John Whitefield,

“uomo di Dio”

 

 

 

ESSERE USATI DA DIO

George Whitefield fu uno degli uomini usati da Dio per promuovere un risveglio spirituale in Inghilterra nel diciottesimo secolo.

Nato a Gloucester da una famiglia povera passò la sua adolescenza, per dirlo con le sue stesse parole, da “bugiardo, volgare e dispettoso”.

Nonostante la miseria, a 18 anni riuscì a frequentare la famosa università di Oxford, in cambio di servizi resi a colleghi benestanti. Questa sua particolare posizione lo emarginava dal resto degli studenti, perché il rigido galateo oxfordiano vietava che gli studenti “servitori”, parlassero con quelli di un ceto sociale più elevato.

 

La sua permanenza a Oxford, contribuì in modo decisivo a dare una svolta alla sua vita.

Nel suo diario spirituale Whitefield annota come, nei tre anni precedenti al suo ingresso all’università, avesse in modo saltuario provato a essere religioso, visitando i carcerati e cercando di fare molte opere buone, ma senza essere passato attraverso l’esperienza del perdono dei peccati.

A Oxford conobbe John e Charles Wesley, due fratelli potentemente usati da Dio per il rinnovamento spirituale nella chiesa, chiamato “Metodismo” e che, tra l’altro, scrissero degli inni ancora oggi cantati da credenti di tutto il mondo.

Affascinato dal rigido stile di vita dei fratelli Wesley e di altri credenti, Whitefield cominciò a condurre una vita molto rigorosa.

Per i Wesley e gli altri fratelli, quello stile di vita aveva come obiettivo solo il desiderio di vivere per il Signore in un modo il più possibile in ubbidienza alla Sua Parola. Questo “metodo” di vivere, diede nome al “metodismo”, da cui ebbe origine la chiesa Metodista.

Whitefield, però, andò oltre e si applicò a osservare le pratiche ascetico-mistiche della chiesa Cattolica, per cui la religione consisteva solo nella completa rinuncia di se stessi, senza mai aver fatto un’esperienza personale con il Signore per la propria salvezza come base della vita cristiana. Di quel periodo scrive:
“Consumavo i cibi peggiori e digiunavo due volte alla settimana. Il mio aspetto esteriore era disordinato, perché pensavo che non fosse appropriato per un penitente essere pettinato. Usavo guanti di lana, indossavo un cappotto rattoppato e le mie scarpe erano sporche. Persistevo nel praticare una rigorosa rinuncia di me stesso, perché credevo che questo promuovesse il mio progresso spirituale”.

 

IN GINOCCHIO DAVANTI ALLA BIBBIA

Poi, grazie all’aiuto di alcuni credenti e attraverso la lettura di alcuni buoni libri, Whitefield cominciò a leggere la Bibbia.

Fu questo a rivoluzionare completamente la sua vita.

Mentre leggeva, pregava in ginocchio per comprendere il significato di ogni riga e di ogni parola e questo fu “un vero cibo e una vera vivanda” per la sua anima.

Scrisse: “Ho acquistato più benefici spirituali meditando per un mese la Parola di Dio, di quanti ne avrei acquistati leggendo tutti i libri degli uomini”.

In questo modo avvenne la sua conversione a Cristo, dopo di che non ricadde mai più nelle estreme forme di ascetismo, misticismo e legalismo che avevano caratterizzato la sua vita prima della nuova nascita.

Divenne un fervente predicatore del Vangelo e la sua predicazione nella potenza dello Spirito Santo, portò alla conversione migliaia di persone.

Memorabili sono state le sue riunioni all’aperto, sia a Londra che in altre città.

Si dedicava molto alla preghiera e alla meditazione; spesso passava serate intere cercando la faccia del Signore.

Un altro credente, che spesso aveva condiviso la stessa camera da letto con lui, raccontava che come sua abitudine si alzava sempre alle 4 del mattino, ma che spesso durante la notte si alzava per inginocchiarsi accanto al suo letto.

 

MORIRE IN UN ISTANTE

Una delle caratteristiche della sua persona fu la sua completa consacrazione al Signore.

Viveva per due cose: la gloria di Dio e la salvezza delle anime.

Spesso ripeteva: “Che il mio nome perisca e che il Nome di Cristo sia esaltato”.

...ma non era un “musone”, perché la gioia fu una delle sue caratteristiche.

La “gioia del Signore fu la sua forza”.

Predicò per più di 30 anni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, finché il Signore non lo chiamò a Se.

 

Tratto da «TRAGUARDO»  novembre 2003