D.L. Moody : «Il Pazzo».

 

 

Moody disse: “sono l'uomo più sopravvalutato d'America”, ai giornalisti nel 1870 dopo aver tenuto con successo le sue riunioni di risveglio a Philadelphia e a New York. Definiva se stesso “un portavoce e l’espressione di una profonda e misteriosa onda di sentimenti religiosi che stava attraversando la nazione”.

Ed è una vera meraviglia che Dio abbia usato Moody per propagandare questa “onda misteriosa”. Spesso Moody reagiva bruscamente verso persone e piani, giungendo perfino a lasciare il comitato del suo promettente Istituto Biblico di Chicago; oppure in un’altra occasione, ad offendere i leaders  durante una campagna evangelistica. La sua iniziale sfrontatezza nell’evangelismo gli aveva fatto guadagnare il titolo di “Moody il pazzo”.

Non fu mai ordinato al Ministerio. Infatti non aveva nessun titolo universitario e non aveva mai frequentato un’università. Errori di pronuncia costellavano le note dei suoi sermoni, e le lettere ad amici e parenti contenevano errori grammaticali sufficienti a far scuotere la testa agli insegnanti Vittoriano d’Inglese. Malgrado la sua scarsa educazione e suoi modi rozzi, Moody presentò il Vangelo a più di 100 milioni durante i suoi 40 anni di Ministerio. Come riuscì a colmare queste lacune? In ogni cosa che faceva cercava umilmente la guida del Signore.

 

Moody dal cuore tenero.

 

Dio usò Moody dal cuore tenero.

Dopo essere ritornato da una campagna evangelistica di successo durata circa due anni, in Scozia, Irlanda e Inghilterra, l’evangelista iniziò un viaggio di circa tre anni negli Stati Uniti, predicando indifferentemente nelle grandi come nelle piccole città. Parlò nei depositi dei binari abbandonati, in chiese grandiose, ed anche all’aperto. Iniziò a Brooklyn, (New York) in una pista di pattinaggio che era stata decorata per l’occasione.

A Philadelphia, lo stadio ospitò circa 12.000 persone ad ogni riunione e spesso era già stracolmo un’ora prima degli incontri.

Un anno dopo, Moody ritornò a New York City e parlò all’Ippodromo, la futura sede del Madison Square Garden. Il New York Times si era opposta alla campagna, ma quando fu terminata dichiarò: “ il lavoro svolto quest’inverno dal signor Moody in questa città per emancipare la morale pubblica e privata, vivrà! Gli alcolizzati sono diventati sobri, i viziati virtuosi…gli ignobili nobili, gli impuri puri…una nuova speranza ha sollevato centinaia di esseri umani. Una nuova consolazione è venuta agli afflitti. Ed un principio migliore è entrato nella sordida vita di ogni giorno, attraverso l’opera svolta a favore di questi uomini modesti”.

Moody non teneva mai il conto dei nuovi convertiti, ritenendo che fosse difficile stabilire se queste conversioni fossero genuine; ma la potenza che era sopra coloro che si convertivano per mezzo suo, era degna di nota.

Vent’anni dopo le riunioni tenute all’Ippodromo da Moody nel 1876, il pastore James Hoadley della Chiesa di Fede Presbiteriana di New York scrisse a Moody dicendo che 139 persone divennero membri della chiesa presbiteriana, 121 dei quali erano appena convertiti. “La maggior parte di questi venne a Cristo sotto la spinta delle riunioni di risveglio da lei tenute. Solo una piccola percentuale è andata perduta”.

 

Il sole splende più intenso.

 

Il giovane Moody ebbe questo zelo per le anime fin dalla sua conversione.

Sesto figlio di Edwin e Betsey Moody, perse suo padre a quattordici anni; si trasferì a Boston a diciassette anni divenendo venditore di scarpe. Lavorava per suo zio, Sam Holton, che insistette affinché il ragazzo frequentasse la Chiesa Congregazionale di Mt. Vernon. Ascoltò qui per la prima volta il pastore Edward Kirk, che predicava con “fiera eloquenza” e che “riusciva a sciogliere i peccatori induriti e portarli alla penitenza ed all’amore”.

Un giorno un monitore della scuola domenicale di Moody, lo andò a visitare sul posto di lavoro dove lo trovò sul retro che impacchettava e sistemava scarpe. Edward Kimball, così si chiamava, mise la sue mani sulle spalle curve di Moody e, guardando il giovane negli occhi, gli chiese di venire a Cristo, “che ti ama e che vuole il tuo amore e che dovrebbe riceverlo”.

La mattina dopo, Moody, si svegliò in una città diversa. “Il vecchio sole risplendeva in un modo come mai prima di allora. Mi sembrava che stesse sorridendo solo a me; e mentre camminavo per Boston e sentivo cantare gli uccelli sugli alberi, pensavo che stavano cantando una canzone solo per me…non avevo amarezza verso altre persone, ed ero pronto a mettere nel mio cuore tutti gli altri esseri viventi”.

Questo amore per le persone lo portò a presentare la sua fede a quasi tutti coloro che incontrava, iniziando dai bambini. Moody attraeva i bambini attraverso il suo zelo e la sua compassione, qualità che avrebbe contraddistinto ogni sua campagna evangelistica. Andava su e giù per le strade con le tasche piene di caramelle e gingilli, come un buon vecchio zio. Ai bambini donava anche dei sorrisi, colpetti di incoraggiamento e un invito. I bambini amavano fare un giro cavalcando il suo “pony del Vangelo”, dono fattogli dal suo sostenitore, John Farwell, mercante di bestiame.

Nell’estate del 1859, seicento bambini frequentavano la riunione della scuola domenicale. Nel 1683 aprì un edificio con varie classi e con un auditorio che presto si riempì con 1500 bambini. La compassione di Moody e la sua onestà riuscivano ad attirare adulti e bambini al Vangelo.

 

Nel  1860, il suo zelo per le anime lo portò a lasciare il lavoro secolare, per occuparsi a pieno tempo dell’evangelizzazione, anche se l’anno prima era riuscito a guadagnare 5000 dollari solo di commissioni sulle vendite. Così, si concentrò solo sull’evangelizzazione per le strade attraverso il YMCA, dove servì come presidente in Chicago nel 1860 e per il quale raccolse i fondi per costruire Farwell Hall.

 

Sei un cristiano?

 

Moody si sentiva a proprio agio per le strade.

Sei un cristiano?” chiedeva alle persone che gli passavano accanto. Lo gridava dalla piattaforma, ama ricordare la figlia di Farwell, Abbey. Lo sussurrava nei corridoi, seduto al tuo fianco all’ora di cena, mentre camminava con te sul marciapiedi, praticamente ovunque. A volte le persone lo ridicolizzavano a motivo della sua fede fervente. Una volta chiese ad un uomo appoggiato ad un lampione: “sei un cristiano?”. Costui lo maledì, gli disse di farsi gli affari suoi e più tardi disse ad un amico che l’evangelista lo aveva insultato.

Dopo tre mesi, Moody, quasi inciampò per la fretta di giungere fino alla porta di casa, perchè qualcuno, dopo mezzanotte, bussava insistentemente.

Lì davanti c’era l’uomo che avevo fatto arrabbiare vicino al lampione, che diceva di non avere pace, e mi pregava dicendo: «dimmi, cosa devo fare per essere salvato?»”.

In quel periodo, Moody aveva fatto voto di non passare il giorno senza aver parlato almeno ad una persona di Cristo.

 

Il rammarico di Moody.

 

L’evangelista si rammaricava di una sola cosa nella sua vita, e questa era di non aver chiesto, la sera dell’8 ottobre 1871 (la sera del grande incendi di Chicago), alla Congregazione riunita di ricevere Cristo come loro Salvatore. Quella sera Moody aveva predicato al maggior numero di persone mai riunite in Chicago.

L’argomento della sua predicazione era “cosa devo dunque fare con Gesù, che è chiamato il Cristo?” una volta terminato, chiese ai presenti di considerare la domanda e di trovare una risposta per la domenica successiva, quando sarebbero tornati.

Non tornarono.

Le sirene dei pompieri suonarono mentre si stavano alzando dalle sedie, l’edificio bruciò e la congregazione scappò disperdendosi.

Ventidue anni dopo,, nel giorno dell’anniversario dell’incendio, Moody predicò ad un’altra congregazione dicendo: ”…ho guardato fra tutti voi e non c’è nessuno qui, stasera, che appartenga alla congregazione alla quale ho predicato quella sera. Una lezione che ho imparato quella sera è che…debbo predicare per imprimere Cristo nelle persone e debbo cercare di portarle a prendere una decisione nello stesso momento”.

 

In modo maggiore.

 

Solo alcuni mesi prima, Moody, aveva dichiarato che non avrebbe mai permesso agli inviti “non-evangelistici” di distrarlo dal predicare negli Stati Uniti, di distrarlo da un lavoro su vasta scala.

Cominciò a preparare un tour evangelistico in Gran Bretagna, nel momento in cui si rendeva conto di essere troppo preso dai dettagli della sua chiesa e dall’YMCA.

Ben presto si concentrò solo sul predicare e vincere anime per Cristo, e Moody comprese che si era lasciato distrarre e si era impegnato per visioni minori.

Era giunto il momento di favorire maggiormente l’evangelizzazione.

Iniziò la sua prima campagna oltreoceano lentamente nel 1873, con poco riscontro in York e Sunderland (Inghilterra). A Newcastle la cose cambiarono, la partecipazione subì un rialzo e Moody cominciò con successo ad inserire alcune novità:

·      una stanza appartata dove le persone che avevano risposto alla chiamata potevano essere consigliate;

·      riunioni speciali incluse quelle per donne e bambini;

·      informazioni riguardanti i suoi impegni nelle varie chiese locali così i nuovi convertiti potevano invitare amici e parenti.

Successi più grandi l’aspettavano in Scozia.

Durante i 5 mesi in Scozia i suoi messaggi erano brevi se paragonati ai sermoni ai quali le varie chiese locali del tempo erano abituate; presentava il Vangelo in modo semplice, con storie illustrate ed umoristiche per mantenere costante l’attenzione. Presentava con efficacia anche l’ira di Dio, invitando così gli ascoltatori a meditare sulla bontà di Dio e sul Suo perdono. Continuava comunque a chiamare il peccato “corrotto”, “nero” e “vile”. Fortunatamente la caduta di Adamo ci ha rivelato “l’Amore di Dio”, spiegava Moody; “…se il tuo peccato si mette davanti a te come una montagna scura, ricordati che il Sangue di Gesù purifica da ogni peccato”.

 

Gioia contagiosa.

 

I quattro mesi di Moody a Londra, furono l’apice del suo tour in Inghilterra. La sua enfasi sull’Amore di Dio era in contrasto con la condanna infernale degli evangelisti che lo avevano preceduto. “ Esultava nella grazia gratuita di Dio”, citava un osservatore “la sua gioia era contagiosa. Gli uomini balzavano fuori dalle tenebre, entravano nella luce, e da quel momento cominciavano a vivere una vita cristiana”.

L’arte oratoria di Moody era potente, anche se il suo enunciare era indistinto e il suo ritmo veloce.

Suo malgrado, questo suo esprimersi in modo perentorio e categorico, condito con aneddoti, catturava immediatamente l’attenzione degli spettatori. Forse fu proprio questo stile rapido e mozzato che catturava l’attenzione delle fole le quali ascoltavano l’evangelista che li confortava con il Vangelo.

 

Insegnamento gratuito.

 

Nel 1880, l’istruzione venne aggiunta come strumento per l’evangelizzazione…Moody fondò l’Istituto Biblico di Chicago e la scuola secondaria di Northfield per preparare gli studenti al ministerio nelle città. Nel 1881 fondò la Mount Hermon Scool, una scuola per soli ragazzi, mentre il suo seminario di Northfield per sole ragazze (costruito 2 anni prima), contava già 100 studentesse. Il suo lascito più importante fu l’Istituto Biblico di Moody (in origine: Istituto Biblico di Chicago), che ha inviato più di 6000 missionari in terra straniera.

L’evangelista sfidò i suoi sostenitori a raccogliere fondi fino a 250.000 dollari per provvedere un fondo operativo che desse all’Istituto l’opportunità di offrire l’insegnamento gratuito. Era certo che Dio avrebbe provveduto ai fondi necessari. “Dio non ha mai operato alcunché senza aver già provveduto agli uomini l’abilità di portarla a compimento” disse ai suoi sostenitori nel 1886.

 

Cominciare a muoversi.

 

Qualsiasi fossero le sue mancanze, Moody infiammava i credenti con zelo per Cristo. Attraverso di lui, sette giocatori di cricket inglesi, tutti uomini di grande preparazione atletica, stato sociale e posizione finanziaria, dedicarono la loro vita alla missione in Cina. I sette di Cambridge portarono molti altri studenti universitari a Cristo con il loro messaggio prima di imbarcarsi per la Cina. Uno di questi sette, C.T. Studd, fondò la Crociata per l’Evangelizzazione Mondiale, un comitato missionario a capo di circa un migliaio di missionari.

Più tardi Moody tenne una conferenza biblica a Northfield alla cui conclusione cento studenti si impegnarono per le missioni internazionali.

Nel giro di un anno, più di 2000 studenti si unirono a quello che sarebbe diventato il Movimento Volontario degli Studenti Cristiani per il servizio oltreoceano.

Anche se Moody fu l’organizzatore del Movimento, lasciò ad altri la conduzione. “Il mio lavoro consiste nel cominciare a muovere le cose” disse semplicemente.

E Moody, l’evangelista diretto ed esplicito, fece veramente muovere le cose nelle vite dei poveri, dei giovani e delle masse introducendoli al Vangelo.

Anni dopo la sua morte, il figlio Paul scrisse di come trovava meraviglioso “l’uso che Dio fece di lui malgrado le sue limitazioni”.

Servendosi di Moody, Dio usò qualcuno che, malgrado i suoi limiti, era disposto a fondare scuole bibliche, ispirare missionari, e vincere migliaia di anime per Cristo.

 

La vita di D.L. Moody.

 

·      1837 : nasce a Northfield, Massachusset

·      1855 : si converte a Boston

·      1858 : organizza la scuola domenicale a Chicago

·      1862 : viene eletto membro YMCA e sposa Emma Revell

·      1863 : visita la Inghilterra

·      1871 : grande incendio di Chicago – distrutta la chiesa di Moody – ritorno in Inghilterra: 85 riunioni a Londra

·      1875 : prima grande Campagna Evangelistica negli USA (New York)

·      stabilisce le varie scuole di Northfield – quinta visita in Inghilterra

·      1886 : organizza il Movimento Volontario degli Studenti

·      1887 : organizza la Società di evangelizzazione di Chicago che apre l’Istituto Biblico di Chicago nel 1889 (rinominato Istituto Biblico di Moody, dopo la sua morte)

·      1893 : conduce una campagna evangelistica alla fiera mondiale di Chicago

·      1899 : muore a Northfield, Massachusset

 

 

 

Liberamente adattato da «Grido di Battaglia» dicembre 2002  citaa@tin.it