PROMOSSO ALLA GLORIA

 

 

SALVATORE MASCALI  ( 13/02/1929 – 25/02/2004)

 

 

Era nato nel Comune di Giarre (CT) il 13/02/1929, in una famiglia poverissima.

Sin da ragazzino, per le scarse condizioni economiche della famiglia, fu costretto a lavorare. Fu proprio in occasione del lavoro che faceva, trasportava pietre, una pietra più grossa, scivolava dal mucchio e gli feriva una gamba.

Dopo un periodo di cure, per lo più improvvisate, sembrava che la ferita fosse rimarginata, invece, una infezione sotto la cicatrice gli raggiungeva e toccava l’osso. A motivo di questa cancrena, dovettero togliergli l’osso della gamba e da quel giorno in poi fu claudicante.

Svolse l’attività di calzolaio per tanti anni.

Nonostante sapesse appena leggere e scrivere, imparò a suonare la batteria suonando in una piccola orchestra insieme a dei veri musicisti.

Conobbe Teodora Cannizzaro nel 1955 con la quale contrasse matrimonio.

Era parecchio religioso, suo zio era l’arciprete di Macchia di Giarre e con lui collaborò per molto tempo servendo nella messa.

Ma, quando venne a conoscenza degli Scritti Sacri, era l’anno 1956, la Bibbia, la Parola di Dio toccò il suo cuore e si arrese all’Iddio Vivente.

La prima cosa che fece, fu di parlare con lo zio arciprete della sua esperienza e della meravigliosa Parola di Dio che aveva riempito il suo cuore.

Anziché approvazione, trovò riprensione e contrasto, e dopo aver subito delle minacce se avesse continuato a leggere la Parola di Dio, la Bibbia, si congedò da suo zio dicendo: «Non mi vedrete mai più mettere piede in questo luogo ».

Lo zio arciprete inveì persino sulla mamma del fratello Mascali, invitandola a ripudiare questo figlio.

Per timore dell’arciprete, la mamma si allontanò da questo figlio «ribelle» e gli tolse anche il saluto.

Perseguitato a Macchia di Giarre, si trasferì nella frazione acese (di Acireale - n.d.r.) di Pozzillo Superiore, dove prese in affitto una modestissima casa.

Anche a Pozzillo, la «tromba dell’Evangelo» cominciò a squillare.

Da prima la gente gli portava scarpe rotte e da riparare ma, a poco a poco, mentre si faceva conoscere come cristiano evangelico, i clienti diminuivano perchè le autorità religiose del posto lo avevano messo al bando.

Per sfuggire a quella sorta di persecuzione, subita per alcuni anni, tornò a Macchia di Giarre.

Nel frattempo, la mamma si ricrederà e tornerà ad avere relazioni con il figlio.

Intanto, il fratello Mascali lascerà il lavoro di calzolaio e intraprenderà quello di commerciante di filati di lana, con la collaborazione di sua moglie. Lavoro che lo porterà in giro per i paesi della Sicilia e gli darà grandi opportunità per predicare l’Evangelo della grazia.

Agevolato dal fatto che era un corpoltore, ovunque arrivava, con la sua automobile attrezzata con amplificazione sonora, stabiliva un banco di corpoltaggio e distribuiva volantini e porzioni della Bibbia a chiunque fosse interessato alla lettura.

Nel corso di questa attività, subì spesso insulti e ingiurie, intimidazioni e persecuzioni da parte dei religiosi, ma, in tutto questo, non s’è mai lasciato scoraggiare ed ha predicato l’Evangelo ovunque con grande franchezza e libertà di spirito.

In questo periodo fonderà e curerà diverse comunità oltre a quella di Macchia di Giarre e Acireale dove è stato pastore fino al giorno in cui, per motivi di salute lascerà la conduzione delle comunità ad altri fratelli.

Il suo ministerio, lo porterà ad avere contatti con tutto il mondo evangelico e non.

Nel 1966 a Napoli incontrerà Erino Dapozzo e Fredy Gilgen con i quali allaccerà un fraterno rapporto di collaborazione. Questi lo aiuteranno nel lavoro evangelistico e soprattutto nella realizzazione della casa di riposo. Casa di riposo voluta da Dio in quanto, il Signore in maniera esplicita e chiara aveva rivelato alla sorella Dora Mascali con queste parole: “Prendi cura degli anziani”. Ciò avvenne circa 40 anni fa.

Visiterà diversi stati europei e andrà anche oltre oceano, in America, Canada e Australia per far conoscere questa opera in favore degli anziani, che sarà presa a cuore da molti che oltre a sostenerla con le loro preghiere, la sosterranno con libere offerte in denaro. Il primo ottobre del 1976, essendo particolarmente legato all’opera evangelica delle A.D.I. ed in quanto ministro di culto della stessa, in accordo con Dora sua moglie e i fratelli Dapozzo e Gilgen, collaboratori del fratello Salvatore Distefano, farà atto di donazione all’Ente Morale di Culto delle A.D.I. Nel 1988, con la legge di intesa tra le A.D.I. e lo Stato, la casa si riposo sarà legalmente riconosciuta come Istituto Evangelico Betesda, dove il fratello Mascali, dopo la dipartita della sua consorte Dora avvenuta il 27-03-2001, è rimasto circondato dall’affetto dei fratelli, degli anziani, dei dipendenti, degli amici e dei parenti.

Prima che il Signore lo chiamasse a Sè, ha espresso il desiderio ai fratelli responsabili dell’Opera, che quest’opera continuasse.

Mercoledì 25 febbraio c.a. alle ore 12,10 dopo una breve malattia sopportata con tanta pazienza, il fratello Salvatore Mascali ci ha lasciati per essere promosso alla gloria del Padre.

Venerdì 27 febbraio c.a. alle 15,30 nei locali della chiesa di Macchia, alla presenza di alcune centinaia di persone e la partecipazione di molti pastori e membri del Comitato di Zona della Sicilia, la salma del caro fratello è stata onorata per l’ultima volta. E’ stato celebrato un culto al Signore. La presidenza del servizio è stata affidata ala fratello Salvatore Distefano, che per tanti anni è stato legato da grande amicizia insieme a sua moglie ai coniugi Mascali. Il messaggio della Parola di Dio, per l’occasione e in rappresentanza dei fratelli del Consiglio Generale delle Chiese delle A.D.I., è stato presentato dal fratello Giuseppe Tilenni, pastore della Chiesa A.D.I. di Firenze.

Tanti telegrammi, fax ed e-mail sono stati inviati da fratelli della Svizzera, Canada, Francia e Olanda per esprimere il loro cordoglio per la dipartita del caro fratello Mascali.

La nostra speranza è che il seme che è stato sparso possa portare frutto per la Gloria di Dio.

Non possiamo che rinnovare a noi stessi quanto detto dalla Parola di Dio: “Scrivi, beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essi si riposano dalle loro fatiche perchè le loro opere li seguono” (Apocalisse 14:13).   

 

 

 

 

 

 

 

 

Tratto e liberamente adattato da il bollettino informativo dell’Istituto Evangelico Betesda – aprile 2004