REGGIMENTI Felice

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Con Felice Reggimenti ci ha lasciato un servitore di Dio umile, zelante e mai pronto ad accettare compromessi. Tutti i fedeli lo ricordano insieme ai figli, uno dei quali ha preso il suo posto a Silvi Marina (TE).

Francesco Toppi

 

 

Domenica 18 settembre è tornato alla casa del Padre celeste il fratello Felice Reggimenti, pastore emerito della chiesa di Silvi Marina.

Nasceva il 6 maggio 1931 a Forca di Valle, frazione di Isola del Gran Sasso (TE), da una famiglia semplice ed onesta, ultimo di tre figli.

A diciassette anni, nel pieno della gioventù ed insieme ai suoi due fratelli, ricevette il messaggio potente dell’Evangelo, che rivoluzionò la loro vita.

Si battezzarono all’aperto presso la piccola ma fervente chiesa di Tossicia (TE).

Era il 25 dicembre 1948 e c’era la neve.

La Parola di Dio e la potenza dello Spirito Santo scatenarono in lui un unico desiderio, quello di “servire il Signore con integrità”.

Ben presto incontrò Isabella, colei che sarebbe stata sua moglie, e con lei percorse, nonostante le svariate difficoltà che la vita offrì, un’esistenza serena, concorde e consacrata al Signore, piena di conquiste e coronata dalla benedizione di otto figli.

Dopo i primi due bambini, si trasferì a Roma per intraprendere nuove attività imprenditoriali.

Nella cittadina di Tor Lupara di Mentana (RM), venne usato dallo Spirito Santo, non solo per alcuni anni nella conduzione della chiesa locale, ma anche nelle manutenzioni del primo “Villaggio Betania”, che tuttora ospita gli attuali locali di “Casa Emmaus”, nella scelta del terreno e nella costruzione dell’allora nuovo Istituto Betania, che ospitava bambini orfani e bisognosi, nonché nella realizzazione dell’attuale locale di culto.

Era sempre disponibile, pronto a far fonte a qualsiasi situazione, disposto ad affrontare tutti i problemi della vita a qualsiasi costo, con integrità e senza accettare compromessi.

Per quest’ultima ragione, nel 1974 chiuse tutte le attività edilizie a Roma e trasferì la sua famiglia a Silvi, in Abruzzo, dove iniziò ad evangelizzare la zona testimoniando dell’amore di Cristo.

Si costituì una comunità A.D.I. che egli condusse per diversi anni.

Il messaggio che il fratello Felice aveva a cuore tuona ancora: “Gesù ti ama e desidera avere un incontro personale, per donarti gratuitamente la vera pace, la vera gioia e la vita eterna”.

Ha vissuto una vita al servizio del Signore Gesù e uno dei suoi desideri era quello di rimanere fedele sino alla fine dei suoi giorni.

Nonostante la grave malattia lo abbia provato sino agli estremi limiti, ha dato esempio di umiltà e fedeltà fino all’ultimo alito di vita, lodando Dio e pregando per i figli, per i parenti e per gli amici e spesse volte diceva: “Vi amo tutti”.

Un vivo ringraziamento va a quanti sono stati al suo fianco, in questo periodo di malattia.

Possiamo ringraziare il Signore per un padre come Felice, che ci ha accompagnato in questa vita terrena per 74 anni.

 

I figli

 

Tratto da «Risveglio Pentecostale»  maggio 2006