PEYROT Giorgio

 

Questo esimio giurista evangelico, tipico valdese delle valli, fu brusco di carattere, ma costituì un esempio di correttezza etica evangelica.

Nonostante fosse professore di Diritto Ecclesiastico all’Università “La Sapienza” di Roma, accettò di essere titolare dell’Ufficio Legale del Consiglio Federale delle Chiese Evangeliche e profuse tutte le sue energie in difesa della libertà religiosa per gli evangelici in Italia e, in particolare, in difesa delle Chiese Pentecostali delle Assemblee di Dio in Italia.

Oltre ad essere uno strenuo difensore della separazione fra Chiesa e Stato, fu, allo stesso tempo, sostenitore del diritto del riconoscimento della libertà religiosa come punto essenziale di uno stato laico.

Fu animatore di tante iniziative, incontri e conferenze sulla libertà religiosa nonché autore di numerosi testi.

Il più caro, per chi scrive, è “La Circolare Buffarini Guidi e i Pentecostali”, pubblicato nel 1955 dopo che egli stesso, con i suoi autorevoli interventi, ne aveva ottenuto l’annullamento.

Quando ormai Giorgio Peyrot aveva lasciato il servizio attivo, mi onorò inviandomi una copia di quel volumetto, ora presso l’Archivio ADI di Roma, con questa dedica significativa: “All’amico fraterno F. T. perché, nel perdono che dobbiamo a coloro che non ci amano, il ricordo sempre vivo di fatti contribuisca meglio dell’oblio a mantenere vivo anche il nostro perdono (3 maggio 1984)”.

Un’altra frase che ricordo, riguardante la sua fede ed il suo rapporto con Dio, è quella che disse in una delle tanti riunioni evangeliche: “Per caso sono nato e vissuto

in un paese che non è mio, perché il mio vero Paese si trova lassù”.

 

Francesco Toppi

 

Tratto da «Risveglio Pentecostale»  marzo 2006