Raffaele Pignone

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Il 20 dicembre 2003 il Signore ha richiamato a Sé il fratello Raffaele Pignone, pastore o meglio “anziano”, come egli soleva essere definito, della prima comunità pentecostale di Bari.

Dal 1938 al 1987 ha svolto il proprio ministerio con fervore e dedizione a favore della chiesa del capoluogo pugliese.

Raffaele Pignone era nato a Bari il 6 giugno 1910.

Dopo un’infanzia molto povera e difficile, in età giovanile, con grande forza d’animo e superando molteplici difficoltà, riuscì ad essere assunto, in qualità di manovale, nelle Ferrovie dello Stato. Dopo breve tempo fu trasferito a Messina, dove entrò in contatto con l’Evangelo e si convertì al Signore il 24 ottobre 1933.

La sua vita fu completamente trasformata e mise in evidenza le doti fondamentali del suo carattere.

Nel 1938, trasferito di nuovo a Bari, vi giunse con la sua consorte, Vittoria Perrone, insegnante elementare, già membro della comunità pentecostale di Messina.

La comunità di Bari era sorta nel 1933 tra la popolazione meno abbiente della città, per l’opera di evangelizzazione di Francesco Giancaspero e di altri fedeli testimoni dell’Evangelo.

Nel 1935, quando iniziò la persecuzione con la messa al bando del Movimento Evangelico Pentecostale, il fratello Giancaspero continuò a curare la chiesa con l’aiuto del professor Francesco Gullace, insegnante di matematica e fisica, il quale, a causa della propria fede in Cristo, subì diversi trasferimenti, prima in Puglia ed infine nelle Marche.

Quando Raffaele Pignone tornò a Bari, fu incaricato di presiedere la piccola comunità che si radunava clandestinamente in abitazioni di credenti.

Egli stesso, identificato dalla polizia come il responsabile del gruppo, nell’intento di distruggere

l’opera, fu trasferito d’autorità a Rocchetta Sant’Antonio, in provincia di Foggia.

Egli non abbandonò il proprio ministerio e, per tre anni e mezzo, con grande sacrificio, continuò a curare la comunità settimanalmente.

Fu anche denunciato per aver celebrato clandestinamente dei battesimi presso il mare, ma il tribunale lo assolse perché non era colpevole di reato.

Venuta successivamente la libertà di culto, il Movimento Pentecostale continuò comunque ad essere osteggiato, in quanto il governo di allora riteneva ancora valida l’iniqua circolare del 1935 emanata dal Ministero dell’Interno contro i pentecostali.

Questa situazione, nel 1947, spinse novanta rappresentanti di centosessanta comunità sparse in Italia a riunirsi in assemblea per la costituzione di un’associazione di chiese pentecostali, denominate “Assemblee di Dio in Italia”, allo scopo di predicare liberamente l’Evangelo.

Raffaele Pignone fu uno dei più appassionati partecipanti a quella riunione, sostenendo che occorreva assolutamente avere tutta la libertà per annunciare la Buona Novella.

Non si può parlare di Raffaele Pignone senza nominare il suo fraterno amico e collaborare nell’opera comunitaria e di evangelizzazione, Francesco Marazia, il quale fu eletto al suo posto nel giugno 1987 e  riconfermato fino al 1993, quando dette le dimissioni per motivi d’età e di salute.

I fratelli Pignone e Marazia, lavorando in simbiosi, hanno svolto per anni una triplice attività, quella spirituale per la comunità di Bari, quella evangelistica e, con la collaborazione di molti altri credenti, hanno fondato comunità in almeno altre otto località della provincia, fino ad interessarsi per qualche anno anche della lontana provincia di Lecce, dove oggi esistono ben tredici chiese e gruppi.

La visione di Pignone e Marazia, quest’ultimo dedicato particolarmente all’attività amministrativa, incoraggiò, superando grandi difficoltà economiche, la generosità della comunità di Bari che per un lungo tempo aveva vagabondato da un locale in fitto all’altro.

Furono acquistati, anche con l’aiuto di credenti baresi che erano all’estero, i locali di Via Luigi Pinto, ancor oggi utilizzati dalla comunità. In seguito, sul suolo acquistato a Corso Mazzini, fu costruito anche l’attuale, più ampio, locale di culto.

Raffaele Pignone, con il suo carattere intemerato e il suo atteggiamento deciso, ha riscosso grande notorietà anche fuori delle Puglie.

Chi non ricorda i suoi interventi, talvolta “esplosivi”, nei vari convegni ed incontri, quale integerrimo difensore della semplicità della dottrina e dell’etica pentecostale?

Dal 1987, ospite amato e rispettato dell’Istituto Evangelico Eben Ezer a Corato (BA), ha continuato con fervore, nonostante la propria debolezza fisica, a richiamare autorevolmente pastori e credenti alla semplicità e alla spiritualità pentecostale dell’inizio del Risveglio.

 

Chi scrive ha avuto l’onore di ricevere, attraverso gli anni, ben 289 note dal fratello Pignone, con riflessioni di carattere etico, spesso ripetute, ma degne di essere lette e meditate.

L’ultima risale al primo ottobre 2003.

La lettera che l’accompagnava si conclude così: “Fiducioso nel Signore che tu pregherai a Dio per un buona [mia] vecchiaia finché il Padre celeste mi raccoglie nelle Sue braccia in Cristo Gesù, accetta cristiani saluti assieme alla tua cara famiglia. Anche alla chiesa tutta di Roma dal vecchio servitore di Dio e del Suo Figliuolo Gesù Cristo, dall’umile tuo fratello in fede, Raffaele

Pignone. Ricorda: buono con tutti, affabile con tutti, ma severo con la Parola di Dio!”.

 

Egli ci ha lasciato improvvisamente alla veneranda età di novantatrè anni, per raggiungere la Casa del Padre.

La sua energica testimonianza, dedicata alla totale ubbidienza alla Parola di Dio, possa essere di richiamo e di sprone, perché il Risveglio pentecostale “genuino” non subisca l’inquinamento di modelli estranei alla semplicità della nostra vocazione cristiana.

 

Francesco Toppi

 

 

tratto da «RISVEGLIO PENTECOSTALE» giugno 2004