Rito Alfredo Corbo

(1933-2000)

 

Il 17 marzo 2000 il Signore ha chiamato a Sé il Fratello Rito Alfredo Corbo.

Sei mesi prima era stato improvvisamente colpito da una malattia rarissima ed inesorabile. Inizialmente avevano sperato che Dio sarebbe intervenuto miracolosamente e lo avrebbe lasciato all’Opera nella quale aveva speso il meglio dei suoi anni, nonché all’affetto dei familiari, ma il Signore lo ha raccolto tra le Sue braccia amorevoli. Non possiamo fare altro che piegarci alla Sua suprema volontà e ripetere con Giobbe:”Il Signore ha dato, il Signore ha tolto; sia benedetto il nome del Signore”.

Rito Alfredo Corbo era nato il 22 maggio 1933, a Ponte (provincia di Benevento), un comune agricolo a 15 chilometri dal capoluogo. I Corbo erano piccoli proprietari terrieri, stimati soprattutto per la loro rettitudine e laboriosità.

La storia evangelica della famiglia inizia nel 1903, quando Lorenzo Corbo (1857-1939), nonno di Rito, per un gran favore fatto ad un amico mezzadro, ricevette in cambio due libri, che i proprietari del fondo dove l’uomo lavorava avevano abbandonato nella casa di campagna in seguito ad un’epidemia di colera diffusasi nella zona. Uno di questi volumi era una Bibbia Diodati, nell’edizione del 1859, che divenne il libro letto in famiglia durante le lunghe serate invernali.

Gli anni passarono e Angelo Corbo (1892-1970), padre di Rito, cominciò a leggere quella Bibbia. Fu tanta l’attenzione riservata a l libro, che nel 1909 lo fece rilegare, continuandolo a leggere per anni alla sua numerosa famiglia ormai composta di sei figli.

Quella Parola portò il frutto, che germogliò molti anni dopo, quando, nel 1937, Angelo cominciò a frequentare la Chiesa battista di Napoli e nel 1939 si fece battezzare dal fratello G. A. Ricci, il quale saltuariamente si recava fino a Ponte per visitare la famiglia Corbo. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1947, a Ponte giunse la testimonianza pentecostale. Lorenzo, il quarto figlio di Angelo, iniziò a frequentare le riunioni e poco dopo si convertì.

Di lì a poco, il resto della famiglia accettò l’Evangelo.

Nel 1950, ascoltando il messaggio dell’Evangelo Rito Corbo aprì il cuore al Signore e, qualche mese dopo aver sperimentato la conversione, realizzò l’esperienza del battesimo nello Spirito Santo. Nell’inverno del 1952, chi scrive, trovandosi ad espletare il proprio ministerio nella zona del beneventano, ebbe la gioia di conoscere Rito Corbo e suo fratello Giovanni in occasione del “Breve corso dottrinale” che si teneva presso la comunità di Benevento. Sorse subito una fraterna simpatia e qualche anno dopo Rito nel 1960 settimo corso dell’Istituto Biblico Italiano, a Roma, ancora nella sede promissoria presso i locali della chiesa di Via dei Bruzi. Entrò nel ministerio nel 1962 come pastore della comunità di Matinella (Salerno) e diaspora. Ben presto, notato per la sua dedizione, fu chiamato ad insegnare Geografia ad Usi e costumi della Bibbia all’IBI. Nel 1963 fu eletto nel Comitato di Zona della Campania e nel 1973 nel Consiglio generale delle Chiese, del quale è stato Segretario ininterrottamente dal 1975. Entrò nel Comitato direttivo dell’IBI nel 1973, l’anno successivo si trasferì con la famiglia presso la sede dell’Istituto e nel 1975 divenne direttore,  ufficio che ha ricoperto da allora senza interruzione, anche se fino al 1984 ha continuato ad essere il responsabile della comunità di Matinella, che visitava ogni fine settimana. Sempre nel 1984, lasciata la conduzione di quella chiesa, organizzo la comunità di Roma-Tor Sapienza, ospitata nei locali dell’IBI, di cui è stato pastore. Accanto a queste attività nel ministerio, non possiamo dimenticare le sue capacità amministrative e la cura minuziosa nella manutenzione dell’edificio dell’IBI, con tutte le necessarie modifiche richieste dalle leggi vigenti.Chi lo ha avuto per anni come collega nel ministerio, ricorda Rito Corbo come persona schiava e poco incline a sentimentalismi esteriori, ma soprattutto come cristiano di profonda sensibilità e d’amore sincero verso tutti. Aveva ritenuto le caratteristiche di lealtà e schiettezza della sua gente. Talvolta affermava di non trovarsi a suo agio in una grande città dove le relazioni umane sono spesso fredde e frettolose. Nonostante la brevità di questo scritto, non si possono certo dimenticare le lunghe ore trascorse nella preparazione di documenti  per le varie Assemblee generali, né il suo impegno alacre nell’organizzazione del raduno annuale denominato “ Incontro Nazionale Giovanile ADI - IBI”, allo scopo di sensibilizzare le giovani generazioni sulle finalità dell’Istituto Biblico e di incoraggiarle allo studio della parola di Dio e al servizio cristiano. Nel tempo, per la diligenza del fratello Corbo, questa iniziativa ha assunto notevoli proporzioni di partecipazione ed è diventata la più importante manifestazione delle ADI. La sua improvvisa, gravissima infermità a colpito tutti i fratelli come “un fulmine a ciel sereno “. Soltanto la fede in Colui  che è il nostro Signore e Sovrano ci trattiene dal domandarci tanti perché! Una cosa è certa, egli ha “combattuto il buon combattimento” ha “ finito la corsa “, ha “conservato la fede “ ed ora attende “la corona di giustizia ”. Lascia la consorte, che gli è stata accanto ed ha collaborato con lui nell’opera per tutti questi anni , le tre figlie ed i generi. Per tutti preghiamo che Dio li aiuti e li consoli. Con la sua dipartita, le Assemblee di Dio in Italia perdono un  fervente operaio cristiano, un combattente a favore della verità, uno strenuo difensore della” fede che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre ”.

 

                                                                                            Francesco Toppi     

 

                                                            tratto da “Cristiani Oggi  1/15 Aprile 2000