disse con un tono triste: “Sono molto dispiacente che questa cara figliuola abbia fatto un viaggio così lungo per comperare una Bibbia ed io sono nell'impossibilità di dargliene una. Le Bibbie nella lingua del Galles che ricevetti l'anno scorso da Londra sono già vendute ed i pochi esemplari che sono rimasti, sono promessi a degli amici ed io non posso darli ad altri. E' una cosa incredibile, ma la società che finora ha stampato le bibbie per la provincia del Galles ha finito la tiratura e per l'avvenire non si ove Rivolgermi”.

Fin qui Mary aveva fissato il pastore coi suoi occhi limpidi, pieni di fiducia e di speranza, ma mentre egli parlava con David Edwards si accorse della sua espressione triste e comprese a volo il significato, benché non afferrasse il senso delle sue parole.

Le sembrò che tutto si oscurasse intorno a lei, e lasciandosi cadere su di una sedia, nascose il viso fra le mani e diede in un pianto dirotto, che fu l'ultima e più chiara risposta.

Tutto è finito”, disse fra sé, “tutto è stato vano! le preghiere, la fiducia, l'attesa, il lavoro, il risparmio di sei lunghi anni, il viaggio faticoso a piedi nudi; tutto inutile proprio nel momento che credevo di arrivare di possedere un tesoro così sospirato. Tutto finito! Tutto inutile!” E la sua povera piccola testa s'inchinò sempre più e le sue mani non poterono più ritenere le lacrime che le scorrevano per le guance.

Per un istante il silenzio venne rotto solo dai singhiozzi della povera giovinetta; ma questi singulti furono per il buon Charles una predica commovente e tangibile.

Finalmente si alzò e mettendo una mano sul capo chino della ragazza, le disse con una voce che gli tremava dalla commozione interna: “Vedo, cara figliuola, che tu devi avere una Bibbia, sebbene mi sia difficile il procurartela. Ma è impossibile rifiutartela”.

L'impressione improvvisa che produsse queste parole su Mary fu così repentina che non poté pronunziare verbo, ma alzò gli occhi verso il pastore pieni di lacrime e risplendenti di una tale gioia che si poteva leggervi la felicità e la riconoscenza.

Anche gli occhi dolci del nobile uomo si inumidirono.

Egli aprì un armadio e ne trasse una Bibbia.

Mettendo di nuovo una mano sulla bionda capigliatura della giovinetta, gliela consegnò dicendo con tono paterno: “Se tu sei felice, figlia mia, di ricevere questo Sacro Libro, non lo sono di meno io di dartelo. Leggilo sovente, rifletti con cura su ciò che leggi e studiati di praticare la dottrina dell'Evangelo”.

Mentre Mary piangeva di gioia e di riconoscenza, il signor Charles disse al vecchio predicatore: “Questa scena non spezzerebbe il cuore più indurito? questa ragazza, così giovane, così povera, così ragionevole e versata nella Scrittura, è stata costretta a venire a piedi da Langfihandel a Bala per procurarsi una Bibbia! Da oggi in poi farò tutto il mio possibile per trovare un mezzo che sopprima la stringente mancanza di Bibbie nel mio paese, che sospira e desidera la Parola di Dio”.

Mezz'ora più tardi, dopo aver preso la colazione col signor Edwards, Mary si rimise in viaggio per ritornare al suo paese natio.

Il cielo era coperto ma essa non se ne accorse, il suo cuore era ricolmo di gioia e quelli che la incontravano si meravigliavano del suo aspetto allegro, mentre serrava al suo petto la preziosa Bibbia.

Quella sera Giacomo Jones e sua moglie aspettavano la loro Mary per cena.

Come le sarà andata? Avrà realizzato il suo scopo? sarà in possesso della sua Bibbia?” Queste ed altre domande si affacciavano alla mente dei genitori mentre ascoltavano ogni minimo rumore che proveniva dal di fuori.

Finalmente si sentì un passo leggero, l'uscio si aprì e Mary apparve stanca, coperta di polvere ma risplendette di felicità.

Il padre stese le braccia per ricevere l'amata. figlia e stringendola al cuore le chiese: “E' andato tutto bene?”

Si tutto è andato bene”, rispose Mary piena di gioia, “ora posseggo una Bibbia proprio mia. Iddio sia lodato!”

 

 

 

Sovente accade e specialmente nella gioventù, che un oggetto molto bramato e desiderato con passione, quando finalmente lo si ha, viene con l'andar degli anni lentamente trascurato o completamente dimenticato. Questo non fu il caso di Mary Jones. La Bibbia, per la quale aveva lavorato, aspettato, pregato e pianto, le divenne ogni giorno più preziosa. Non soltanto si sforzava di conoscerla sempre meglio, ma camminava secondo i suoi insegnamenti. Le sacre verità che venivano ritenute dall'anima sua, rappresentavano la semenza preziosa, che cadeva sul buon terreno e portava ubertosi frutti: infatti questa consacrazione decisa del suo cuore al Signore si ripercuoteva nei suoi doveri quotidiani che divennero sempre più leggeri, perché compiuti per amore del suo Signore.

Il signor Charles, come abbiamo sopra esposto, restò fortemente scosso da questi avvertimenti. La storia di Mary Jones e i suoi sforzi per acquistare una Bibbia travagliavano del continuo il suo spirito e incessantemente lo preoccupava il problema insoluto: cosa si potrebbe fare per provvedere alla provincia del Galles un numero sufficiente di Bibbie?

Durante l'inverno del 1802 si recò a Londra ove prese parte alle trattative di diversi membri della Società per la diffusione di trattati cristiani.

Venne invitato alla seduta del loro comitato e parlò con calore dei bisogni della provincia di Galles, della grande mancanza di Bibbie che vi era lì e concluse con la storia della nostra giovine amica.

Coloro che l'ascoltavano, stettero tutti attoniti a quel dire così infiammato e l'emozione crebbe quando uno dei segretari del comitato, il rev. Joseph Hugher esclamò con pronunciato entusiasmo: “Certamente, signor Charles dobbiamo fondare una società per la diffusione delle Sacre Scritture. Ma se si vuole fondarla, perché soltanto per la provincia di Galles e non per tutto il mondo?”

Questo appello trovò una calorosa eco in molti cuori, un largo raggio di simpatie, e dopo due anni di encomiabili preparativi, nel marzo del 1804, venne fondata la Società Biblica Britannica e Forestiera.

Con l'aiuto del Signore e con l'incremento di questa società, la Bibbia è arrivata anche nelle mani dei poveri e noi abbiamo avuto il privilegio di possederla fin dalla nostra infanzia.

Sarebbe forse esagerato affermare che noi dobbiamo tutto ciò in gran parte alla fede, alla perseveranza e al coraggio che dominarono la vita di Mary Jones?

Abbiamo noi ora un po' di questo amore che Mary ebbe per il Libro dei libri e del suo desiderio di conoscerlo e di praticare i suoi insegnamenti?

Iddio lo conceda a ciascuno dei lettori!

La Tua Parola mi vivifica” (Salmo 119:50)