Charles T. Studd

 

 


Forse il più famoso degli studenti volontari è considerato C.T. Studd, un illustre atleta universitario. Figlio di un ricco inglese, Studd è l’esempio del sacrificio d’ogni ricchezza e prestigio, per confrontare il messaggio dell’evangelismo mondiale con un’intensa dedicazione.

Possedeva uno zelo quasi frenetico, particolarmente nella sua vecchiaia, quest’ardore che lo portava a trascurare il suo benessere e quello della famiglia al fine di far avanzare il Regno di Dio.

Fu quest’incessante disciplina, combinata con mancanze nella sua personalità, che lo rese uno dei missionari più famoso e controverso della storia evangelica moderna.

 

Fu fondatore e direttore del W.E.C. (crociata d’evangelizzazione del mondo).

 

Il lusso e il benessere circondavano il giovane Studd mentre cresceva nella tenuta famigliare in Wiltsihre, nel 1870. Suo padre, Edward, aveva accumulato una fortuna nelle piantagioni in India ed era tornato in Inghilterra per vivere di rendita. La sua passione erano le corse dei cavalli, e per lui fu un gran giorno quando il suo cavallo vinse il premio nazionale.

Con una reputazione del genere, è comprensibile lo shock che ebbero molte persone quando seppero che Edward Studd si era convertito in una campagna evangelistica di Moody.

L’effetto fu immediato.

Vendette i suoi cavalli, abbandonò le corse e cominciò a tenere riunioni evangelistiche, impiegando le sue energie per la salvezza degli amici e familiari.

Due anni dopo, tutti e tre i figli si convertirono prima della morte improvvisa del loro padre, ma fu solo sei anni dopo, in seguito ad una malattia gravissima del suo fratello minore, che Studd dedicò la sua vita interamente per il servizio missionario.

La sua decisione suscitò molto scalpore, perché aveva superato anche i suoi fratelli nel giuoco del cricket, piazzandosi come uno dei più famosi giocatori d’Inghilterra.

A rendere più sensazionale la cosa, fu la decisione d’altri sei brillanti studenti di partire insieme a Studd per servire il Signore in Cina con C.I.M.

Perfino i giornali riconobbero che questa “ banda ”missionaria era veramente unica nella storia delle missioni, ma dal punto di vista dei familiari, era un tremendo spreco d’intelletto e d’abilità.

 

La sua permanenza in Cina durò meno di dieci anni, ma era densa d’attività.

Subito dopo il suo arrivo incontrò e sposò Priscilla Steward, che serviva in Cina con l’Esercito della Salvezza.

Dalla loro unione nacquero quattro figlie.

Gli anni di lavoro nel nord della Cina furono pieni di difficoltà, ma dopo essersi stabiliti, il loro ministerio si espanse: Priscilla nel suo lavoro evangelistico con le donne, e Charles con i drogati in oppio.

Nonostante Studd avesse ricevuto una sostanziosa eredità, (equivalente a più di 650 milioni di lire), li diede tutti via e scelse di vivere interamente per fede come gli altri missionari del C.I.M. andando così incontro a difficoltà finanziarie.

 

La cattiva salute costrinse Studd a ritornare in Inghilterra con la sua famiglia nel 1894, e i seguenti sei anni furono spesi a predicare in favore delle missioni, sia negli Stati Uniti sia nell’Inghilterra.

Moltissimi venivano ad ascoltare i suoi messaggi, e centinaia di giovani si fecero avanti alla chiamata missionaria.

Nel 1900 Studd si trasferì con la sua famiglia in India, dove per sei anni ministrò ai coltivatori che parlavano inglese.

Questi anni di lontananza dal lavoro missionario però non lo soddisfecero, e quando se ne ritornò in Inghilterra piegato dalla cattiva salute, continuò i suoi giri di predicazione per la missione, senza però sentirsi mai veramente al centro della volontà di Dio.

       

Fu un cartello su una porta con le parole “ I CANNIBALI CERCANO MISSIONARI ”, che cambiò il corso della vita di Studd.

Dopo essersi informato, venne a conoscenza di centinaia di migliaia d’indigeni nelle tribù del Centro-Africa che non avevano mai udito il Vangelo, “ perché nessuno mai era andato a parlare loro di Gesù ”.

La vergogna scese in fondo alla sua anima, e quando si chiese: perché nessuno c’è mai andato?”, il Signore gli rispose: “perché non ci vai tu?”.

“I dottori non me lo permettono” fu la pronta replica di Studd, ma la risposta giunse ancora più convincente: non sono Io forse il buon dottore? Non posso Io portarti avanti? Non posso Io mantenerti lì?”.

Non c’erano più scuse, doveva essere fatto.

 

La decisione di Studd di andare in Africa fu sconvolgente per Priscilla, che già soffriva di una debolezza al cuore. Come poteva lasciarla ed inseguire un progetto così selvaggio? Aveva già 50 anni, malato e senza aiuti finanziari!

Lei si oppose fortemente, ma Studd convinto della sua chiamata, se n’andò per un giro d’esplorazione nel 1910, ritornando un anno dopo per fare piani per la sua nuova missione: H.A.M. (Missione nel cuore dell’Africa).

Nel 1913, con un assistente, Alfred Buxton, che più in la diventò suo genero, Studd iniziò la sua avventura nel Congo Belga, avventura che durò 18 anni.

Nonostante avesse ricevuto notizie che Priscilla soffriva di complicazioni al cuore, si rifiutò di tornare indietro.

L’opera del Signore, per lui, veniva prima d’ogni altra cosa.

Nel 1916, durante la sua unica visita a casa, Studd trovò Priscilla in ottima salute e più attiva che mai, portando avanti un opera missionaria in ufficio.

Negli anni che seguirono Studd riuscì a reclutare molte persone, compresa sua figlia Edith, che poi sposò Alfred Buxton, e l’altra figlia Pauline, che arrivò in Africa insieme a suo marito Norman Grubb.

In ogni modo l’afflusso di molti missionari fece nascere alcuni problemi riguardanti differenze dottrinali e di metodi. Perfino i suoi generi trovarono Studd una delle persone più difficili con cui lavorare, perché Studd aveva sacrificato tutto per l’Africa, e si aspettava lo stesso dagli altri.

lavorava 18 ore al giorno, “… senza pause, senza distrazione ”.

Ai missionari era richiesto di vivere una vita secondo lo stile africano, evitando qualunque apparenza di vita opulenta occidentale.

 

Nel 1918, dopo solo cinque anni nel campo di missione, C.T. Studd scriveva: “ il progresso della missione è meraviglioso, persone vengono da ogni dove, e stiamo facendo servizi battesimali ogni settimana. I convertiti stanno evangelizzando vicino e lontano”.

La giornata di lavoro di Studd cominciava alle sei, ed egli richiedeva la stessa cosa agli africani ed ai missionari, quindi la devozione personale doveva essere finita prima di quest’ora.

Quando Grubb suggerì di fare una riunione speciale di preghiera per risveglio, Studd rispose: “...non credo nel pregare durante l’orario di lavoro. Facciamo la riunione alle quattro del mattino ”.

Grubb si alzò alle quattro per la sua devozione personale, ma sentì “…il banjo del vecchietto che era già all’opera. Egli aveva radunato alcuni africani per una riunione di preghiera ”!

        Questo tipo di vita cristiana era troppo rigorosa per molti africani e per molti missionari, ma Studd aveva tempo per chiunque avesse in mente una consacrazione totale. Perfino sua figlia Edith lo lasciò insieme a suo marito.

Nel 1920 nonostante il duro lavoro e la sua dedicazione, Studd perse rapidamente i contatti e il supporto dei credenti del suo paese, specialmente dopo la morte di Priscilla nel 1929.

Le sue richieste rigorose e la sua visione negativa dei cristiani in Africa, che per lui erano pigri e carnali, crearono una controversia che si aggravò con la pubblicazione di un libretto intitolato: “ D.C.D. ” ( “Dont’t care a damn ”, che parafrasa un’espressione inglese molto cruda. Ndt).

Questo libretto era una frecciata contro i credenti addormentati, e scandalizzò parecchi suoi sostenitori, che cessarono di mandargli offerte.

 

A causa della sua cattiva salute e della sua attività frenetica, Studd trovò sollievo con tavolette di morfina, e quando il comitato direttivo lo venne a sapere, decise di destituirlo dal suo incarico e si preparò a riorganizzare la missione senza Studd.

Ma la morte del missionario sorprese tutti, e Normann Grubb prese la direzione del WEC.

Negli anni successivi la morte di Studd, Grubb testimoniò della crescita costante di missionari, fino a raggiungere tutto il globo nel 1932, con più di 900 missionari, tra i quali era la coraggiosa Helen Roseveare.

 

L’opera di Studd non si è fermata alla sua morte.

Nel 1941, infatti, fu fondata una nuova branca dell’opera per la diffusione mondiale di pubblicazioni cristiane: la Crociata del Libro Cristiano (CLC), che al giorno d’oggi è presente in 43 paesi con 77 lingue.

Se è vero che l’intensità della dedicazione di Studd mise in crisi molti, e lo portò a fare delle cose che attirarono molte critiche, è anche vero che motivò molti altri ad un servizio totale. “ Noi dobbiamo essere intensi ”, scriveva, “… e la nostra intensità deve continuare a crescere ”.

Questa intensità emerge soprattutto nei suoi scritti.