ROSANIA Giuseppe

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Giuseppe Rosania nacque a Foggia il 23 luglio del 1922, penultimo di sette fratelli. Orfano di madre a soli due anni, suo padre morì nel 1939.

Rimasto solo con i suoi fratelli, il giovane Giuseppe Rosania cominciò a lavorare come operaio a 18 anni nell’Istituto Poligrafico dello Stato a Foggia.

Entrata in guerra l’Italia, il fratello Rosania fu arruolato nell’esercito come autista in Albania e in Italia dal 1940 al 1946, quindi riprese il suo lavoro. Nello stesso anno cominciò a fare volontariato nella Gioventù cattolica.

Si sposò nel 1947 con Michelina La Riccia e, nel 1948, un collega, Vincenzo Eronia, iniziò a parlargli dell’Iddio vivente e del battesimo dello Spirito Santo.

Il fratello Rosania accettò questa testimonianza e cominciò a frequentare i culti dei primi credenti pentecostali a Foggia.

Questa piccola chiesa pentecostale doveva spesso spostare il luogo d’incontro fraterno, perché c’era ancora la persecuzione religiosa. Si riunivano così nella zona “casermette”, in case private, in campagna, in stalle, nei vagoni ferroviari abbandonati e frequentati da gente povera, nelle buche scavate dalle bombe, nei pressi del cimitero comunale, ovunque con zelo e fervore.

Il Signore battezzava con lo Spirito Santo, guariva e così altre persone accettavano il messaggio della salvezza in Cristo.

Nel 1949 il fratello Rosania fu battezzato nelle acque fredde del fiume Celone, confessando la sua fede in Gesù Cristo. Subito dopo cominciarono persecuzioni, prove e minacce da parte dei suoi colleghi al lavoro e di licenziamento da parte dei dirigenti. Perfino i suoi familiari lo ritenevano uscito fuori di senno e sua moglie lo contrastava violentemente, ma questo giovane credente resisteva con fermezza e dolcezza a tutte le prove. Sua moglie Michelina, infatti, si convertì al Signore nello stesso anno.

La giovane coppia cristiana ospitò, quindi, per alcuni anni in casa fratelli e sorelle in difficoltà; anche la chiesa nascente pentecostale si riuniva nella loro dimora.

La grazia e la benedizione del Signore erano su tutti questi fratelli, il Signore Gesù battezzava i fedeli con lo Spirito Santo e la chiesa cresceva di numero tanto che si sentì la necessità, per potersi riunire, di comprare un locale, che fu dedicato al Signore nel biennio 1952-53.

Sorgeva così la prima chiesa pentecostale a Foggia in Vico San Martino 11 e nel 1954 il fratello Rosania veniva nominato pastore della comunità di Foggia.

A piedi e in bicicletta il fratello Rosania insieme ad altri fratelli continuò ad evangelizzare diversi paesi della provincia (Pietramontecorvino, Stomarella, Rocchetta S. Antonio, Lacedonia, Casalnuovo della Daunia, Castelnuovo Monterotaro, Chieuti, Torremaggiore, San Severo, Margherita di Savoia). Sorsero, grazie a Dio, fiorenti comunità che il fratello Rosania e gli altri fratelli curavano con amore e sacrificio.

Nell’aprile del 1951 i fratelli Giuseppe Rosania e Mario Palatella furono arrestati dai Carabinieri durante un culto nella casa di una sorella a Pietramontecorvino; fu fatto loro un processo e il giudice li condannò a 20 giorni di reclusione con una multa pecuniaria rilevante. Per buona condotta fu loro condonata la carcerazione e, dopo quell’episodio, molti si convertirono in quel paese, tra i quali il marito e i figli di quella

sorella.

Il compito di pastore e di evangelista era gravoso e il fratello Rosania chiese al fratello Giovanni Ferri di venire a Foggia per diventare il pastore della comunità mentre egli avrebbe fatto da collaboratore.

Ciò avvenne e il fratello Ferri fece il pastore della comunità di Foggia dal 1953 al 1980.

Negli anni successivi il numero dei credenti aumentò di molto e il locale di Vico S. Martino diventò decisamente piccolo, così che nel 1982 fu acquistato un terreno per costruirne uno nuovo e più grande con l’aiuto del Signore.

La sua fede contagiante coinvolse tutti i credenti che generosamente contribuirono con le loro offerte e la loro laboriosità.

Grazie alla sua testimonianza di fedele servo del Signore tutte le porte degli amministratori locali si aprirono e così il progetto e tutte le incombenze burocratiche furono approvate e, dopo cinque anni dall’approvazione del progetto, il nuovo locale eretto in via Tito Serra 10 fu dedicato al Signore all’inizio dell’anno 1995.

Con rinnovate forze e vigore il fratello Rosania ha continuato a servire il Signore ed i suoi fratelli fino all’anno 2001, quando continuò a servire il Signore come pastore onorario della comunità.

Un pastore - diceva il fratello Rosania - non va mai in pensione”, così ha continuato nel suo servizio visitando regolarmente due volte alla settimana alcuni detenuti del carcere di Lucera e di Foggia e alcune chiese della provincia.

Nel settembre del 2005, mentre stava facendo visita spirituale ad alcuni detenuti nel carcere di Foggia, il fratello Rosania veniva colto da malore, successivamente fu ricoverato in ospedale ed anche lì ebbe modo di predicare e di testimoniare ad un giovane della grazia e dell’amore del Signore.

Amo tutti e perdono di vero cuore”, queste sue parole devono essere ricordate da tutti coloro che lo hanno amato.

Il giorno 5 Novembre 2005, il fratello Rosania ha raggiunto la tanto agognata patria celeste.

Il giorno successivo quasi un migliaio di persone, tra parenti, amici, fratelli e sorelle in Cristo, hanno partecipato al culto di funerale.

 

Davide Rosania

Tratto da «Risveglio Pentecostale»  aprile 2006