CAMBIARE IL MONDO

CON LA PREGHIERA

 

 

Capitolo 1

DIO VUOLE CHE TU PREGHI

 

Dio ha un piano meraviglioso attraverso il quale si possa esercitare un’influenza a livello mondiale. Non è riservato soltanto a pochi eletti. È per te! Lascia che te ne parli.

Mediante la preghiera tu puoi collaborare con Billy Graham o Luis Palau mentre predicano l’evangelo in un angolo qualsiasi del mondo. Puoi fortificarli, proteggerli e presentarli a Dio nel preciso istante in cui annunciano la buona novella alle folle. Con la preghiera puoi sostenere i missionari e gli evangelisti nelle loro attività anche in luoghi distanti; con la preghiera puoi partecipare ad opere missionarie di ogni tipo: dai canti di evangelizzazione alla distribuzione di opuscoli ed altra letteratura cristiana.

In preghiera puoi accompagnare qualsiasi missionario nei più remoti angoli della terra; puoi attraversare affollati bazar, portare aiuti nella giungla infuocata dal sole, nutrire milioni di uomini, donne e bambini che soffrono la fame, provvedendo ai loro bisogni materiali e spirituali, facendo giungere a loro il Pane della vita eterna. Con la preghiera puoi collaborare con un pastore o un evangelista che sta svolgendo il ministero in un tempio o in una sala di culto. Molte volte, pregando ho avuto la sensazione di trovarmi a fianco di qualche servitore di Dio.

Mediante la preghiera puoi prendere tra le braccia un bambino che soffre, toccare una fronte febbricitante in qualche ospedale, chiedendo l’intervento risanatore del Signore Gesù.

Dio ha disposto il modo in cui la tua vita possa essere di utilità all’avanzamento del Suo Regno.

Nel corso dei secoli la Chiesa ha avuto uomini davvero esemplari, i quali hanno consacrato la loro vita all’intercessione. Non si può dimenticare lo straordinario ruolo che essi hanno svolto proprio attraverso la preghiera.

Ringraziamo il Signore per Giacomo, fratello del Signore, il quale trascorse gli ultimi anni della sua vita pregando per le chiese che Dio stava facendo sorgere. Quando morì, quelli che ne preparavano il corpo per la sepoltura, si accorsero che le sue ginocchia, a causa delle lunghe ore trascorse piegate per terra, s’erano fatte callose come quelle di un cammello. Sia ringraziato Iddio per averci dato Savonarola che, nell’Italia corrotta del quindicesimo secolo, pregò per un risveglio della coscienza. RingraziamoLo altresì per Brainerd, missionario presso gli Indiani d’America, e per la sua vita di preghiera e di lacrime, come pure per “Praying Hyde”, missionario in India, che è stato forse il più grande intercessore di questo secolo.

Ma Dio non risponde soltanto alla preghiera di alcuni fedeli particolarmente dotati. Egli desidera che i comuni credenti di oggi, quelli come te e me, diventino forti nella preghiera, per la benedizione e la salvezza delle anime.

Non vi è nulla al mondo che possa impedirti di avere una vita di preghiera in maniera tale che Cristo possa fare affidamento sul tuo contributo per l’edificazione della sua Chiesa e per l’avanzamento del Suo Regno in molte parti del mondo. Cominciando a pregare per la tua famiglia, per la tua chiesa e per i tuoi amici, tu puoi avere un ruolo così importante da produrre frutti anche in ambienti molto lontani da te.

Dio ha ripetutamente utilizzato persone come te e me, perché intervenissero, grazie alla loro preghiera, in situazioni di emergenza. In tali casi Egli generalmente sceglie uno dei Suoi figli che prega fedelmente e con perseveranza.

Non occorre che tu trascorri molte ore al giorno in preghiera per essere in grado di far parte dell’esercito degli intercessori. Grazie a Dio per coloro che possono farlo e lo fanno. Eppure Lui conosce la tua situazione personale, i tuoi orari, le tue responsabilità di casa e di lavoro. Il Suo piano si prefigge di aggiungere una dimensione totalmente nuova alla tua vita di preghiera. Sia che tu sia un uomo d’affari o che sia una casalinga, un operaio o uno studente, un semplice credente o un ministro del Vangelo, Dio desidera ardentemente che tu passi ad una nuova e più efficace vita di preghiera.

Non pretendo di avere una formula magica per trasformarti nel corso di una notte in un colosso spirituale, ma vorrei indicarti le possibilità del semplice piano, che ci viene delineato nella Bibbia. Con la preghiera tu puoi ricevere nuova forza ed efficacia, puoi svolgere una parte importante nel piano di Cristo, puoi essere quella persona di preghiera che Dio vuole che tu sia. Dipende dalla tua volontà. Vuoi provare?

 

Il meraviglioso piano di Dio per te

Dio si aspetta grandi cosa da te e da me. Ne ha tutti i diritti. Gli uomini di oggi hanno una maggiore capacità di influenzare gli altri. Ciò vale in particolare per i Cristiani.

Billy Graham, un grande predicatore, ha detto che preferisce vivere ai giorni nostri, piuttosto che quando Gesù era sulla terra. Anch’io sono d’accordo. Il credente di oggi può esercitare un’influenza maggiore rispetto ai cristiani di qualsiasi generazione precedente.

Viviamo in un periodo emozionante della nostra storia. Oggi, i credenti sono molto più numerosi che nei secoli passati. La Chiesa di Cristo ha raggiunto una più larga diffusione, loda Iddio nelle più svariate lingue e può raggiungere un vasto numero di persone. Vi sono più missionari al servizio dell’Evangelo, più chiese locali, più Scuole Bibliche, più organizzazioni cristiane e società missionarie.

Attraverso la radio, la televisione e la stampa, abbiamo la possibilità di accelerare l’opera di Dio molto più di quanto si sia potuto fare in passato. Possiamo raggiungere le nazioni lontane con maggiore rapidità, possiamo disporre di un maggior numero di traduzioni della Bibbia. Possiamo veramente arrivare alle estremità più remote della terra. I soldi non mancano e neppure le persone. Ciò che manca è il sostegno della preghiera. Senza aumentare il numero degli evangelisti o i loro mezzi finanziari, noi potremmo raccogliere frutti molto più abbondanti se soltanto pregassimo di più.

La preghiera è la più grande risorsa della Chiesa. È lo strumento più efficace che abbiamo oggi a disposizione. Con la preghiera, più che con qualsiasi altro mezzo, tu puoi esercitare un’influenza su un gran numero di persone e svolgere un efficace ruolo per l’avanzamento della causa di Cristo. Non è l’unica cosa che devi fare, ma è sicuramente quella più importante e necessaria. È stato detto: “Il diavolo trema anche davanti al figlio di Dio più debole quando è inginocchiato”.

Immagina quello che potrebbe accadere se ogni cristiano desse più importanza alla preghiera assidua e regolare, in comunione con tutti gli altri credenti del mondo.

Non vuoi entrare anche tu a far parete di questo esercito di gente che prega?

 

L’urgenza attuale della tua preghiera

Il conto alla rovescia in vista del ritorno di Cristo sta per terminare.

Fin dalla caduta di Adamo il mondo è sotto il dominio del peccato e di Satana e ciò ha posto un grave ostacolo al piano di Dio. Cristo deve venire a regnare ma, secondo la Bibbia, egli tarda a venire perché noi non abbiamo ancora portato a Lui l’ultimo, che sta aspettando, al ravvedimento (2 Pietro 3:9). Infatti, fra tutti i segni che annunciano il prossimo ritorno di Gesù, uno soltanto non si è ancora adempiuto: “La buona notizia del Regno sarà proclamata per tutto il mondo, finché tutte le nazioni l’avranno udita e allora verrà la fine” (Matteo 24:14).

Noi non sappiamo quale sia agli occhi di Dio, la testimonianza adeguata che la Chiesa deve fornire a tutte le nazioni prima che venga la fine: ma, per mezzo della radio, e di altri mezzi di comunicazione, oggi siamo in grado di trasmettere il messaggio dell’Evangelo praticamente in ogni angolo della terra. Milioni di persone non ancora avvicinate dai missionari, possono conoscere il Vangelo tramite la radio. Praticamente ogni provincia e città della Cina è stata evangelizzata in questa maniera. Milioni di persone in Russia, in Albania e nei paesi musulmani ascoltano abitualmente i messaggi cristiani radiodiffusi nella loro lingua o in un loro dialetto.

Inoltre, è quasi certo che il 95% dei popoli del mondo abbiano attualmente a loro disposizione alcune parti della Sacra Scrittura stampate in una lingua a loro nota, e voglia Dio benedire gli sforzi di coloro che dedicano la loro vita al completamento del compito di tradurre la Sacra Scrittura in tutti i rimanenti dialetti e lingue. Si deve aggiungere che, come riferisce la missione Gospel Recordings, i canti cristiani sono stati registrati in oltre 4.362 di questi dialetti e lingue.

Comunque, non basta annunciare il Vangelo ad ogni essere umano, bisogna anche che il messaggio venga compreso ed accettato. Per questo è necessaria la preghiera. Lo Spirito Santo è pronto a cooperare con chi lo chiede (Luca 11:13) e questo non vale solo quando lo chiediamo per noi, ma anche quando lo chiediamo per gli altri. Sono le nostre preghiere che permettono allo Spirito Santo di operare con potenza.

Dunque, la chiave per l’evangelizzazione del mondo, può stare nella tua o nella mia preghiera. Se la carenza di preghiera costituisce il principale fattore che ritarda il ritorno di Cristo, non essere sorpreso se Dio prende dei provvedimenti affinché la nostra preghiera diventi più stabile ed efficace che in passato.

 

Capitolo 2

DIO TI STA PREPARANDO LA MESSE

 

Oggi più che mai la tua preghiera per le anime può essere davvero efficace poiché Dio, nella Sua sovranità, sta coordinando gli avvenimenti in modo da preparare un abbondante raccolto. Se daremo la precedenza alla preghiera ed all’ubbidienza, potremo avere un’abbondanza di frutti senza precedenza. Non tutti i credenti possono contribuire finanziariamente all’avanzamento del Regno di Cristo; ma tutti, senza nessuna limitazione, possono offrire il contributo della preghiera!

 

Esplosione demografica

Le statistiche sulla crescita della popolazione ci informano che la popolazione della terra ai tempi di Cristo era di circa 250 milioni di persone. Sono stati necessari più di milleottocento anni, e quindi fin verso l’anno 1850, perché la popolazione mondiale arrivasse ad un miliardo. Quarant’anni più tardi, verso il 1930, si giunse ai due miliardi. Verso il 1960, appena trent’anni dopo, la popolazione mondiale salì a tre miliardi. I quattro miliardi furono raggiunti nel 1975.

Nel 1999 abbiamo superato il livello dei sei miliardi ed un altro miliardo potrà esservi aggiunto in meno di dieci anni. L’esplosione demografica è stata così rapida che ci sentiamo quasi sopraffatti dal compito di portare a tutti i popoli l’annuncio di Cristo. Come potremo cavarcela? Soltanto attraverso la preghiera.

 

Rapida urbanizzazione

Dio sta facendo in modo che la gente si sposti verso le città onde facilitarci il compito di raggiungerla. In ogni parte del mondo le campagne e i piccoli centri attraversano un periodo di crisi. Di conseguenza le grandi città, offrendo maggiori possibilità di lavoro, di istruzione, e disponendo di servizi più progrediti, esercitano un forte richiamo specialmente sui giovani che vogliono migliorare la propria condizione sociale.

L’esodo verso le città è un fenomeno che è cresciuto rapidamente negli anni ‘80. Tuttavia, è nella nostra decade e in quelle successive che si intensificherà il fenomeno dell’urbanesimo. Si è calcolato che, solamente negli anni ‘80, un miliardo di persone, provenienti da paesi sottosviluppati, sono emigrate verso le città. Guardate, per esempio, Città del Messico. Questa città sta crescendo al ritmo di 80.000 persone al mese. Il 20 per cento della popolazione del Messico risiede nella sua capitale. Più del 34 per cento degli Argentini abita a Buenos Aires. Oltre il 50 per cento degli abitanti dell’Uruguay vive a Montevideo. Attualmente, circa la metà dei bambini del mondo nasce nelle città. Le città con un milione o più abitanti sono definite “città tipo”. Mentre si prepara questa pubblicazione, ve ne sono circa 273. La “città tipo” media si raddoppia ogni quattordici anni; alcune raddoppiano la propria popolazione addirittura in dieci anni. Ora, l’intensa concentrazione di persone entro un raggio ristretto, fa sì che sia possibile raggiungerne molte di più, ed in minor tempo, in una città, che in un piccolo centro. Paolo aveva concentrato sulle città i suoi sforzi evangelistici, ed una volta creata la chiesa in una città, si raggiungevano i villaggi. Non potremmo anche noi oggi adottare questa tecnica apostolica già collaudata?

Le città sono mature per le messe. Non vi è stato mai, in precedenza, un periodo di tempo tanto opportuno. Perché? Durante i primi dieci/quindici anni dopo il loro arrivo, i nuovi abitanti delle città sono più che mai aperti e malleabili. Finché vivevano nel villaggio, controllati dalla famiglia, osservati dagli amici e sotto la tutela del prete, era difficile che essi si disponessero a dare ascolto al Vangelo e a prendere una decisione personale per Gesù. Nel momento in cui giungono nella grande città, invece, essi si sentono spaesati e spesso sono scontenti e delusi per non aver trovato tutte le cose che avevano sognato. È a questo punto che essi sono più disposti a ricevere il messaggio del Vangelo. Bisogna dunque avvicinarli in questo momento. Nel giro di quindici/vent’anni questo flusso migratorio verso le metropoli si esaurirà e la gente si stabilizzerà. È quindi più che mai necessario che noi ora ci impegniamo a lavorare per il regno di Dio e a pregare. La preghiera è l’unico mezzo atto a rendere efficaci i nostri sforzi in modo da poter mietere in breve tempo le masse secondo il piano di Dio.

 

Il nostro giovane mondo

Sia ringraziato Dio che ha reso i giovani particolarmente aperti al messaggio del Vangelo. La maggior parte dei convertiti ha ricevuto Cristo nel corso della sua gioventù. Le statistiche ci dicono che nella nostra epoca la popolazione mondiale è mediamente più giovane rispetto al passato. La metà delle popolazioni dell’America Latina e dell’Asia ha attualmente un’età che si aggira sui vent’anni o al di sotto. Il quaranta per cento degli abitanti di tutto il mondo è attualmente al di sotto dei quindici anni. La popolazione sta crescendo in modo così rapido che nei prossimi venticinque anni nasceranno più bambini di quelli che sono vissuti dai tempi di Adamo sino al 1960. Oggi c’è al mondo il sette per cento dell’intera razza umana vissuta a partire da Adamo fino ad ora. Ecco perché l’appello alla preghiera, che lo Spirito Santo rivolge alla Chiesa, oggi è più forte e più urgente che non nei secoli passati.

 

Il nostro mondo è deluso e scoraggiato

Il mondo occidentale sta cominciando a rendersi conto che l’idolo del materialismo è fallito. Anche i paesi dell’Estremo Oriente se ne stanno rendendo conto, come dimostra l’aumento dei suicidi in Giappone. A sua volta il terzo mondo, che sta disperatamente cercando di aggrapparsi al benessere materiale quale soluzione per i suoi problemi, comprenderà che “Quando abbondano i beni, abbondano anche quei che li mangiano” (Ecclesiaste 5:11). L’avanzata del fondamentalismo islamico è anch’essa una prova della delusione causata dal fallimento del materialismo.

Nel recente passato, il comunismo ha esercitato una grande influenza sulla nostra società. Esso ricavava la propria forza dai governi che fallivano nel tentativo di soddisfare le speranze e i bisogni materiali delle masse. Ma poi questo idolo restò in piedi con la forza, e col totalitarismo soffocatore di tutte le libertà. Gran parte del mondo ex-comunista deluso e scoraggiato, ha ora ritrovato la libertà, e cerca qualcosa di più convincente. Anni fa un ex-marxista ha scritto un libro intitolato “L’idolo fallito”. Per milioni di persone si è trattato veramente del crollo di un idolo.

Indubbiamente è questa una delle ragioni per cui in Cina, nel trascorso decennio, si è avuta una grande crescita della Chiesa. Nonostante la persecuzione, si è avuto uno sviluppo del Cristianesimo che è unico in un così breve periodo di tempo. Ovviamente, hanno avuto un ruolo determinante la coerenza di vita dei credenti cinesi, la loro testimonianza ed il loro spirito di sopportazione, l’impegno costante nella preghiera, sia in Cina che altrove, nonché il servizio svolto dalle radio evangeliche.

Milioni di uomini sono rimasti delusi dagli idoli della cultura e del materialismo. Ciò spiega anche il risveglio che stanno avendo alcune religioni tradizionali, oltre l’Islamismo.

Sì, gli uomini sono più sfiduciati e delusi di quanto non sia mai accaduto prima d’ora. I loro idoli hanno dichiarato fallimento. Ma noi sappiamo che la risposta che essi stanno cercando è Gesù.

Il nostro dunque è un periodo straordinario per poter mietere per Lui.

 

Dio ci chiama

Nel corso della storia non v’è mai stato un periodo tanto ricco di possibilità per noi credenti, come quello attuale. L’imminenza del ritorno di Cristo sprona i Cristiani a portare il Vangelo in tutto il mondo, ed anche quelli che non possono andare in missione, possono dare il proprio contributo.

Oggi, i credenti evangelici, che sostengono le varie opere missionarie, hanno la possibilità di frenare il potere di Satana e di preparare la via del Signore e ciò mediante la preghiera. Sproniamo tutti a servirsi di questo mezzo. Uniamo le nostre preghiere a quelle di tutti gli altri nostri fratelli perché maturi le masse sul piano mondiale e si abbia un risveglio nelle chiese. Questo è il giorno che il Signore ha creato, il giorno che Dio ha preparato per noi Suoi collaborati.

Questo libro è stato scritto con la speranza e con la preghiera che possa aiutarti a diventare ciò che Cristo desidera fare per te.

 

Capitolo 3

TU HAI UN POTERE CHE NON IMMAGINI

 

Il maggior privilegio che Dio ti dà consiste nella libertà di avvicinarti a Lui in qualsiasi momento. Non ti è soltanto permesso di parlare con Lui; sei invitato a farlo! Non solo ti è concesso, ma sei atteso. Dio aspetta che tu comunichi con Lui. Hai accesso immediato e diretto alla Sua presenza. Egli ama a tal punto il genere umano, ed in modo del tutto speciale i Suoi figli, da rendersi disponibile in qualsiasi momento. Questo divino privilegio ti offre sette diverse facoltà.

 

La facoltà di comparire davanti al trono di Dio

Come Suo figlio hai la possibilità di metterti in contatto con Dio, il Sovrano dell'universo, tutte le volte che lo desideri. Egli è sempre in cielo; tuttavia, mediante la preghiera, tu hai accesso alla Sua presenza così come gli angeli e gli arcangeli. non hai bisogno di aspettare un invito: ti è stato già rivolto. Non ti occorre prendere un appuntamento: sei già autorizzato ad avvicinarti a Dio. Subito! Egli non è mai troppo occupato per ascoltarti. Non è mai troppo impegnato per risponderti.

Una volta, prima di essere ricevuto in udienza dalla regina Elisabetta, mi fu raccomandato: - Non chiedere nulla, ma limitati a rispondere alle domande che ti rivolgerà la sovrana. E non dimenticarti di darle il titolo "Maestà" -.

Quando parli al Signore dell'universo, la situazione è del tutto differente. Gesù disse: - Quando pregate, dite: "Padre" - (Luca 11:2). Non devi pensare che Dio si senta disonorato se non Gli dai dei titoli altisonanti, o che Egli ti esaudisca più facilmente se la tua preghiera è espressa con belle parole.

Quando la regina Elisabetta visitò l’India, fu affidato ad una bambina l’incarico di porgerle un mazzo di fiori. La bimba dovette esercitarsi varie settimane per provare l’inchino che avrebbe fatto davanti alla regina e nel camminare all’indietro (senza cadere!) in modo da non voltare le spalle alla sovrana. Ma si può essere certi che ai figli della regina non viene imposto lo stesso cerimoniale!

Con la preghiera tu ti presenti davanti a Dio come un Suo figlio. Non hai bisogno di preparativi né che un angelo ti presenti. Non devi scegliere le parole da dire. Puoi presentarti esattamente come sei, aprendo il tuo cuore e dicendoGli ciò che desideri. Sei un figlio di Dio ed Egli è disposto e desideroso di comunicare con te.

 

La facoltà di collaborare con Dio

Dio ha deciso di realizzare molti Suoi progetti servendosi del nostro aiuto. Paolo ci ricorda ripetutamente che Dio ha stabilito con noi una sacra alleanza per l’avanzamento dell’Evangelo. L’apostolo pone in evidenza questa preziosa responsabilità di collaborare con Dio. Ci sono tante maniere per collaborare con Lui e tutte sono necessarie. Tuttavia siamo anche sottoposti ad alcune limitazioni: per esempio, possiamo trovarci lontani dal luogo in cui ci potrebbe essere bisogno di noi; possiamo essere carenti di una specifica preparazione. Per l’intervento della preghiera, al contrario, non ci sono limiti: in ogni luogo, in ogni momento e per ogni tipo di necessità noi possiamo cooperare con Dio.

Siamo stati creati per pregare e poi salvati dalla grazia di Dio, per poter prestare il servizio della preghiera. Abbiamo la libertà, il diritto ed il titolo ufficiale di figli di Dio, e ciò ci qualifica per questo ministero.

In Esodo 19:6, Dio dice: “Poiché tutta la terra è Mia; e mi sarete un regno di sacerdoti…”. Isaia profetizza: - Ma voi sarete chiamati “sacerdoti dell’Eterno” - (Isaia 61:6). Perché Gesù ci ha fatti essere “sacerdoti di Dio?” (Apocalisse 1:6) Perché i cristiani sono chiamati “un sacerdozio consacrato” (1 Pietro 2:5), “sacerdoti del Re?” (verso 9). Ovviamente, nel disegnarci some Suoi sacerdoti, Dio vuole che noi Lo adoriamo e Lo lodiamo, ma non solo questo. Noi siamo anche un sacerdozio “reale” nel senso che partecipiamo al governo di Cristo, intercedendo per il mondo come Cristo intercede per noi (Ebrei 7:25). Ci è dato accesso ufficiale alla sala del trono celeste affinché possiamo unire la nostra intercessione a quella di Cristo!

Se Cristo intercede, perché è necessaria anche la nostra intercessione?

Che cosa potrebbero aggiungere le nostre modeste preghiere alla Sua potente intercessione?

Dio si è compiaciuto di predisporre il Suo piano eterno in modo che oggi noi, Suoi figli, ci uniamo a Cristo nel Suo ruolo d’intercessione e di guida. Se noi impieghiamo i nostri momenti disponibili nel ministero d’intercessione a favore degli altri, noi disubbidiamo al particolare appello che Egli ci ha rivolto. Se vogliamo, possiamo considerare ogni trasmissione radio o televisiva, ogni articolo di giornale un appello alla nostra preghiera. Condividiamo il rammarico di Dio per un mondo in rovina. La preghiera è il modo più eccelso di operare con Lui.

 

La facoltà di resistere e combattere satana

satana è il grande avversario di Dio e dell’uomo: “…attenti agli attacchi del diavolo, il vostro grande nemico che s’aggira come un leone ruggente, cercando qualcuno da divorare” (1 Pietro 5:8). Egli è l’autore del male che c’è nel mondo. Il suo reame è composto da angeli caduti, demoni e peccatori. Egli cerca sempre di scoraggiare, frenare e portare al fallimento gli operai di Cristo e la Sua opera. È deciso ad opporsi in tutti i modi possibili. Uno dei suoi nomi è quello di “distruttore” (Apocalisse 9:11). Egli cerca infatti di distruggere persone, famiglie, nazioni, nonché il piano e l’opera di Dio.

Satana è a capo di una moltitudine di spiriti immondi chiamati demoni. Pare che essi abbiano il potere di tormentare la gente. A volte Satana sembra in grado di esercitare un certo controllo sulle forze della natura e di contraffare l’opera di Dio con “falsi prodigi” (2 Tessalonicesi 2:9,10). Egli gode di un’autorità così potente e malvagia che l’arcangelo Michele dovette ricorrere a Dio perché lo sgridasse (Giuda 1:9).

In che modo possiamo resistere a satana e sconfiggerlo?

Certo, solo Dio è in grado di frenare, tenere sotto controllo e sconfiggere un così potente nemico. Tuttavia, la Bibbia afferma che Dio conferisce questa capacità anche a dei semplici credenti.

 

Non dobbiamo cedere alla tentazione. Gesù col Suo esempio ci ha insegnato che dobbiamo farlo ricorrendo alle promesse della Parola di Dio (Matteo 4:1-11). Egli ha esortato Pietro ad essere vittorioso vegliando e pregando (Matteo 26:41).

 

Dobbiamo restare saldi nella fede. La Scrittura assicura: “Resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi” (Giacomo 4:7). Il termine greco “resistere” significa “stare contro”. Quando Cristo è con noi, possiamo resistere a satana.

 

Dobbiamo pregare. Questa è la nostra arma più efficace. La preghiera rende manifesta la presenza di Cristo, e satana con i suoi demoni è costretto ad indietreggiare come fecero coloro che vennero nel Getsemani per arrestare Gesù (Giovanni 18:6).

La preghiera s’impadronisce delle promesse di Dio e le innalza come un muro tra noi e le forze delle tenebre. La preghiera può far sì che gli angeli di Dio accorrano in nostro aiuto (2 Re 6:15-17; Daniele 10:13; Ebrei 1:14). La preghiera può abbattere i piani di Satana, e può combattere qualsiasi coalizione di forze sataniche.

Quando Paolo, in Efesini 6, descrive la nostra guerra spirituale, dice: “Infatti, noi non combattiamo contro persone in carne ed ossa, ma contro potenti spiriti diabolici, principi e governatori di questo mondo di tenebre, e contro gli spiriti maligni che sono nei luoghi celesti” (versetto 12). Nel versetto precedente Paolo parla della nostra necessità di resistere agli inganni del diavolo. Poi elenca i vari aspetti dell’armatura spirituale della quale dobbiamo rivestirci nella lotta contro satana.

Ma quando siamo completamente armati, come facciamo a combattere?

Paolo suggerisce due modi: con la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio, e con la preghiera.

La preghiera è la strategia per eccellenza che Dio ci indica per sconfiggere e mettere in fuga satana.

State sempre in preghiera, chiedete a Dio il Suo aiuto in ogni occasione, lasciandovi guidare ed assistere dallo Spirito Santo” (Efesini 6:18).

Mediante la preghiera lo Spirito Santo può irrobustirci a tal punto da far si che il laccio teso da Satana sulla nostra vita si spezzi, gli ostacoli al Regno scompaiono e l’opera del nemico venga distrutta. Cristo è venuto per distruggere l’opera del diavolo (1 Giovanni 3:8). Lo ha fatto in modo efficace al Calvario e fa valere la vittoria del Calvario tramite le preghiere della Sua sposa, la Chiesa. È per questo che il popolo di Dio è anche l’esercito di Dio.

Se il popolo di Dio fosse consapevole di essere anche l’esercito di Dio e desse la priorità all’arma della preghiera, se tutti si unissero nell’intercessione sotto la guida e l’unzione dello Spirito, noi potremmo assistere alla sconfitta di satana e ad un vero risveglio spirituale!

Potremmo vedere la più grande raccolta di anime mai avvenuta!

Siamo chiamati a bloccare satana, a scacciarlo e a sconfiggerlo mediante la preghiera e il digiuno. Purtroppo siamo troppo disabituati a pregare, troppo indifferenti, troppo soddisfatti della mediocrità e dell’aridità spirituale in cui viviamo. Sembra che accettiamo passivamente che il diavolo canti vittoria.

Dio, risvegliaci! Dio, insegnaci a pregare! Dio, conducici verso una battaglia che ci consenta di chiedere la salvezza di persone importanti, di intere famiglie e persino di interi continenti! Mettiamoci in ginocchio e l’evangelizzazione del mondo potrà mutare radicalmente! Mettiamoci in ginocchio e sarà palese il trionfo di Cristo!

 

La facoltà di trascendere le leggi della natura

La preghiera può trascendere le “leggi della natura”, può portare le meravigliose risposte di Dio ai disperati bisogni dell’uomo. Sarebbe inutile pregare per le situazioni difficili se questo non fosse vero. Se vi fossero dei limiti a quello che Dio può fare quando preghiamo, la preghiera diventerebbe una burla nei confronti delle necessità umane e un terribile inganno.

Ma non è affatto così! La preghiera è una realtà quanto Dio stesso. Non c’è nulla che Dio non possa fare se ciò è per l’avanzamento del Suo Regno e secondo la Sua volontà. Quindi la preghiera dà libero corso alla presenza di Dio.

Cristo è il Creatore ed il Protettore dell’universo (Giovanni 1:3; Colossesi 1:16,17). Egli è un Dio di disciplina, di ordine e di potenza. Noi chiamiamo “leggi della natura” i Suoi normali modi di operare. Egli ha creato l’universo in modo tale che alcune regole siano ordinarie ed altre straordinarie. Ad esempio, la legge dell’energia può sovrapporsi temporaneamente a quella della gravità. Quando, per esempio, noi lanciamo un pallone, la legge dell’energia impone alla palla di restare sospesa in volo sino a quando l’energia stessa non sarà esaurita. Solo allora essa verrà di nuovo ad essere soggetta alla legge di gravità e cadrà a terra.

Le leggi minori, ordinarie, proseguono in modo regolare lo stesso fine di quelle più elevate, armonizzano con esse, ma possono essere da esse superate. Le principali leggi della materia possono essere superate dalle leggi della biologia e della vita. Queste, a loro volta, possono essere sottoposte alle leggi della psicologia. Le leggi morali superano quelle fisiche e le leggi spirituali le superano tutte. Dio è Spirito ed è al di sopra di tutta la creazione. Egli che è il creatore, il reggitore ed il governatore di tutto, è assolutamente libero. È libero di sorprendere qualsiasi Sua legge, perché esse non sono altro che l’espressione della Sua mente creativa: il modo in cui Egli sceglie di operare nel mondo che ha creato. “Sospendere” una legge non “infrange” né “abolisce” la legge stessa, ma la elimina temporaneamente per uno scopo superiore.

Quando Dio infrange il suo consueto modo di operare (legge della natura) ed interviene con un Suo particolare atto, ci troviamo di fronte ad un miracolo; ma Gesù si riferiva a questi miracoli come a “opere”. La preghiera può farci chiedere anche ciò che è umanamente impossibile, dal momento che Dio è Onnipotente ed è il Sovrano a cui ubbidisce tutta la Sua creazione. I Suoi piani sono eterni. Spesso Egli trascende uno qualsiasi dei Suoi normali modi di operare, per realizzare gli scopi morali e spirituali dei Suoi piani eterni. Così la preghiera ha sempre la possibilità di contribuire allo scopo Eterno di Dio e di assicurarne la Sua miracolosa potenza. Dio non garantisce miracoli, ma Egli è sempre attento alla nostra preghiera, e questa è la modalità da Lui stabilita perché la Sua potenza miracolosa intervenga a sostegno delle necessità umane.

 

La facoltà di ottenere l’aiuto degli angeli

Viviamo in un’epoca molto superstiziosa, ma anche scettica nei confronti del soprannaturale. Molti Cristiani pensano raramente all’insegnamento biblico riguardante gli angeli. Ebrei 1:14 ci assicura che tutti gli angeli sono “esseri spirituali mandati ad aiutare quelli che devono ricevere la salvezza”.

Noi non conosciamo tutti i modi in cui essi aiutano i figli di Dio, ma la Bibbia menziona alcune loro funzioni:

·     Essi proteggono dal pericolo. Protessero Giacobbe dopo la sua notte di preghiera (Genesi 32:1). Protessero Eliseo, l’uomo di preghiera (2 Re 6:17).

·     Liberano i figli di Dio. Gli angeli liberarono Pietro dal carcere (Atti 12:1-11). Un angelo venne ad assicurare Paolo che lui e tutti i suoi compagni di viaggio sarebbero stati salvati in risposta alla preghiera da lui rivolta a Dio (Atti 27:24).

·     Recano messaggi ai figli di Dio. Vi sono molti esempi biblici a riguardo. Gli angeli portarono l’annuncio ai pastori (Luca 2:9-13), alle donne quando Cristo risuscitò (Matteo 28:2-7) ed a Cornelio in risposta alle sue preghiere (Atti 10:1-7). Inoltre, possono fornirci dei consigli attraverso la nostra mente.

·     Rinnovano l’energia fisica. Essi confortarono Cristo durante la Sua dura prova nell’orto del Getsemani (Luca 22:43).

Si tratta senza dubbio di un aiuto invisibile, ma reale, e le biografie degli uomini di Dio ci forniscono molti esempi dei loro interventi.

Sono certo che, quando ero in India, gli angeli mi hanno aiutato in diverse occasioni, anche se non li ho mai visti. Per esempio, una volta intuii un pericolo e cambiai direzione: scoprii in seguito di essere riuscito appena in tempo a scansare un gruppo di malintenzionati. In un’altra occasione, passai indenne attraverso una folla minacciosa nei miei confronti. Non subii nemmeno un graffio, ed ebbi la consapevolezza di essere circondato dalla presenza di Dio. In seguito scoprii che, in entrambi i casi, in un altro luogo, un figlio di Dio in quello stesso istante era impegnato a pregare, pur non sapendo nulla del pericolo in cui mi trovavo.

Dio usa qualsiasi mezzo per proteggere i Suoi, quando si prega secondo la Sua volontà. Noi abbiamo tutti i diritti di appellarci alla Sua promessa, chiedendogli di proteggere i Suoi servitori che oprano in posti di particolare pericolo. Non dovremmo neppure esitare nel chiedere a Dio una particolare protezione angelica per i nostri cari.

 

La facoltà di spostare le montagne

Nella Bibbia, il termine montagne è talvolta usato in senso simbolico e rappresenta forza e stabilità. D’altra parte i monti simboleggiano anche le difficoltà, i problemi, gli ostacoli. Così, se vogliamo preparare la via del Signore, tutto ciò che è tortuoso dovrà essere raddrizzato ed i monti dovranno essere spianati. In tali circostanze la gloria del Signore sarà resa manifesta (Isaia 40:3-5; Luca 3:4-6). Quando il potente Spirito di Dio opera, i monti che non possono essere smossi in alcun altro modo, diventano pianura (Zaccaria 4:6,7). Solo lo Spirito Santo può compiere questo e trasformare le montagne più ardue in vie e strade maestre che agevolano il cammino (Isaia 49:11).

Gesù ha usato questo esempio dell’Antico Testamento in parecchi dei Suoi insegnamenti. Quando i Suoi discepoli non erano riusciti a cacciare il demone dal fanciullo sofferente, Gesù disse loro che se avessero avuto una fede anche piccola quanto un granello di senape, avrebbero potuto dire a quella “montagna” (simbolo di una situazione o di un problema insormontabile)… ed essa si sarebbe spostata. “Niente vi sarebbe impossibile” (Matteo 17:20). E subito dopo aggiunse che tutto ciò è il risultato della preghiera e del digiuno (versetto 21).

Ed ancora, quando i discepoli si meravigliarono del potere di Gesù d’aver fatto seccare il fico che non dava frutti, Egli ripetè che essi non solo avrebbero potuto fare lo stesso, ma avrebbero potuto persino ordinare ai monti di buttarsi nel mare. Disse: “Se avete fede, potrete ottenere tutto ciò che chiedete in preghiera” (Matteo 21:22). Marco riporta lo stesso episodio e cita la frase di Gesù: “L’importante è che voi crediate davvero di ricevere ciò che chiedete” (Marco 11:24).

Dio si aspetta che i Suoi figli affrontino montagne di difficoltà e le rimuovano (vedi capitolo 15). Egli non vuole che veniamo da esse bloccati, ma che le accettiamo anche come una sfida, sia per trasformarle in strade maestre a maggior gloria Sua, che per gettarle in mare, allontanandole completamente dalla vista come se non fossero mai esistite. Gesù ci assicura che questo è senz’altro possibile quando i credenti affrontano le montagne con fede, ma ci ricorda anche che ciò può richiedere prolungate preghiere e digiuni. Il miracolo verrà compiuto dallo Spirito Santo; non sarà frutto del nostro potere o delle nostre capacità (Zaccaria 4:6).

Oggi centinaia di montagne ostacolano l’avanzamento delle missioni e della Chiesa di Cristo, perché purtroppo noi facciamo quasi completo affidamento sulla nostra sapienza, sulle nostre capacità e sulle nostre opere. Sarebbe invece molto meglio che ci dedicassimo realmente alla preghiera ed al digiuno! Questi sono i mezzi che Dio ci dà per trasformare le montagne in autostrade.

 

La facoltà di benedire

Il Dio della Bibbia è un Dio che benedice. La Sua Parola è colma di promesse in tal senso. Possiamo essere certi che, eccetto i casi in cui deve usare la disciplina, Egli è sempre pronto a benedire specialmente quelli che Gli ubbidiscono.

“[Gesù] andava in giro facendo del bene” (Atti 10:38). Noi, sul Suo esempio, dobbiamo beneficiare il prossimo, dobbiamo farci conoscere per le nostre buone opere verso gli altri (Matteo 5:16; Efesini 2:10). Dobbiamo abbondare in opere buone (1 Timoteo 6:18). Dobbiamo essere “perfezionati e preparati per compiere ogni opera buona” (2 Timoteo 3:17).

Il modo migliore in cui i Cristiani possono benedire e fare del bene è con la preghiera.

Noi abbiamo la possibilità di pregare per coloro che non possiamo avvicinare in un’altra maniera. Possiamo trasmettere benedizioni ai capi della nostra nazione ed ai conduttori della nostra chiesa, ai poveri, ai bisognosi ed ai sofferenti. Possiamo essere agenti delle divine benedizioni per la nostra famiglia e per i nostri amici come per coloro che abbiamo incontrato una sola volta o dei quali abbiamo sentito parlare. La richiesta che a volte ci viene fatta: “Prega per me” è in effetti una domanda di aiuto e di benedizione. Come Cristiani, dobbiamo trascorrere la vita benedicendo gli altri. Ovunque andiamo, possiamo portare fiumi di benedizioni, di sollievo e di incoraggiamento intercedendo per gli altri. Quando il tempo e l’opportunità ce lo consentono, dobbiamo in ogni modo possibile far del bene a tutti (Galati 6:10). La nostra presenza deve essere apportatrice di benedizioni, e ciò avverrà se le benedizioni le chiederemo a Dio in preghiera.

Il generale Stonewall Jackson disse: “In me si è così radicata l’abitudine, che non porto mai alle labbra un bicchiere d’acqua senza chiedere la benedizione di Dio, non sigillo mai una lettera senza aver messo una parola di preghiera sotto la chiusura, non ritiro mai una lettera dalla posta senza rivolgere brevemente i miei pensieri al Cielo. Nella scuola, dove insegno, non trascuro mai di dedicare un minuto alla preghiera di intercessione per i miei allievi che escono e per quelli che entrano”.

Sir Thomas Browne, stimato medico inglese del 1600, ci offre un esempio di costante preghiera e benedizione. Egli diceva: “Ho deciso di pregare di più, di pregare in tutti i luoghi che inducono alla meditazione: in casa, lungo la strada e per le vie di città; ogni strada o passaggio di questa città possa testimoniare che non ho dimenticato Dio… Mi propongo di cogliere l’occasione per pregare alla vista di ogni chiesa presso la quale mi capita di passare affinché Dio posa esservi adorato in Spirito e vi possano essere delle anime salvate; di pregare quotidianamente per i miei pazienti e per quelli degli altri medici; di dire al mio ingresso in ogni casa: “che la pace di Dio dimori qui”; dopo aver ascoltato un sermone, di invocare la benedizione di Dio sul predicatore, di pregare che la parola di Dio predicata operi nei cuori di coloro che l’ascoltano; di ringraziare Dio per le Sue creature alla vista di una persona dall’aspetto piacevole, di pregare affinché Dio l’arricchisca di grazie interiori ed il suo aspetto esteriore possa corrispondere a quello interiore; di pregare Dio alla vista di una persona deforme, affinché Egli le conceda la pienezza dello Spirito e, a suo tempo, la bellezza della resurrezione”.

Ad Abramo Dio promise che lo avrebbe benedetto e lo avrebbe reso fonte di benedizione (Genesi 12:2). Questa dovrebbe essere l’esperienza di ogni cristiano: più Dio ci benedice, più ciascuno di noi dovrebbe essere fonte di benedizione per gli altri. La preghiera è la via sicura per ottenere benedizioni ed è il più grande strumento per poter essere di benedizione agli altri. Riempi ogni giorno con preghiere di benedizione e afferra la straordinaria facoltà che Dio ti ha dato!

 

Capitolo 4

UN’AUTORITÀ A TUA DISPOSIZIONE

 

Durante l’ultima settimana della Sua vita terrena, prima della Sua morte mediatrice e della Sua resurrezione, Gesù diede ai Suoi discepoli alcune disposizioni particolari concernenti la preghiera. Queste fanno parte dei Suoi insegnamenti più profondi. Una delle cose che Egli ha posto in maggiore rilievo è che, da quel momento in poi, i Suoi discepoli avrebbero dovuto presentare le loro richieste al Padre nel Suo nome. Nessun capo ha mai dato ai suoi seguaci una così eccezionale autorità.

Per essere in grado di usare tale autorità alla gloria di Gesù e per l’avanzamento del Suo regno, dobbiamo poter rispondere a queste tre domande:

·     Cosa significa la parola Nome secondo il pensiero ebraico?

·     Che cosa vuol dire pregare nel Nome di Gesù?

·     Come possiamo usare con maggiore efficacia il Nome di Gesù quando preghiamo?

 

Il significato di “nome” secondo il concetto ebraico

La parola nome, come era usata all’epoca di Cristo, vuol dire tre cose:

·     Il nome rappresenta la persona. Lodare il Nome di Gesù significa lodare Gesù stesso. Amare il nome di Gesù significa amare Gesù. Disonorare il nome di Gesù significa offendere Gesù.

·     Il nome rappresenta tutto ciò che noi sappiamo della persona. Quando Mosè bramava di avvicinarsi maggiormente a Yahweh, Gli chiese di vedere la Sua gloria. Dio rispose che un essere umano non avrebbe potuto sopravvivere ad un tale incontro con Lui poiché la Sua gloria è maggiore di quanto il corpo fisico possa sopportare. Ma gli promise che si sarebbe rivelato parzialmente. Mise Mosè in una fossa scavata nella roccia, lo coprì con la Sua mano e passò davanti a lui, poi ritirò la mano per un istante in modo che Mosè potesse vedere la gloria che procedeva da Lui. Facendo questo, Egli proclamò due volte il Suo Nome, un uomo che rivela il Suo carattere: “L’Eterno! L’Eterno! L’iddio misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in benignità e fedeltà, che conserva la Sua benignità fino alla millesima generazione, che perdona l’iniquità, la trasgressione e il peccato ma che non terrà il colpevole per innocente” (Esodo 34:6,7). Conoscere Dio voleva dire conoscere tutto quello che il Suo Nome rappresentava. Capire il Nome significava vedere Dio. Il Nome di Gesù rappresenta tutto ciò che sappiamo di Lui dalla Scrittura e per esperienza personale. Esso comprende il Suo potere di trasformare, il Suo amore, la Sua misericordia, la Sua avversione per l’ipocrisia, il Suo desiderio che noi siamo santi come Egli è santo. Comprende la nostra conoscenza di Lui nella Sua gloria eterna, la Sua creazione dell’universo, la Sua incarnazione, la Sua morte espiatrice, la Sua resurrezione e la Sua seconda venuta.

·     Il nome indica la presenza attiva della persona. Per i primi Cristiani essere radunati “nel Nome di Gesù” (Matteo 18:20) significava che Gesù era presente in mezzo a loro, esattamente come Egli lo è oggi. Essere mandati “nel Nome di Gesù”, ad agire “nel Nome di Gesù” (Colossesi 3:17), significava agire mediante l’autorità di Gesù manifestando la Sua personalità. Oggi, quando operiamo “nel Nome di Gesù”, crediamo che non stiamo agendo da soli, ma che Gesù è al nostro fianco, anche se è invisibile ai nostri occhi.

 

Il significato del pregare nel nome di Gesù

Prima di poter pregare nel Nome di Gesù, occorre tener presente alcuni concetti importanti:

Pregare nel Nome di Gesù è possibile solo se si è “in Gesù”.

Egli disse: “Qualsiasi cosa chiederete nel Mio Nome, Io la farò, affinché il Padre sia glorificato in Me. Quindi, se chiederete qualche cosa nel Mio Nome, Io la farò” (Giovanni 14:13,14). Durante quella stessa conversazione con i Suoi discepoli, poco prima della Sua morte, disse loro: “Se restate uniti a Me e continuate ad ubbidire ai Miei insegnamenti, potete chiedere tutto ciò che volete, e vi sarà dato” (Giovanni 15:5,7). In Giovanni 14 e 15 Gesù adopera molte volte l’espressione “in Me” e “unito a Me”.

 

Essere in Gesù significa:

·     Essere un’unità spirituale con Gesù (15:4-7).

·     Essere innestati nelle vite (15:4).

·     Essere nell’amore di Gesù (15:9,10). L’amore è l’argomento predominante nei capitoli 13 e 16 di Giovanni. Bisogna che l’amore sia reciproco, deve essere corrisposto. Il Suo nuovo comandamento è l’amore (13:34; 15:17). Non puoi amare Gesù se non ami gli altri Suoi figli (13:34).

Amare Gesù vuol dire ubbidirGli (14:15,23). Se si ama, si vive nell’amore di Gesù (15:10).

·     Avere Gesù che vive in noi (14:20; 15:4,5).

·     Essere dimora dello Spirito Santo (14:15-18).

·     Ubbidire agli insegnamenti di Gesù (15:7). Per pregare nel nome di Gesù dobbiamo avere questo rapporto: “unito a Cristo”.

 

·     Pregare nel Nome di Gesù vuol dire essere conformi alla Sua natura. In Giovanni 13 ci viene proposto l’esempio di Gesù che, come servitore, lava i piedi ai discepoli. Quando conosci la verità, devi metterla in pratica (13:17). Quando fai la Sua volontà con gioia, rispecchiando Cristo, allora puoi pregare nel Nome di Gesù.

·     Pregare nel Nome di Gesù vuol dire pregare per amor Suo. Devi desiderare ciò che Gesù desidera, al punto che ogni tua richiesta sia conforme allo spirito della preghiera del Signore: “Sia fatta la Tua volontà” (Matteo 6.10). questo è stato l’atteggiamento di Gesù mentre pregava nel Getsemani. Devi pregare intensamente e con ardore affinché possa prevalere la volontà di Gesù.

·     Pregare nel Nome di Gesù vuol dire impiegare il Suo Nome come referenza. Usando il Mio Nome, potete chiedere qualunque cosa e Io la farò, poiché verrà resa lode al Padre a motivo di quello che Io, il Figlio, farò per voi. Sì, chiedete qualunque cosa usando il Mio Nome ed Io la farò”. Quando, in preghiera, ti avvicini a Dio Padre, Gesù è il tuo punto di riferimento. Quando satana cerca di ostacolarti e contrastarti, rivolgiti a Dio nel Nome di Gesù per ottenere completa vittoria.

·     Pregare nel Nome di Gesù vuol dire utilizzare la vittoria del Calvario. Poiché Gesù ha pubblicamente vinto Satana e tutta la sua malvagia moltitudine di demoni (Colossesi 2:15), Satana è un nemico sconfitto. Egli è un usurpatore che cerca di farti paura ed ingannarti, ma ha già perso la battaglia finale. Nel Nome di Gesù tu rivendichi l’applicazione della vittoria di Cristo sulla croce.

·     Pregare nel Nome di Gesù vuol dire riconoscere il Suo ruolo di Profeta, Sacerdote e Re. Come Profeta, Egli è il tuo Consigliere e la tua Guida. Come Sacerdote è il tuo Intercessore; quando preghi, è Lui che dice l’Amen alle tue preghiere (Apocalisse 3:14). “Infatti tutte le promesse di Dio sono “sì”, e noi abbiamo annunciato a tutti che Egli è fedele, dando gloria a Lui” (2 Corinzi 1:20). Come Re, Egli è il tuo Signore e Sovrano. Quando preghi nel Suo Nome, ciò significa chiedere per la tua preghiera la Sua guida profetica, la Sua intercessione sacerdotale e le Sue risposte.

·     Pregare nel Nome di Gesù significa pregare nella pienezza della Sua autorità. Egli ha delegato a te l’autorità di pregare e chiedere a Dio di compiere grandi cose nel Suo amore. Nel Nome di Gesù, tu puoi sgridare satana con i suoi inganni, i suoi demoni e tutta la sua attività infernale. Questa è la tua difesa, la tua forza e la tua vittoria.

 

Come usare il nome di Gesù nella preghiera

Che meraviglioso privilegio!

Non ti occorre altra raccomandazione per raggiungere Dio, nessun’altra presentazione. Vai subito, direttamente al Suo trono. Stai di buon animo e volgi spiritualmente lo sguardo al Padre tuo. Dio ti stava aspettando, era in attesa che tu andassi da Lui in preghiera.

Come figlio di Dio, il tuo peccato e la tua colpa sono stati perdonati. Non sei più schiavo, sei l’amico di Gesù; sei ufficialmente il Suo compagno di preghiera. Vai al trono della grazia non nel tuo nome, ma nel Nome del Signore Gesù Cristo, rappresentando i Suoi interessi e mediante la Sua autorità.

Hai l’incarico ufficiale di intercedere. Che uso farai di quel nome meraviglioso ed onnipotente?

·     Ricorda quello che il Suo Nome rappresenta. Il Nome di Gesù rappresenta la Sua persona, la Sua gloria, la Sua autorità e tutto ciò che Egli è.

·     Rallegrati nel gran valore del Suo Nome. Il Nome di Gesù Cristo indica tutta la Sua bellezza ed amabilità, richiama tutta la Sua benignità ed in particolare il Suo affetto verso di te. Il Suo Nome rappresenta il suo costante, personale amore per te e per coloro per i quali preghi. Quando preghi, salmeggia al Suo Nome prezioso (Salmo 135:3).

·     Manifesta il tuo amore mediante l’uso del Suo Nome. Coloro che ami sono felici di sentirsi menzionare il loro nome. Il Signore Gesù Cristo ti ama di un amore unico, nonostante il gran numero di coloro che invocano il Suo Nome. Egli è entusiasta di sentirlo ancora pronunciare. Non importa il numero di volte che lo hai nominato prima, Egli si rallegra ogni volta che ti sente menzionare il Suo Nome con amore. Confessare il Suo Nome è un vero sacrificio di lode. “Perciò, con l’aiuto di Gesù, offriamo continuamente il nostro sacrificio di lode a Dio, parlando agli altri della Sua gloria” (Ebrei 13:15).

·     Credi nel Suo Nome. Quando preghi, il Signore Gesù vuole che tu metta in pratica la tua fede credendo nel Suo Nome (1 Giovanni 3:12). Il Suo Nome produce speranza, dà stabilità alla tua fede e ti riempie di gioia (Romani 15:13; 1 Pietro 1:8). La fede nel Suo Nome produce risposte miracolose (Atti 3:16).

·     Rivolgi le tue preghiere di richiesta nel Suo Nome (vedi Giovanni 14:13-15; 15:6,7; 16:26,27). Assicurati di essere in armonia con Lui. Prega per ciò che Gli è gradito e Gli rende gloria. Domanda la tua eredità nel Suo Nome. Chiedi per amore del Suo Nome.

·     Adopera l’autorità del Suo Nome. Il Nome di Gesù esprime la Sua autorità sovrana, richiama la Sua vittoria riportata al Calvario e riporta alla mente la disponibilità della moltitudine angelica che Gli è sottoposta. Il Suo Nome conferma il Suo piano ed il Suo programma; garantisce il fallimento e la sconfitta di satana. Il Suo Nome ti è stato dato per essere usato in preghiera. Sii saldo nell’appropriarti della Sua autorità di resistere a satana e nel basarti sulla priorità della volontà di Cristo.

·     Santifica la tua preghiera nel Suo Nome. Quando, in preghiera, adoperi il Nome di Gesù Cristo: il Suo Nome protegge la sincerità e i motivi della tua richiesta. È difficile pregare nel Suo Nome in modo egoistico o carnale; il Suo Nome ti porta a dare a Lui la gloria; il Suo Nome esige la tua integrità ed ubbidienza; il Suo Nome ti spinge ad evitare la ripetizione di formule superstiziose come le preghiere dei pagani (Matteo 6:7).

·     Coinvolgi la Sua partecipazione attraverso il Suo Nome. Cristo è il tuo Sommo Sacerdote che intercede alla destra del Padre (1 Pietro 3:22; Romani 8:34; Efesini 1:20-23). Pregando nel Suo Nome, puoi unirti alla Sua intercessione. Usare il Suo Nome secondo il pieno significato biblico, ti rende Suo compagno di preghiera. Onora il Suo Nome. Dio vuole che glorifichi il Nome di Gesù. La tua preghiera nel Nome di Gesù Cristo consiste di dar gloria al Padre (Giovanni 14:13,14). Dio ha sovranamente innalzato Gesù e Gli ha dato il Nome che è al di sopra di ogni altro nome (Filippesi 2:9). Pregando nel Suo Nome, tu rendi la gloria a Gesù.

·     Sgrida satana nel Nome di Gesù. Persino gli angeli sgridano satana e le sue schiere demoniache nel Nome del Signore. Ricorda al diavolo chi è Gesù, la Sua vittoria sulla croce, e che per la Sua resurrezione satana è già stato sconfitto. Menzionagli la tua identificazione con Gesù e l’autorità che ti è stata data mediante il Suo Nome.

·     Usa il Suo Nome come tuo rifugio. Il Nome dell’Eterno è una forte torre; il giusto vi corre, e vi trova un alto rifugio” (Proverbi 18:10). Rallegrati del tuo privilegio di poter far ricorso al nome di Gesù e di poterne fare uso. Richiedi a Dio l’opera e la protezione degli angeli per te, per coloro per cui preghi ed in special modo per coloro che lavorano per il Signore in luoghi pericolosi. Gli angeli hanno il costante incarico di aiutare te e tutti i figli di Dio (Ebrei 1:14). Sono tutti sottoposti a Gesù ed eseguono i Suoi ordini. Sei al sicuro sotto il rifugio del Suo Nome.

·     Fai tutto nel Nome di Gesù. Colossesi 3:17 riassume tutto: “Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel Nome del Signore Gesù”. Vivi per la gloria del Suo Nome; prega nel Suo Nome; opera nel Suo Nome; confida nel Suo Nome. Porta con te il Nome di Gesù e in questo modo sarai vittorioso ovunque andrai.

 

Wesley L. Duewel