Bonar Andrew A.

(1810 – 1892)

La preghiera fa la storia

 

Raramente uomini davvero grandi riconoscono il proprio valore.

Un grande uomo di questo genere fu Andrew A. Bonar.

Il suo diario è un vero e proprio manuale sulle qualità di un cuore spezzato e umile. Quasi ogni pagina sembra essere piena di espressioni della sua trasparenza e del suo senso di indegnità, oltre che di Gesù Cristo.

Per un vero santo, il sentiero di un cuore spezzato porta diritto al trono della grazia. Andrew Bonar non fece eccezione a questa regola divina.

Majory Bonar, la figlia di Bonar, descrive il suo diario come una “rivelazione di uno che pregava sempre e che pregava ovunque”.

John J. Murray scrisse di Andrew Bonar: “Egli non credeva in alcuna scorciatoia verso la santità e verso l’utilità nell’opera di Dio. Egli sapeva che la sola e unica via per crescere nella grazia e nella conoscenza del Signore Gesù Cristo era una comunione quotidiana e d’ora in ora con il Padre ed il Figlio”.

Andrew Bonar stesso scrisse: “C’è troppo tempo occupato nell’opera attiva per il Regno. Indubbiamente se i servitori di Dio devono parlare e predicare nella potenza dello Spirito Santo, devono darsi di nuovo continuamente alla preghiera...”

 

Andrew Bonar era proprio uno dei tanti ministri scozzesi usati da Dio durante il Risveglio di Kilsyth del 1839-1840.

I ministri maggiormente onorati dalla presenza di Cristo durante questo tempo di ristoro furono William Chalmers Burns (1815-1868), Robert Murray McCheyne (1813-1843), Alexander Moody Stuart (1809-1 898) ed Andrew Bonar.

Tutti questi uomini erano amici intimi che si incoraggiavano a vicenda nell’esercizio di una costante preghiera.

Subito dopo il declino del Risveglio di Kilsyth, Andrew Bonar disse: “Ho imparato dall’esperienza che non è il molto lavoro ma la molta preghiera l’unico mezzo per la buona riuscita”.

Bonar era in grado di realizzare molto con gli uomini in pubblico perché passava molto tempo con Gesù Cristo in privato.

Le annotazioni quotidiane del diario di Bonar attestano questo fatto.

Egli scrisse il 3 gennaio 1856: “In questo periodo mi sono sforzato di mantenere viva la preghiera in ogni ora del giorno, fermando la mia occupazione, qualunque essa fosse, per pregare un po’. Cerco di mantenere la mia anima all’ombra del trono della grazia e di Colui che vi siede sopra”.

 

Sabato, 8 marzo: “Ho paura di me stesso perché sono meno devoto di quanto solevo essere, benché spesso sia più aiutato che mai nella predicazione...”.

 

Mercoledì, 24: “O mio Dio, non lasciarmi camminare, persino nei verdi pascoli, senza di Te! Mi sento felice di vivere da pellegrino e straniero, e più, molto più di prima, ricerco attraverso la preghiera e il forte pianto nel segreto di vedere Dio glorificato

nella salvezza delle anime”.

 

In una lettera ad un amico intimo, Andrew Bonar scrisse: “O fratello, prega; nonostante satana, prega; spendi ore in preghiera, trascura gli amici piuttosto che la preghiera, digiuna, salta la colazione, il pranzo, la cena e anche il sonno piuttosto che la preghiera. E non dobbiamo parlare della preghiera, ma pregare sul serio, Il Signore è vicino. Egli viene dolcemente mentre le vergini dormono”.

 

Andrew Bonar visse in un periodo di risveglio e tuttavia pregava incessantemente per ricevere di più dalla potenza risvegliante di Dio. Il suo diario ancora una volta rende chiaro questo.

 

Mercoledì, 21: “Sono stato messo in grado di spendere quasi tutto il giorno in preghiera, lode e confessione. Sono stato portato a una profonda umiliazione per la nostra chiesa, e alla preghiera per l’effusione dello Spirito Santo sulla mia gente. Ho fatto varie promesse davanti al Signore, e il mio cuore era dolente dal desiderio, ma anche felice per l’aspettativa di ciò che questo giorno possa realizzare per me. Ma reputo vero quello che Samuel Rutherford scrisse: «Un letto bagnato di lacrime, una gola secca a causa della preghiera, occhi come una sorgente di lacrime per i peccati del paese si trovano raramente in mezzo a noi»”.


Andrew Bonar era un uomo che conosceva intimamente Gesù Cristo.

Come risultato egli vide ciò che Gesù vide, e perciò si preoccupò, pianse e pregò come Gesù.

Così troppo spesso anche i nostri occhi sono asciutti perché i nostri occhi sono ciechi ai bisogni intorno a noi.

Molti di noi sono stati accecati dal temporale, fino a non poter più vedere l’eterna realtà della santità del cielo e gli orrori dell’inferno.

Signore, riportaci indietro nella cameretta della preghiera, dove gli occhi ciechi vedono e i cuori induriti vengono spezzati.

Signore, abbi pietà e portaci a una contrizione di cuore!

 

 

Riferimenti Usati:

Diary and Life of Andrew A. Bonar di Marjory Bonar

Victorious Christians You Should Know di Warren W. Wiersbe

David Smithers

 

 

 

Tratto con permesso da «GRIDO DI BATTAGLIA» Giugno 2005   www.citaitaly.com