Giuliani Germano

(1929-2010)

 

Germano Giuliani è nato a Milano il 31 agosto 1929 in una famiglia numerosa di origini meneghine e veneziane, che ha conosciuto i rigori e le privazioni della seconda guerra mondiale.

 

Giuliani e la musica

La sua passione per la musica emerge intorno ai diciott’anni. Ha iniziato gli studi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, ottenendo il diploma in composizione e pianoforte, per poi l’entrata nel mondo professionale alla RAI, dove ha svolto un’attività come musicista-compositore per 16 anni.

Di sé Germano Giuliani scriverà: “Dalla consulenza per la musica leggera, che mi fece soffrire non poco per la mia innata avversione, passai a quella per la musica sinfonica, operistica e cameristica che mi fece sentire nel mio elemento. Operai anche nel settore cinematografico e in quello televisivo... Mi fu affidato il ruolo di capo della sezione Musica Sinfonica, Lirica e da Camera”.

 

La conversione

Tutto cominciò nel 1954, quando una zia fece al fratello Germano Giuliani il dono più importante della sua vita: una Bibbia.

All’incontro con questo libro, seguirono due anni di confronti, alla ricerca della verità. Questo era il ritornello delle domande poste a chi avrebbe dovuto dargli delle risposte: “Come mai la Bibbia dice in un modo e noi, nella nostra religione, facciamo in un altro?”

Risposte che non sono mai arrivate.

La Bibbia fu accompagnata da un secondo dono, quello di un amico di fede evangelica che, tra un taglio di capelli e l’altro, gli parlò di Gesù come nessuno mai aveva fatto prima.

E con queste due cose... la Parola di Dio e la testimonianza di un uomo semplice, il fratello Giuliani iniziò a comprendere il vero significato dell’Amore di Dio, a frequentare la Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale (allora ospite della chiesa Metodista in Via Cesare Correnti, in pieno centro di Milano), fino al punto di dare il suo cuore al Signore, due anni dopo, nel 1956.

Alla conversione, reale, convinta, determinata, seguì presto il battesimo in acqua.

Nel 1959 il Signore lo battezzò nel lo Spirito Santo.

Questo evento ha caratterizzato l’insieme della sua storia.

Così scriverà: “Frequentavo l’ambiente cattolico e l’essere venuto in possesso di una Bibbia, sia pur di edizione cattolica allarmò i miei amici preti. Il loro mal celato turbamento e l’ordine perentorio di non leggere quel libro, se non con la necessaria dispensa dell’allora cardinale Ildefonso Schuster, mi insospettirono e, naturalmente, incrementarono la mia curiosità. Avevo tentato di farmi chiarire dalle mie “guide spirituali” certi concetti dottrinali ma, nonostante svolgessi tra i giovani della parrocchia il mio ruolo di presidente parrocchiale dell’Azione Cattolica, non venni mai soddisfatto, anzi da allora venni decisamente evitato”.

A quel tempo il pastore della Chiesa di Milano era il fratello Mario Lucini, che Giuliani definisce come uomo di poche ma mirate parole, di carattere asciutto, riservato ma non arido, amante della giustizia divina e ineccepibile in quella secolare, che guidava la chiesa dalla conoscenza teorica della Bibbia alla sua pratica applicazione.

Io fui battezzato, quasi clandestinamente, nella vasca da bagno di casa sua nel 1956”.

 

La chiamata al ministero

Quando il pastore Lucini andò col Signore, la Chiesa di Milano fu curata per un anno da un suo stretto collaboratore, il fratello Luigi Varricchione (padre di chi scrive).

Luigi, consapevole di avere un altro ruolo (che eserciterà assistendo il fratello Germano fino alla fine nel 1987), sarà tra coloro del Consiglio di Chiesa che il Signore spingerà a proporre al fratello Giuliani di prendersi cura della comunità.

Era il 1960 ed erano passati soli quattro anni dalla conversione.

Iniziarono così i suoi quasi cinquant’anni di ininterrotto servizio al Signore.

Quando nel 1974, all’apice della sua carriera, lascerà la RAI per dedicarsi a tempo pieno all’Opera di Dio, dirà: “La mia rinuncia a portare avanti la mia professione di compositore mi fu rimproverata da importanti maestri e direttori d’orchestra. Rinunciavo e ancora non sapevo che sarei diventato un semplice strumento di quell’insuperabile compositore e direttore dell’armonia universale che è Dio. Per circa 50 anni Egli mi ha affidato la concertazione di una piccola parte di quell’immensa orchestra che è la Sua Chiesa”.

Se pensiamo che le prime tracce della storia della Chiesa di Milano risalgono al 10 agosto 1910, esattamente 100 anni fa ...., realizziamo che il fratello Germano è stato al servizio del Maestro per metà dell’esistenza della comunità.

Cinquant’anni sono una vita intera.

Molti di noi abbiamo conosciuto il significato del suo ministero, a beneficio della Chiesa di Milano, delle Chiese della Lombardia, dell’Opera di Dio, in Italia e non solo. La sua vita cristiana con la manifestazione pratica della fede è stata come un solco lungo e profondo che ha ospitato, incoraggiato e fatto sviluppare tanti semi, che si è rivelato una traccia indelebile di ispirazione, formazione, guida nel la vita di molti.

Come dimenticare la forza della sua predicazione ispirata; le esortazioni sulla rilevanza del battesimo nello Spirito Santo, sul “chiedete e riceverete”, sulla liberalità cristiana... E poi l’insegnamento dell’importanza di onorare il Signore con la musica e il canto solo con vera e profonda consacrazione...

In tanti , nello scrivere di lui, lo ricordano come un uomo affabile, integro, fedele servitore di Dio, potentemente usato d al Signore.

Si ha l’impressione che un pezzo della nostra vita se ne vada, ma forse non è così, perché qualcosa rimane in noi, anzi è diventato “noi”, in quanto quello che siamo è anche a motivo di ciò che sono stati i nostri maestri...

Al suo fianco, da quando l’ha sposata nel 1957, c’è sempre stata la cara sorella Maddalena, donna di grande esempio che la terra di Piemonte ha donato a Milano, alla sua famiglia, alla nostra chiesa. Un vero aiuto convenevole, fino al 2001, quando lo ha preceduto alla Casa del Padre.

 

Talenti a disposizione del Maestro

Molto si potrebbe aggiungere sui talenti del fratello Giuliani, a cominciare da quello musicale.

È impossibile separare Germano dal suo pianoforte. Su quella tastiera e dal suo cuore sono nati i suoi oltre 250 inni, molti dei quali cantati dal “suo” coro Maran-atà ed entrati nell’innologia classica delle nostre chiese.

Su quella tastiera ha gioito nel vedere la continuazione del medesimo talento nei figli gemelli Daniele e Raffaele e successivamente nei quattro nipotini.

Per parlare della sua prolifica attività letteraria. C’è infatti un’altra tastiera fondamentale per Germano, quella della sua macchina da scrivere... tramite la quale ha lasciato centinaia di pubblicazioni, libri, appunti, bigliettini, poesie.

Testi scritti per rimanere, ammaestrare, esortare...

 

Per finire

Chi scrive ha avuto il privilegio e l’onore di collaborare col fratello Giuliani dal 1987.

Potremmo ricordare dell’intenso lavoro svolto gomito a gomito con i vari Consigli di Chiesa e collaboratori che si sono succeduti in questi anni; del suo contributo alle attività del Comitato di Zona prima e del Consiglio Generale delle Chiese ADI poi, come membro effettivo per tanti anni e onorario negli ultimi tre.

Potremmo soffermarci anche sul suo spiccato senso dell’umorismo, che toccava, magari, più di quando parlava seriamente. Della sua risolutezza nel rifiutare i computer. O del combattimento giornaliero, in tempi più recenti, contro i farmaci... che prendeva solo perché costretto dall’amorevole fermezza di chi gli stava vicino...

Il fratello Giuliani ha continuato a servire il Signore fino all’ultimo giorno, anche dopo aver lasciato, per motivi di salute e di età , il ruolo di pastore.

La comunità lo aveva nominato pastore onorario, a giusta ragione, il 20 settembre 2009.

Nella notte del 9 agosto 2010 il suo cuore si è fermato.

Improvvisamente, inaspettatamente, ci ha lasciati per trasferirsi nella Casa del Padre. a combattuto il buon combattimento, ha finito la corsa, h a conservato la fede.

Adesso è alla presenza di Dio, nella Vita!

La Parola ce lo attesta.

In occasione del suo funerale, la chiesa era gremita nonostante il periodo feriale.

Tantissimi pastori, credenti e amici da ogni parte d’Italia, sono stati presenti a Milano, o direttamente o tramite uno scritto o una telefonata: a tutti giunga tramite queste colonne un grande grazie!

La Parola predicata dal fratello Felice Antonio Loria è stata la risposta al bisogno di noi tutti in quella difficile circostanza, e ha lasciato un segno che non dimenticheremo.

Così è stato anche per gli interventi dei fratelli Vincenzo Specchi, Giuseppe Tilenni, Davide Di Iorio, Samuele Plasmati, e altri ancora, le cui parole hanno onorato il ricordo della fede del fratello Giuliani, mentre la Parola di Dio ha esortato alla speranza nella Vita.

Ora tocca a noi raccogliere il suo testimone, fatto di amore, di fede, di perseverante e fedele servizio; di consacrazione, di speranza, di dedicazione a Dio dei talenti perché Lui li possa sapientemente moltiplicare; di unzione e potenza dello Spirito Santo; di visione per il mondo che ha bisogno di Gesù e per una Chiesa che sappia vedere che i campi sono pieni di grano maturo e sappia ancora pregare: “Signore, la messe è grande e gli operai sono pochi... spingi degli operai nel Tuo campo... e se vuoi, spingi me!”...

Germano Giuliani è stato un uomo di Dio, che il Signore ha semplicemente donato alla Sua Chiesa per amarla, curarla e servirla... Grazie, Germano!

Grazie, Signore, per questo dono!

Grazie, Signore, per un dono che lascerà una traccia nella Tua storia, per sempre.

 

Elio Varricchione

 

Tratto da RISVEGLIO PENTECOSTALE Settembre 2010